[df-subtitle]Liotti: “Qui in Estonia è totalmente diverso da noi, a partire dal clima, che è molto più rigido, d’inverno si arriva anche a -30 gradi. Per quanto riguarda il campionato, l’obiettivo era l’Europa League, ora siamo a un punto dalla quinta e quindi possiamo ancora dire la nostra”[/df-subtitle]

Dalla fine di gennaio, dopo una prima parte di stagione tra le fila dei laziali del Monti Cimini, la sua carriera è ricominciata dalla massima serie estone, precisamente dal Paide Linnameeskond, con cui finora ha collezionato 13 presenze. Stiamo parlando di Andrea Liotti, portiere classe 1997. Durante la lunga trafila del settore giovanile è stato in club importanti come Grosseto, Lazio, Pescara e Carpi. Con la squadra emiliana ha collezionato alcune panchine in Serie A nel corso dell’annata 2015/2016.

In Italia ha difeso anche i pali dei marchigani della Recanatese. “Europa Calcio” ha contattato in esclusiva l’estremo difensore.

Liotti, come sta andando in Estonia?

Prima di tutto vorrei ringraziarvi per l’opportunità di questa intervista con voi. In Estonia sta andando bene, in campionato siamo a metà classifica, la squadra è giovane e in questo torneo ci sono tre squadre veramente importanti che si giocano il campionato e le altre lottano per un posto dopo le prime tre. Procede bene anche dal punto di vista personale e di crescita come calciatore“.

Com’è nata questa opportunità?

Io sono stato metà anno al Monte Cimini, in una categoria (Eccellenza, ndr) molto bassa per quello che io mi ritenevo, anche se li ringrazio perché hanno fatto un grosso lavoro su di me e mi hanno dato l’opportunità di andare lì. Però personalmente ho una grossa stima di me stesso, ho avuto momenti molto difficili in cui in avevo nessuno, e gli unici a credere in me eravamo io e la mia famiglia, così come la persona che ho accanto, che ringrazio tantissimo e che mi ha aiutato molto. E quindi in quel momento cercavo altro. Era arrivato un agente, Valentino D’Alessio, e mi dice: “Guarda, io ho questa opportunità, ti va di andare?”. Inizialmente ero al settimo cielo, potevo di nuovo mettermi alla prova in una Serie A e in una lega comunque importante. Con tutte le difficoltà che ci possono essere, volevo mettermi alla prova, era una sfida che volevo fare. E’ nato tutto così“.

Quali sono invece i vostri obiettivi stagionali?

Miravamo all’Europa League, dove vanno la seconda e la terza. Ora siamo a un punto dalla quinta e quindi possiamo ancora dire la nostra in questo campionato. Ce la metteremo tutta, siamo un gruppo giovane e forte“.

E a Paide come si vive?

Qui è totalmente diverso da noi. Infatti non è stato facile abituarsi al clima, che è molto rigido e d’inverno si arriva a toccare anche -30 gradi, mentre d’estate c’è sempre il sole. Le persone sono molto più fredde e chiuse, però in fin dei conti tutto va bene perché è tutto molto ben attrezzato. Ovviamente manca un bel piatto di pasta italiano (ride, ndr)”.

Lei è stato in diversi club importanti come Lazio, Pescara e Carpi. Cose le è rimasto dei quel periodo?

Di quegli anni ricordo sicuramente quello a Carpi (da dicembre 2014 a luglio 2016, ndr), dove ho avuto delle esperienze bellissime e altre molto negative per me stesso, però mi ha portato sicuramente ad amare ancora di più questo sport e a pormi degli obiettivi. Quando ti alleni con giocatori che connoscono la Serie A come Marco Borriello e altri, pensi sempre che puoi dire la tua. E lì ho fatto delle panchine in Serie A come contro la Roma: in quell’occasione mi dicevo: “Ok, ho calcato questi campi, devo tornarci”. E non voglio mollare, non voglio darla vinta a nessuno, devo dimostrare a me stesso che posso arrivare dove voglio“.

In Emilia il suo allenatore era un certo Fabrizio Castori. Le ha insegnato, o lei ha imparato da lui, qualcosa in particolare?

Lui è un allenatore tutto d’un pezzo, nel senso che quello che mi ha insegnato che il lavoro paga sempre, più ti impegni e credi in quello che fai, e più ti puoi togliere delle soddisfazioni. Lui questo mi ha insegnato principalmente che bisogna lavore, lavorare e lavorare“.

Segue ancora la Serie A?

Sì, anche se non più come prima, da qui non è sempre facile. Quest’anno diciamo che l’Italia potrebbe essersi rialzata con un acquisto importante che ha fatto la Juve, ovvero Cristiano Ronaldo. Porta sicuramente più visibilità al campionato. Però il calcio italiano non è facile per tanti fattori. Ad ora c’è poco spazio per i giovani e ci sono tante cose che andrebbero cambiate. Per fare un esempio, qui in Estonia il massimo dei giocatori stranieri che possono giocare sono cinque. Questa è una cosa molto importante, anche per invogliare gli stessi giovani a crederci. Poi guarda, se avrò l’opportinità mi piacerebbe tornare in Italia, è sempre casa mia“.

 

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