[df-subtitle]Latte Lath: “L’obiettivo in maglia arancione? Intanto la salvezza, vogliamo far bene domenica dopo domenica. Pistoia è piccolina ma mi piace. A Pescara mi ha fermato un infortunio che non mi ha permesso di dare una mano alla squadra”[/df-subtitle]

A metà dello scorso gennaio 2017, la stampa nazionale celebrava il suo gol realizzato all’Allianz Stadium contro la Juventus nella gara degli ottavi di finale di Coppa Italia con la maglia dell’Atalanta. Stiamo parlando di Emmanuel Latte Lath, giovanissimo attaccante esterno classe 1999 cresciuto nel vivaio del club bergamasco.

Oltre a quella partita, il centravanti era sceso in campo con la prima squadra negli altri due match precedenti di quella stessa competizione, che aveva visto la squadra di Gasperini affrontare Cremonese e Pescara.

Sei mesi dopo quella grande serata, Latte Lath passa in prestito proprio al Pescara, appena retrocesso in Serie B e allenato da Zeman, uno che con i ragazzi ha sempre saputo il fatto suo. Tuttavia, l’esperienza in Abruzzo non è molto positiva: in campionato non gioca mai, e viene impiegato solo in 4 partite della Primavera biancazzurra. Così a gennaio torna all’Atalanta.

Pochi mesi fa, precisamente a inizio luglio, ecco il suo trasferimento alla Pistoiese, sempre con la formula del prestito. L’inizio in maglia arancione è stato molto positivo: già 2 reti, realizzati alla Lucchese e al Pro Piacenza, in 5 presenze. Passo dopo passo, Latte Lath sta divenendo una pedina sempre più importante per il tecnico Indiani.

“Europa Calcio” ha intervistato in esclusiva l’attaccante per una chiacchierata su questi primi mesi in Toscana e molto altro.

Come sta andando alla Pistoiese?

Diciamo bene, c’è molto risentimento per i risultati ottenuti fino a questo momento, ma sia io che il resto della squadra“.

Qual è stato il tuo impatto in questa realtà?

Quando ho saputo che sarei venuto qui sono stato davvero molto contento. La Pistoiese è sempre stata la mia prima scelta, è società seria e sempre a tua disposizione. Quindi dico che l’impatto è stato molto positivo“.

E con il tecnico Indiani come si trova?

Molto bene, mi sta dando tanta fiducia. Con lui noi attaccanti facciamo un lavoro molto specifico e utile. E’ un allenatore molto bravo“.

A proposito di attaccanti. Lei è in squadra con veterani come Cellini e Fanucchi, sta imparando qualcosa da loro?

Sì, mi stanno dando una grossa mano. Come hai detto tu, hanno una grande esperienza di cui stiamo giovando sia io che altri miei compagni di squadra. Al giorno d’oggi poi non è difficile imparare“.

Quali sono i vostri obiettivi stagionali?

Intanto la salvezza, vogliamo far bene domenica dopo domenica. Poi i conti li faremo alla fine, ma ora come ora dobbiamo solo pensare a raccogliere più punti possibili“.

E a Pistoia come si vive?

E’ una bella città, piccolina ma che mi piace. Sono rimasto molto contento della scelta“.

Lei è di proprietà dell’Atalanta e questo in Toscana è il suo secondo prestito. Durante i primi sei mesi della scorsa stagione era stato al Pescara, ma non era mai sceso in campo in gare ufficiali, perché?

Ho avuto un infortunio che non mi ha permesso di dare una mano alla squadra e basta, nulla di più. Purtroppo quel guaio fisico si è protratto più in là di quello che pensavamo all’inizio“.

Il suo allenatore in Abruzzo era Zeman, ritenuto un maestro con i giovani. Conferma?

E’ molto bravo infatti. Per gli attaccanti, come sentivo dire prima di andare a Pescara, ci sa davvero fare. Ci capitava sempre di andare a tirare in porta almeno dieci-dodici volte. Su questo aspetto davvero nulla da dire“.

Come detto prima, lei è dell’Atalanta, che in questo momento sta attraversando un periodo piuttosto difficile. Può essere collegato all’eliminazione in Europa League?

Sicuramente quella è stata una bella batosta, ma nemmeno più di tanto perché se andiamo a vedere le partite la prestazione c’è. Poi c’è anche da dire che la squadra è giovane, quindi ci vuole un po’ di pazienza“.

C’è però da dire che anche i nuovi acquisti, su tutti Pasalic e Zapata, stanno avendo molte difficoltà…

Difficoltà non direi, piuttosto si devono ancora conoscere. Parliamo di una squadra molto nuova, ma ritengo che di qui fino al termine del campionato arriveranno molte soddisfazioni“.

Inevitabile adesso ricordare il tuo gol all’Allianz Stadium alla Juventus. Che serata è stata quella per lei?

Sicuramente molto diversa dalle altre. Avevo un grandissimo entusiasmo perché segnare in quello stadio a diciotto anni non è da tutti. Tante persone che sarebbero volute essere al mio posto in quel momento“.

Vista la giovane età, la sua carriera è appena iniziata. Ma Gasperini quanto è stato importante?

Molto, perché mi ha dato tanta fiducia, soprattutto in me stesso. Da quando mi ha lanciato nella mischia ho preso molta più consapevolezza di me stesso, nonostante giocassi contro gente molto più esperta di me e che è già stata in palcoscenici molto importanti“.

Per concludere, uno dei giovani nerazzurri di cui si parla maggiormente è Barrow. Chiedo a lei che lo conosce bene: che attaccante è? E qual è il suo potenziale?

Ha un potenziale che si nota subito, lui vede tanto la porta e ha un notevole senso del gol. Poi ha tante altre qualità alle quali ci sta pensando Gasperini a far venir fuori“.

Fonte immagine di copertina: “Niccolò Parigini Us Pistoiese 192”

 

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