Domenica pomeriggio, in occasione della sfida casalinga contro il Chievo, ha realizzato il suo primo gol in campionato, decidendo la sfida contro i veronesi e regalando all’Udinese tre punti fondamentali in chiave salvezza. Ora i friulani hanno infatti 22 punti e la panchina di Nicola è al momento salva.

Stiamo parlando di Łukasz Teodorczyk, attaccante polacco che il club di Pozzo ha acquistato ad agosto dai belgi dell’Anderlecht. Dopo una prima parte di annata sfortunata – condizionata anche da un infortunio all’ernia inguinale che lo ha tenuto ai box dalla fine ottobre fino tre settimane fa -, il centravanti potrebbe ora essere l’arma in più per i bianconeri in questa dura lotta per restare in Serie A.

“Europa Calcio” ha contattato in esclusiva Jarosław Koliński, giornalista dell’importante quotidiano polacco “Przegląd Sportowy“, per conoscere meglio l’attaccante, che in passato ha vestito anche la maglia della Dinamo Kiev.

Queste le sue dichiarazioni rilasciate alla nostra redazione: “La sua crescita in Ekstraklasa è stata molto rapida. Nessuno si aspettava sarebbe stata così veloce. Quando è andato in prova con il Polonia Varsavia, ha disputato alcune partite amichevoli assieme a diversi giocatori africani, anche loro in prova. Teodorczyk era stato l’unico giocatore a impressionare segnando tre gol“.

Continua: “E nel 2010, dopo aver realizzato 13 reti in 18 partite con la Primavera, ha debuttato nella prima squadra del Polonia Varsavia. L’aspetto tecnico più impressionante che aveva era il suo “killer instict”: poteva segnare in ogni situazione in cui si trovava. In Polonia a volte diciamo, relativamente ai calciatori, che “la palla è alla ricerca di un giocatore e lo trova sempre”. Ed era proprio il caso di Teodorczyk. I suoi compagni di squadra scherzavano, dicendo che se in area di rigore ci fossero 30 stati giocatori, la palla sarebbe arrivata sempre a lui. Era come una calamita. E anche mentalmente era molto forte mentalmente, sembrava che nulla lo rendesse nervoso. Appena entrava in campo faceva quello che voleva“.

Infine: “In Polonia, sempre tra le fila del Polonia Varsavia, lo ha poi aiutato molto il feeling con Paweł Wszołek (esterno offensivo ora al QPR ma con un passato in Italia tra le fila di Sampdoria ed Hellas Verona, ndr). Entrambi erano i due giocatori più pericolosi della squadra e avevano una grande intesa. Vivevano assieme nello stesso appartamento e in campo si aiutavano molto, da veri amici“.

 

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