ESCLUSIVA EC – Kirev: “La Juventus ha mostrato grande carattere. Ai tifosi bianconeri dico che…”

ESCLUSIVA EC – Kirev: “La Juventus ha mostrato grande carattere. Ai tifosi bianconeri dico che…”

Il portiere bulgaro in esclusiva ai nostri microfoni

Kirev: “Buffon è una persona buona e sempre con il sorriso, eravamo sempre seduti vicini in pullman prima delle partite. Ho visto la partita contro l’Inter: non è da tutti ribaltare il risultato in così pochi minuti. Condivido pienamente le dichiarazioni post partita di Allegri: in gare come queste conta solo il risultato finale, non la qualità del gioco”

Domenica sera, al termine della gara contro la Roma, terminata 0-0, la Juventus ha festeggiato la vittoria del suo settimo scudetto consecutivo dopo un lungo testa a testa col Napoli. Nessun’altra squadra italiana era mai riuscita a centrare un simile risultato.

In occasione di tale circostanza, “Europa Calcio” ha intervistato Mario Kirev, portiere bulgaro di 28 anni e nel club bianconero per il periodo tra gennaio 2009 all’estate 2011. Durante queste due stagioni e mezzo è stato anche girato in prestito in Svizzera, prima al Grasshoppers e poi al Thun. Mentre per tutta la stagione 2010/2011 e rimasto stabilmente in prima squadra.

In quest’ultima annata, invece, l’estremo difensore ha militato tra le fila del Nea Salamina Famagusta, squadra del massimo campionato cipriota, terminato proprio tre giorni. I biancorossi hanno ottenuto una salvezza tranquilla all’interno della zona play-out, e nell’ultimo turno hanno vinto per 4-0 contro l’Alki Orokilini.

Kirev, intanto com’è andata questa stagione a Cipro? 

Domenica è finito il campionato e adesso sono appena tornato in Bulgaria. Complessivamente è andata bene comunque. Sono arrivato lì alla fine di novembre, e all’inizio non ho giocato. Poi Veselovski, il portiere titolare, si era fatto male al ginocchio e quindi è toccato a me scendere in campo. Tuttavia, alla mia prima partita mi sono infortunato anche io a causa di un problema agli adduttori e sono rimasto fermo per un po’. Ma mi sono ripreso prima di Robert (Veselovski, ndr), così ho disputato una decina di partite, peraltro tutte molto importanti. Durante la fase della poule retrocessione siamo andati molto bene perché abbiamo vinto quasi sempre. Non a caso siamo finiti in cima a quella mini classifica“.

Il suo futuro sarà ancora al Nea Salamina? 

No, la mia esperienza lì è terminata. Il club ha problemi finanziari e quindi abbiamo deciso di separarci. Ora spero che il mio procuratore mi trovi il prima possibile una nuova squadra“.

Segue ancora la Juventus?

Quest’anno è stata più dura vincere il campionato rispetto al passato, ma alla fine ce l’ha fatta. Ho visto la partita contro l’Inter, che è finita 3-2 per i bianconeri, che hanno dimostrato un grande carattere e una grande determinazione, perché non è da tutti ribaltare un  risultato e una situazione difficile in così pochi minuti“.

E di Allegri cosa pensa? 

Lo conosco poco, ma è sicuramente un tecnico bravo, perché ha fatto davvero benissimo. E condivido pienamente ciò che ha detto in quel post gara di San Siro, ovvero che in certe partite non contano il gioco e la qualità, ma è importante solo vincere“.

A lei che havestito la maglia bianconera chiedo: com’è allenarsi con Buffon? 

Ero arrivato alla Juve dopo una settimana di prova, solo approdare lì è stato un sogno. Dopo un primo momento in cui ci allenavamo assieme, Buffon ha avuto un problema alla schiena, quindi si allenava da solo. Ma lo ricordo molto bene, in pullman prima delle partite eravamo sempre seduti vicini. Umanamente ho imparato tanto da lui, è una persona buona e sempre con il sorriso“.

E dal punto di vista tecnico invece?

E’ una domanda interessante. Nell’anno in cui c’era Delneri era arrivato anche Filippi, preparatore dei portieri e tuttora nel club bianconero. Buffon apprezzava molto il suo metodo di lavoro, così per una buona parte della stagione si allenava a parte con lui. Diciamo che ho imparato qualcosa da lui osservando i suoi movimenti durante le sedute a Vinovo“.

In quel periodo però la squadra era in grandi crisi di risultati. Cosa non funzionava? 

Non saprei dirlo di preciso, anche perché i giocatori erano buoni. Forse, ma tengo a sottolineare che la mia è solo un’ipotesi, mancava la persona giusta alla guida tecnica. Perché nella prima stagione di Conte la squadra era molto simile all’anno prima ma vinse lo scudetto. Probabilmente lui, a differenza dei suoi predecessori, ha saputo dare una sua impronta“.

Se la sente di mandare un messaggio ai tifosi juventini? 

La Juventus è una grande squadra. Dico che nel bene e nel male bisogna sempre sostenerla“.

 

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