Il destino a volte può pesare come un macigno, anche quando sei un talento tra i più forti del calcio italiano e quando ti riveli al mondo con un gol su punizione all’Old Trafford.

Pazienza se quella partita è solamente un’amichevole di fine stagione, perché stai calcando il campo di uno degli impianti più celebri del calcio moderno e perché di fronte i Red Devils, stanno festeggiando l’addio al calcio di Gary Neville, stella e bandiera per oltre un decennio, della squadra allenata da Sir Alex Ferguson.

Un gol così ti catapulta in una nuova dimensione, apre le porte della percezione a una carriera pronta a svettare a grandi livelli.
Poi però non tutto va come sembra essere scritto nel Libro e l’esistenza a volte ti costringe a curve cieche, scelte improvvise e brusche frenate.

Ed è così che Manuel Giandonato, classe 1991 abruzzese, dopo aver accarezzato un sogno oggi è un giocatore svincolato; uno dei tantissimi talenti che negli anni ha trovato le sue difficoltà nel poter esprimere quello che madre natura gli ha donato.
EuropaCalcio.it lo ha ascoltato in un intensa intervista esclusiva, pochi giorni fa:

Con Zaccheroni e Delneri – suoi allenatori in maglia bianconera – l’esordio:  con il primo in campionato e con il secondo in Europa League. Quali sono i suoi ricordi di quelle due stagioni?

“Ho vissuto un sogno, per me essere alla Juventus con quei campioni è stato un onore e un privilegio. Ho solo ricordi positivi.”

Da Elia e Krasic a Cristiano Ronaldo si sarebbe aspettato un salto di qualità a questi livelli della Juventus?

“Comprare Cristiano Ronaldo no, ma la crescita esponenziale di questi anni sì, perché la Juventus è gestita all’interno della società da gente competente.”

Manuel Giandonato Juventus

Lei ha vinto un Viareggio con, tra gli altri, ragazzi come Immobile, Giovinco, Pinsoglio, Marrone e Iago. Chi l’ha stupita di più per la carriera che hanno fatto?

“Tutti quelli che hai nominato hanno fatto un’ottima carriera, ma Ciro Immobile mi ha davvero impressionato: mi aspettavo una carriera importante, ma non a questi livelli.”

Giandonato Serie A

Lei oltre che l’esordio giovanissimo in serie A e in Europa con la Juventus, ha giocato con tutte le nazionali giovanili dall’Under 16 fino all’Under 21, cosa le è mancato per fare il grande salto?

“Bella domanda.  Devo dire che quando si è più giovani è difficile focalizzare un obiettivo e in alcune circostanze le scelte potevano essere fatte in altro modo; con il senno di poi è più facile fare un certo tipo di valutazione, ma a quel tempo decidere dove andare a giocare non è stato mai facile.”

In sette stagioni lei ha girato tutta la provincia italiana: Lecce, Vicenza, Cesena, Parma, Juve Stabia, Catanzaro, Salernitana, Padova, Virtus Lanciano e Livorno, quale è stata la sua migliore esperienza e quale la meno fortunata?

“A Livorno l’ultima stagione, di sicuro la più positiva per la mia carriera. Abbiamo coronato con la vittoria del campionato un percorso di due anni, raggiungendo un obiettivo prestigioso. La meno fortunata invece, alla Juve Stabia: io sono arrivato a gennaio in una situazione già difficile e siamo retrocessi poco dopo.”

Come mai non è stato confermato a Livorno?

“Avevo il contratto in scadenza come altri ragazzi e non ci hanno rinnovato: peccato, sarei rimasto più che volentieri.”

Quali aspettative avrà il Livorno nella prossima stagione di serie B?

“Stanno allestendo un ottima squadra e faranno sicuramente bene, hanno un ossatura di gente esperta della categoria e con ragazzi che conoscono l’ambiente. Poi sul mercato si sono mossi benissimo: c’è Diamanti, hanno preso Dainelli e Kozak, tutta gente importante.”

In che ruolo predilige giocare? 

“Il mio ruolo naturale è quello di regista, mi trovo bene sia a 3 che a 2. Quest’anno ad esempio ho sempre giocato in un centrocampo a 2.”

A che giocatore si ispira?

“Per anni mi sono ispirato a Xabi Alonso, nel mio ruolo mi piace molto Pjanic adesso. Il più forte al mondo, però  in questo momento è Toni Kroos. Direi anche Modric, ma lui è molto più estroso, più libero di giocare, mentre Kroos è più un regista classico.”

Lei ora è svincolato, ci sono squadre che l’hanno contattata?

“Il mio procuratore se ne sta occupando. Ora da svincolati è dura purtroppo: con le regole dei giovani, con le squadre fallite, c’è un numero enorme di svincolati e bisogna attendere l’eventuale chiamata con pazienza. Al momento non ci sono state chiamate o offerte concrete, ma solo delle chiacchierate.”

Lei è ancora relativamente giovane, sogna di poter giocare di nuovo in serie A?

“Sarei un ipocrita a dire di no:  il mio sogno è di giocare di nuovo in Serie A.”

Squadre B: quale futuro possono avere i giovani giocatori italiani con la loro introduzione? Avranno la possibilità di ritagliarsi uno spazio importante facendo esperienza in questo modo, in Prima Squadra?

“Secondo me le squadre B non risolveranno  i problemi. Mi spiego: se la Juventus compra Ronaldo, Higuain e Pjanic, un giovane pronto per giocare a quei livelli non lo si trova.  È vero fai più esperienza, esci dal limbo del Campionato Primavera e giochi contro squadre formate da gente matura, più grande, però un giocatore che fa la Lega Pro, non è pronto per la Champions League poco dopo; il passaggio intermedio lo deve fare comunque, in prestito, in B o in una piccola di A. Il senso delle squadre B è un po’ relativo dal punto di vista tecnico e della maturazione dei giocatori, magari può aiutare per il controllo della crescita di un giocatore, però se un giocatore da giovane è già pronto, non si fa tutta la trafila e lo buttano dentro direttamente in prima squadra.”

Tra i nuovi arrivati in Serie A, chi potrà essere la sorpresa?

“Mi auguro il figlio di Kluivert, giocatore interessantissimo, è una bella scoperta, mi incuriosisce molto.”

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