[df-subtitle]“Provo grande tristezza per quanto accaduto al Bari”[/df-subtitle]

Ai microfoni della trasmissione Terzo Tempo in onda ogni martedì dalle ore 20.30 alle 21.30 a cura della redazione di EuropaCalcio.it è intervenuto Gaetano De Rosa, ex difensore di Napoli, Palermo, Pistoiese, Savoia, Bari, Reggina e Genoa.

Ecco i temi trattati:

[df-subtitle]Sul fallimento del Bari, squadra con cui De Rosa ha disputato oltre 200 partite[/df-subtitle]

Il mio stato d’animo è sinceramente inquietante. Si passa dalla rabbia alla tristezza assoluta visto che Bari è una città che mi ha dato tanto e per la quale ho sempre cercato di essere all’altezza della situazione meritandomi quotidianamente la loro stima e il loro affetto. Non avrei mai immaginato di vederlo arrivare a questo punto. Si conoscevano le diverse problematiche che stava affrontando la squadra, ma non era possibile nemmeno per me immaginare una crisi finanziaria di questa portata“.

[df-subtitle]Sul momento di crisi attuale del calcio italiano[/df-subtitle]

C’è stata troppa indifferenza. Ognuno ha pensato ai propri interessi portando cosi il sitema calcio, esclusa la Serie A, a morire. Cio che è successo a Bari e Cesena si verificherà sempre più spesso in futuro, poichè non c’è nessuno che controlla lo stato finanziario di queste società”.

[df-subtitle]Sulla sua esperienza al Napoli[/df-subtitle]

Erano gli anni di un certo Diego Armando Maradona e per noi ragazzini è stata un esperienza fantastica. Andare agli allenamenti, vedere il San Paolo stracolmo, si respirava un atmosfera magica, c’era un grande senso di appartenenza. Anni che ricordiamo ancora con molto piacere“.

[df-subtitle]Sul miglior difensore dell’attuale serie A[/df-subtitle]

Sinceramente non saprei. Ci sono molti giovani interessanti, oltre a giocatori esperti come Barzagli e Chiellini. Se la domanda poi riguarda la crisi che sta attraversando il calcio italiano con la mancata qualificazione ai mondiali, ci sarebbe da fare un analisi più profonda in cui ci dovremmo tutti mettere in discussione, poiche c’è la responsabilità di tutti, dal mondo giovanile a quello professionista“.

[df-subtitle]Sul Napoli[/df-subtitle]

E’ totalmente cambiata la gestione, si è passati da Sarri minuzioso nel curare i dettagli e il sistema, ad Ancelotti che invece va sulle qualità e sulle capacità a 360°, che punterà molto sui colpi individuali dei singoli calciatori. Si spera in un colpo alla Cavani, ma come in tutte le cose c’è bisogno del tempo necessario, tempo che serve ad Ancelotti per capire di cosa dispone, di quale modulo attuare, di quale sia l’obiettivo, e tutto ciò porterà a dei nomi. E credo che De Laurentiis, aldilà di alcune scelte discutibili, in cui ha agito magari con poca passione, abbia gestito la società in maniera perfetta, di questo bisogna dargli atto. A questo punto speriamo tutti che possa portare lo scudetto in questa città che manca ormai da tanti anni, l’importante è non perdere mai l’equilibrio, basti guardare al Bari per capire cosa potrebbe succedere“.

[df-subtitle]Sul Mazzarri allenatore[/df-subtitle]

Il Mazzarri del 2006 era un allenatore molto equilibrato, non aveva pretese di insegnare il calcio ma aveva concetti molto semplici. Aveva un metodo che bilanciava bene il lavoro con il riposo , mi ci sono trovato molto bene. Con lui a Reggio abbiamo trascorso stagioni importanti. Lo ritengo un mister molto preparato, anche se a volte viene accusato di adattarsi troppo all’avversario, ma questo non vuol dire essere rinunciatario, bensi avere consapevolezza nei propri mezzi  e poter trovare il modo per far male agli avversari quando te lo concedono“.

[df-subtitle]Sulla prossima Serie A[/df-subtitle]

I club in grado di poter competere per certi obiettivi sono sempre gli stessi. La Juventus, per una serie di motivi, è ancora la squadra da battere, resta da capire quanto tempo occorrerà alle altre big per trovare la giusta identità per imporsi cosi come fanno i bianconeri in tutte le competizioni. Sarà sicuramente un campionato affascinante con la presenza di grandi campioni, un allenatore come Ancelotti paragonabile all’acquisto di Ronaldo della Juventus, facendo le dovute proporzioni. Spero che il calcio italiano possa riappropiarsi di se stesso, cosa che non è stata fatta con la nazionale, quando poi al mondiale abbiamo assistito a tante squadre che hanno giocato all’italiana. Mi auguro inoltre che si torni a puntare fortemente sul settore giovanile“.

[df-subtitle]Sulla sua carriera[/df-subtitle]

Non so se potevo dare di più, ma posso dire di aver fatto la carriera che ho scelto. Ho scelto sempre basandomi sulla mia morale, sui miei bisogni ed ero molto sentimentale. Ho vestito la maglia del Bari per sette anni, lasciandola solo per motivi ambientali che non mi peremettevano più di svolgere bene il mio lavoro. Sono andato via senza nemmeno avere il tempo di poter ringraziare Bari, che mi ha sempre mostrato grande affetto. Sono dovuto  scappare dalla sera alla mattina per la troppa tensione che c’era in città, con i risultati che non erano piacevoli e non è stato bello dopo sette anni lasciare la squadra per cui avevo rinunciato a tutto, anche ad offerte più importanti. Potevo fare una carriera diversa, ma io ero molto tradizionalista e volevo diventare una bandiera di quella squadra, cercando di far capire che Bari era la mia seconda pelle”.

Grazie a Gaetano De Rosa

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