[df-subtitle]de Juan: “Con l’addio di Ronaldo la squadra ha perso 50 reti a stagione: lui in nove anni ne ha segnati 450. Il Real non può lottare in Liga col Barcellona e in Europa per la Champions senza un attaccante da 30-40 gol”[/df-subtitle]

La profonda crisi del Real Madrid è sotto gli occhi di tutti. Domenica è arrivato il defintivo crollo in occasione del “Clasico” in casa del Barcellona. Il risultato è stato infatti una netta vittoria degli “azlugrana“, privi peraltro di Leo Messi, con un sonoro 5-1. Protagonista della partita è stato Luis Suarez, autore di una tripletta.

Inevitabile il cambio di panchina, con l’esonero di Julien Lopetegui, subentrato a luglio a Zinedine Zidane. Manca ancora l’ufficialità, ma il sostituto del tecnico sarà Santiago Solari, ex esterno delle stesse “merengues” e dell’Inter. Nelle scorse ore era circolato anche il nome di Antonio Conte. La squadra madrilena sarà impegnata già domani sera in Coppa del Re, nella gara dei sedicesimi di finale in casa del Melilla.

Europa Calcio” ha contattato in esclusiva Manuel de Juan, firma di “AS“, relativamente a questa difficile situazione all’interno del club di Florentino Perez.

Cosa sta accadendo al Real?

Come sai, ieri la società ha esonerato Lopetegui con una nota ufficiale che definisco sadica, indicando che non poteva lavorare così con otto candidati al Pallone d’Oro. Io credo che Florentino Perez abbia agito così perché vede, e molti sondaggi lo confermano, che i tifosi iniziano a contestarlo per la situazione, in quanto negli ultimi anni ha ceduto diversi giocatori (Morata, James, Ronaldo, Danilo e Kovacic) senza sostituirli adeguadatamente. Se questo fine settimana, contro il Valladolid, la squadra non vince, la gente criticherà Perez, non Solari. Questo è certo“.

C’è una parola corretta per definire il tutto?

Per me, è ridicolo. Il Real Madrid può esonerare l’allenatore, e probabilmente – con una sola vittoria nelle ultime sette gare – ci sta. Ma il club ha sempre avuto e mostrato uno stile che noi definiamo “señorío”, ossia elegante a prescindere dalla situazione. Stavolta è accaduto l’opposto“.

Quale è stato il momento chiave che ha generato questa situazione?

E’ difficile da dire, si tratta di una crisi che va avanti da molto tempo, con cinque sconfitte, un pareggio e una sola vittoria nelle ultime sette gare. Ma, a dirla tutta, il Real avrebbe dovuto vincere almeno le gare contro CSKA, Levante e forse Barca, perché durante il momentaneo 2-1 ha avuto diverse occasioni da gol, ma Benzema e Modric non le hanno sfruttate. E’ vero che la squadra dovrebbe giocare meglio, ma il problema principale risiede nel non segnare, non c’è un vero e proprio bomber. Benzema non lo è, e Mariano non sta giocando con regolarità. Florentino credeva che tutti loro avrebbero fatto i gol di Ronaldo, ma le cose non stanno andando così. Quindi direi che il momento decisivo è stato l’addio di Ronaldo, e il secondo quello in cui è stato deciso di non comprare nessun attaccante (Lewandowski, Icardi, Kane e Cavani)“.

Quindi quanto ha perso il Real con la cessione di Ronaldo?

Ha perso 50 gol a stagione: lui in nove anni ne ha segnati 450. Il Real non può lottare in Liga col Barcellona e in Europa per la Champions senza un attaccante da 30-40 gol. Vediamo ora cosa accadrà nella finestra di calciomercato di gennaio“.

Quali sono le responsabilità di Lopetegui?

Ha dovuto gestire una squadra molto più debole delle ultime stagioni, ma anche lui ha colpe, come tutto il resto dei giocatori. In gare come quelle contro CSKA, Levante e Alavés era obbligatorio vincere. Credo che il si sia trovato un lavoro molto pesante che non ha saputo gestire correttamente. E’ arrivato in una situazione strana, era stato licenziato dalla Spagna due giorni prima l’inizio dei Mondiali, è riuscito a fare delle belle partite, ma ha perso la Supercoppa europea contro l’Atletico e il suo bottino non è stato positivo: sei vittorie, due pareggi e sei sconfitte. Il modo in cui il Real lo ha esonerato è disgustoso, ma era chiaro che non era più in grado di gestire il tutto“.

Quindi cosa ha sbagliato in particolare?

Quando uno o due giocatori sono in cattive condizioni, allora non dipende dall’allenatore. Ma se lo è quasi tutta la rosa, allora la respnsabilità è del tecnico. Lui parla tanto della Coppa del Mondo, di come abbia ostacolato la preparazione estiva per questa stagione. Però anche altre squadre avevano tanti calciatori impegnati al Mondiale, ma non si sono dissolte come il Real“.

Ma quale è stata la prima impressione su di lui da parte della piazza?

Positiva, perché è stato lincenziato dalla Spagna per allenare il Madrid, e questo i tifosi lo hanno apprezzato. Ma c’era comunque un senso di poca fiducia, perché la sua carriera da tecnico era breve (solo al Porto ha allenato ad alti livelli), e nessuno sapeva cosa aspettarsi. Il periodo di preparazione estiva era stato buono, la squadra giocava bene e mostrava un grande pressing difensivo che hanno tutti sottolineato, anche perché il Real con Zidane era carente in quello. Ma poi il tonfo in Supercoppa europea ha mostrato una mancanza di soluzioni dalla sua parte. La mia opinione è che non abbia completamente convinto la gente, anche in momenti come il 3-0 sulla Roma e le gare di Liga contro Girona e Leganés“.

Possiamo anche dire che anche i giocatori gli abbiano in parte remato contro?

Non direi, perché in partite come quelle con CSKA e Levante ci hanno provato in tutti i modi. Se non ti piace l’allenatore e vuoi che sia esonerato, non hai questo atteggiamento. Tutti i giocatori erano dalla parte di Lopetegui, ma la maggior parte di loro era in uno stato di forma talmente scarso che hanno giocato contro gli interessi della squadra: Marcelo, Ramos, Varane, Benzema, Modric stanno avendo prestazioni fortemente negative. Così come Bale, alcuni dovrebbero lavorare più duramente dal punto di vista fisico“.

Fino a poche ore fa si parlava di Antonio Conte, ma si dice che alcuni calciatori non lo abbiano voluto. Perché?

Dopo la partita col Barcellona, Sergio Ramos è stato chiaro dicendo: “Abbiamo vinto quasi tutto con un tipo di allenatore che tutti voi conoscete. A volte, sapere come gestire la squadra è più importante della preparazione tattica”. Si stava riferendo ovviamente alle recenti vittorie con Ancelotti e Zidane, allenatori noti per essere, diciamo, soft. Dall’altra parte ci sono differenti tecnici sotto questo aspetto come Mourinho, Benítez e anche Conte. Non volevano un allenatore di questo secondo genere ecco, preferiscono un tecnico che non parla molto e che lasci che siano i giocatori a esprimersi direttamente sul campo. Ma questa non è l’opinione di Florentino, lui pereferisce i c.d. sergenti. In un certo senso ha ragione, ma anche Ramos no sbaglia: 19 dei 23 titoli con Florentino sono arrivati con Del Bosque, Ancelotti e Zidane. Loro sono i tipici allenatori da Real Madrid, nonostante non piacciano al presidente“.

Conte sarebbe stata davvero la perosna ideale a risollevare il Real?

Forse non l’ideale, ma quello giusto tra gli allenatori i disponibili sì. Non sono d’accordo che non sia pronto per il Real Madrid perché sarebbe difensivista. Ho visto alcune partite della Juventus e del Chelsea con lui in panchina, e le sue squadre dominavano e attaccavano nel modo giusto. Inoltre, mi piacerebbe vedere il Real Madrid con il suo 3-5-2, l’hanno usato contro il Barcellona nella seconda parte del match e ha funzionato, mi piacerebbe vederlo regolarmente, è un modulo che che mi attira davvero e Conte ne è un esperto“.

E Solari? Cosa pensa di lui?

Negli ultimi due anni non è riuscito a portare il Castilla, la seconda squadra del Real Madrid,in Seconda Divisione, né a lottare per ottenerla. La mia idea è che non sia pronto, ma si pensava lo stesso di Zidane e guarda cosa ha fatto. Mi piace lo schema che usa (il 4-2-3-1), ma è tutto qui. Non considero l’uomo adatto, e anche Florentino: è un traghettatore e basta“.

In conclusione, qual è il modo per uscire da questa palude?

Uscire da questa situazione è facile, perché devono vincere le partite che dovrebbero vincere. Con questa squadra, il Real Madrid dovrebbe essere in grado di battere Levante, CSKA, Alavés e anche il Siviglia senza problemi. Un’altra cosa è salvare la stagione in qualche modo, questo è un altro discorso: al momento, non vedo il Real Madrid vincere un titolo, ma con questa squadra non si sa mai. Ciò che è abbastanza chiaro è che questo ciclo che finendo, è stato un ciclo fantastico, con quattro Champions League in cinque anni, ma ora è giunto il momento di rifondare e ricostruire“.

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