[df-subtitle]Chiodini, ex portiere di Frosinone e Sorrento: “E’ vero, Sarri fa sempre gli stessi cambi; ma anche chi gioca non può parlare male di lui perché dice le cose in faccia”. E sulla finale playoff tra i ciociari e il Palermo: “Nulla da aggiungere, sono cose che possono succedere su un campo di calcio”. Sui Mondiali: “Dico Belgio”.[/df-subtitle]

Mauro Chiodini ha difeso i pali del Frosinone per ben quattro anni, dal 2005 al 2009. Ha vissuto il periodo di ascesa dei ciociari nel calcio che conta, ovvero la finale playoff vinta nella stagione 2005-06 e la permanenza in Serie B nella stagione successiva. A Sorrento, nel 2011, Chiodini ha incrociato Maurizio Sarri sul suo cammino calcistico.

“Già sette anni fa dimostrava di essere un allenatore preparatissimo, sprecato per allenare in Serie C. Aveva sempre idee nuove da apporre ed è una persona che si fa voler bene dai giocatori”, afferma Chiodini, che in esclusiva ai microfoni di EuropaCalcio.it ha risposto alle seguenti domande:

[df-subtitle]Mauro, che ricordi hai della tua esperienza al Frosinone?[/df-subtitle]

“Sicuramente molto positivi. Il ricordo più bello è la finale dei playoff per la promozione in Serie B (stagione 2005-06, ndr). Abbiamo regalato una gioia immensa sia ai tifosi che al patron Benito Stirpe. E nell’annata successiva ci siamo salvati in cadetteria con squadre del blasone di Juventus, Napoli e Genoa”.

[df-subtitle]Persa la promozione diretta all’ultima giornata, per la squadra di Longo è arrivata la Serie A dopo il finale thriller contro il Palermo. Che idea ti sei fatto sulla gara di ritorno?[/df-subtitle]

“Beh di certo non è facile psicologicamente perdere la A diretta all’ultima giornata. Il contraccolpo mentale è stato importante, ma alla fine i giocatori sono stati bravi a gestire la situazione e l’obiettivo è stato raggiunto. Non dico che il Frosinone doveva fare un campionato come quello dell’Empoli, però poteva benissimo stargli dietro; vista com’è stata la partenza e l’organico che aveva, la promozione doveva arrivare diretta. Nel match di ritorno contro il Palermo ho visto una squadra agguerrita. Gli episodi? Nulla da aggiungere, sono cose che possono succedere su un campo di calcio”.

[df-subtitle]Che mercato farà il Frosinone?[/df-subtitle]

“Siccome un anno di esperienza di Serie A al Frosinone è servito – parlo di tre anni fa – ora bisogna prendere dei leader, degli acquisti mirati in certi ruoli del campo. Bisognerà puntare soprattutto su calciatori di esperienza ma che non siano a fine carriera. Ho molta fiducia nel presidente, mi aspetto una squadra forte”.

[df-subtitle]Mauro, hai militato tra le fila del Sorrento nella stagione 2011-12 con Sarri in panchina. Che rapporto avevi con lui?[/df-subtitle]

“Avevo un buon rapporto con Sarri. Già sapevamo che era uno dei migliori allenatori sulla piazza e il Sorrento era una squadra attrezzata per vincere il campionato. Gli piaceva il mio modo di giocare, ovvero alto, con i piedi, perché lui predilige il portiere abile con i piedi. La società poi ha pagato la scelta di esonerarlo: a gennaio eravamo secondi in classifica. Tutta la squadra ci è rimasta male perché apprezzava il suo lavoro. Certe volte le società pensano che i campionati si stravincono ma non è facile. Sono contento che successivamente mister Sarri si sia tolto le sue soddisfazioni perché è un uomo che guarda tutti i particolari, studia calcio, insegna calcio e le squadre le fa giocare bene”.

[df-subtitle]Già in quell’annata si intravedevano le sue idee innovative?[/df-subtitle]

“Sì, aveva sempre idee nuove da apporre ed è una persona che si fa voler bene dai giocatori. Tu puoi pensarla anche in maniera diversa da lui ma intanto riesce a trovare sempre un modo per coinvolgere tutti. Era già preparatissimo: a Sorrento tutti si chiedevano come un tecnico del genere stava ancora allenando in Serie C”.

[df-subtitle]Quindi queste tue parole vanno in contrapposizione a ciò che ha affermato De Laurentiis in questi anni, ovvero che Sarri fa giocare sempre i soliti 13-14 calciatori…[/df-subtitle]

“Sarri fa così da una vita. E’ vero, i suoi cambi sono sempre gli stessi, punta sui soliti. Però io mi riferivo alla maniera di coinvolgere i calciatori. Riesce ad attirare l’attenzione di tutti. Chi non gioca non può parlare male di lui perché è sempre stato onesto con tutti, le cose le dice in faccia”.

[df-subtitle]Il futuro di Sarri molto probabilmente sarà al Chelsea. Secondo te, come sarà la sua esperienza sulla panchina dei Blues?[/df-subtitle]

“Sono curioso, perché la Premier League è un altro tipo di calcio rispetto alla Serie A, poi la prima esperienza all’estero… Se sarà in grado di portare le sue idee secondo me potrà fare benissimo e farà conoscere un certo tipo di calcio nuovo anche in Inghilterra. Spero che la squadra lo segui in tutto e per tutto”.

[df-subtitle]Chi vincerà il Mondiale?[/df-subtitle]

“Tifo e penso ad una sorpresa: il Belgio. Ho degli amici belgi che sono convinti dei mezzi della loro Nazionale. E in effetti hanno ragione: se possono permettersi di lasciare a casa Nainggolan…”.

 

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