[df-subtitle]Caparco: “Non è facile dare una spiegazione a questi risultati, anche parlare di sfortuna secondo me è una cavolata. Ora abbiamo appena cambiato allenatore, e quando c’è l’avvicendamento in panchina si riparte sempre da zero, e quindi c’è la possibilità che la squadra si riprenda”[/df-subtitle]

Dall’estate 2010 ad oggi, la sua carriera prosegue in Liga I, la massima serie romena. Dopo un quadriennio al Targu Mures, dal 2014 a 2017 ha difeso la porta del Politehnica Iasi, totalizzando 55 presenze. Un anno e mezzo fa, invece, era arrivata la firma con il Concordia Chiajna.

Stiamo parlando di Alessandro Caparco, estremo difensore classe 1983 cresciuto nel settore giovanile della Juventus. E nell’annata 2001/2002 è stato nella prima squadra del Torino. Prima di trasferirsi in Romania, ha vestito anche le maglie di Ivrea e Grosseto.

Tornando al presente, il Concordia sta attraversando un momento difficile, in quanto in campionato è al momento penultimo in classifica con 17 lunghezze. A preoccupare di più è il cammino da metà novembre a fine dicembre, in quanto nelle ultime sei giornate sono arrivate altrettante sconfitte. A livello individuale, Caparco, anche a causa di un infortunio, ha totalizzato 9 presenze.

Approfittando della lunga sosta invernale, la rosa andrà in ritiro ad Antalya, città a sud della Turchia. La “regular season” della Liga I riprenderà infatti venerdì 1 febbraio.

“Europa Calcio” ha contattato in esclusiva il portiere trentacinquenne per parlare di questa sua seconda stagione in biancoverde, senza tralasciare la Serie A.

Come sta procedendo questa annata? Il Concordia è in grande difficoltà…

Sì, infatti non stiamo andando benissimo, però siamo tutti attaccati. Con due vittorie ti tiri subito su. Il problema è che nelle ultime sei partite abbiamo totalizzato sei sconfitte, quindi su diciotto punti a disposizione ne abbiamo presi zero. C’è stato un momento della stagione, soprattutto dopo che avevamo battuto il Craiova, in cui si parlava addirittura di play-off, mentre adesso ci troviamo in questa situazione un po’ così“.

C’è una chiave di lettura a questo momento di crisi?

Non è semplice dare una spiegazione. Anche parlare di sfortuna secondo me è una cavolata, nel senso che obiettivamente ti possono andare male una o due partite, però quando cominciano a perderne sei dei fila è difficile parlare di sfortuna“.

A livello psicologico, quanto sarà importante questo ritiro in Turchia?

Certamente conterà. E ti dico che abbiamo appena cambiato l’allenatore. Monteanu è stato esonerato e ora è arrivato Falub. Quando c’è il cambio di panchina si riparte sempre da zero, e quindi c’è la possibilità che la squadra si riprenda“.

Mi ha quasi anticipato perché avevo in mente di chiederle proprio di Monteanu. Esonero a parte, da giocatore è stato per anni un pilastro del centrocampo della Romania. Anche da allenatore ha lo stesso carisma?

Purtroppo quando era arrivato io mi ero infortunato e sono stato due mesi fuori e mi sono curato la caviglia in Italia. Quando sono tornato mi ha fatto subito giocare, e ti dico la verità: si vede che è stato un grande giocatore, per come dà il morale alla squadra anche in situazioni complicate. Si vedeva che ha giocato a certi livelli“.

In generale, cosa l’ha impressionata di questa Liga I 2018/2019?

A livello di tifo abbiamo avuto la possibilità di vincere 1-0 in casa del Craiova, con 20.000 spettatori, ed è stata una sensazione bellissima. Anche lì c’è il portiere italiano, ovvero Pigliacelli, così come l’allenatore che è Mangia. A livello di squadra invece il più forte è il CFR Cluj, che ad agosto ha preso anche Baptista“.

Passando all’Italia, come valuta l’attuale Serie A?

Nonostante tutto quello che si dice, la Serie A è sempre uno dei campionati più affascinanti d’Europa. Poi, sarò anche ripetitivo, l’arrivo di Cristiano Ronaldo è stato un colpo grosso non solo per la Juve ma per tutte le squadre. Il problema è che adesso le italiane snobbano l’Europa League, mentre prima la vincevano. Eppure il potenziale per arrivare fino in fondo c’è eccome. Io in passato ho disputato i preliminari di questa competizione, e posso dire ancora di più che il livello del calcio italiano è di un altro pianeta“.

E’ già finita la lotta per il primo posto oppure il Napoli ha ancora qualche possibilità di agganciare la Juve?

No, secondo me è il torneo è già stato chiuso ancora prima che iniziasse. La Juventus ha un potenziale che le altre di Serie A non hanno“.

Un’altra sua ex squadra è il Torino. Può arrivare in Europa League la squadra di Mazzarri?

Secondo me sì, ci può arrivare. Poi nel calcio capita che una partita può essere decisa da un episodio. Dipende anche dalla fortuna, soprattutto quando c’ molto equilibrio in quella zona di classifica“.

In cosa dovrebbe migliorare per il definitivo salto di qualità?

A mio avviso c’è poco da migliorare, il Torino sta già facendo un buon campionato. Gli deve anche girare la buona sorte. Come dicevo prima, anche qualche frazione di secondo può cambiare il risultato e tutto il resto. Poi bisogna vedere quanta voglia ha il Torino di fare l’Europa League. Non poche volte succede che tante squadre “scappano” quando arrivano lì lì, specie quando devono fare i preliminari“.

FONTE IMMAGINE: pagina Facebook “C.S. Concordia Chiajna”

 

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