ESCLUSIVA EC – Camorani: “Vi racconto il mio Zeman. Napoli e Juve, lotta fino alla fine. Su Sarri…”

ESCLUSIVA EC – Camorani: “Vi racconto il mio Zeman. Napoli e Juve, lotta fino alla fine. Su Sarri…”

“Sarri resterà sicuramente a Napoli se dovesse vincere lo Scudetto. Sarebbe un peccato vederlo allenare all’estero. Per risollevare il calcio italiano bisognerebbe rivalorizzare i settori giovanili e diminuire il numero di stranieri. Verratti un fenomeno già a 16 anni. Occhi puntati su Federico Chiesa. Futuro? Il calcio in Italia è cambiato – afferma Camorani – oggi i padri pagano per veder giocare i figli in Serie C…”

Una vita da mediano. Con le maglie di Lecce e Siena ha calcato i campi della Serie A, Zeman il suo mentore, Salerno la piazza che più gli è rimasta nel cuore. Alfonso Camorani si è raccontato in esclusiva ai microfoni di EuropaCalcio.it.

Alfonso, chi è il centrocampista più forte in Serie A in questo momento?

“Se diamo uno sguardo ai giovani ti dico Barella del Cagliari. Come rendimento direi Jorginho, mentre ho un debole per Marchisio, anche se nella Juventus in questa stagione sta trovando pochissimo spazio”.

E Milinkovic Savic?

“Sicuramente è un ottimo giocatore, ma è da valutare. E’ uscito fuori quest’anno ed ha tutte le qualità per migliorare ancora”.

Lotta Scudetto. Chi la spunterà tra Napoli e Juventus?

“Gli azzurri hanno subito una brutta sconfitta contro la Roma, ma se dovessero battere l’Inter nel prossimo match di campionato possono giocarsela fino in fondo con i bianconeri. E me lo auguro vivamente, anche perché è un po’ scocciante veder vincere sempre la stessa squadra (ride, ndr). Sarri utilizza soltanto 12-13 calciatori e sta dimostrando che, anche uscendo dalle coppe – scelta per me errata – la sua squadra riesce ad esprimere il miglior calcio in Italia; in Europa è alla pari con il Manchester City. Di contro però la Juventus, con la vittoria in Champions contro il Tottenham ha dimostrato di avere una rosa qualitativamente superiore per poter arrivare fino in fondo nelle tre competizioni. Nel palmares non verrai ricordato per il bel gioco ma per ciò che vinci”.

Secondo te Sarri resterà sulla panchina del Napoli anche nella prossima stagione?

“Se vince lo Scudetto credo proprio di sì, perché rappresenterebbe il coronamento di un grandissimo lavoro. E’ riuscito a valorizzare calciatori che all’inizio sembravano gregari e che ora sono indispensabili per il suo gioco. Spero vivamente che resti alla guida del Napoli, anche se si parla spesso di proposte dall’estero. Il calcio italiano è già alla frutta, mi auguro che non perda un allenatore del genere perché sarebbe davvero un peccato”.

Hai affermato che il calcio italiano sta vivendo un momento non molto facile. Secondo te, dove si deve intervenire per riformare il “sistema calcio” in Italia?

“Quando giocavo in Serie A, circa 14 anni fa, c’erano pochi stranieri e venivano valorizzati molto i settori giovanili. Parecchi calciatori dei vivai passavano in prima squadra e riuscivano ad esordire più facilmente rispetto ad ora. Adesso su 20 giocatori abbiamo 18 stranieri – sottolinea Camorani – e quindi il calcio giovanile è penalizzato. Le uniche società che lavorano molto bene con i giovani sono l’Atalanta, l’Empoli ed il Pescara. Poi se ci aggiungiamo che non parteciperemo ai prossimi Mondiali in Russia, allora vuol dire che bisogna fermarsi un attimo e ripartire da zero”.

Mi hai parlato di giovani e tu hai lavorato con un allenatore che li valorizza, mister Zeman. Parlaci un po’ di lui…

“Ho avuto la fortuna di essere allenato da Zeman per 4 anni – Salernitana, Pescara e Lecce – e posso affermare che ha dato tanto a me ma anche a calciatori che hanno disputato una carriera migliore della mia. Non guarda in faccia a nessuno e la cosa positiva è che va al di là del nome altisonante; se hai lavorato bene in settimana – e non sei un “big” – giocherai sicuramente. Rispetto per tutti, lavoro e sacrificio sono alla base del suo credo calcistico. Lo ringrazierò per tutta la vita perché mi ha permesso di calcare i grandi campi del calcio italiano e di giocare partite importanti”.

Ci puoi raccontare qualche aneddoto particolare?

Zeman è una persona trasparente: è uguale sia in televisione che nello spogliatoio. Il lavoro che avremmo poi dovuto fare in campo te lo spiegava prima negli spogliatoi e noi, una volta schierati sul terreno di gioco, già sapevamo cosa fare. Era molto meticoloso circa il manto erboso, il tempo, il clima; tempi morti lui non ne voleva. Se non capivi una cosa non te la ripeteva una seconda volta, dovevi cogliere subito il suo concetto. Come ben sappiamo, predilige molto il gioco offensivo, ovvero dal centrocampo in su. Zeman ha lasciato il segno in tantissimi calciatori: basti pensare a Vucinic, Cassetti, Ledesma, Bojinov ai tempi del Lecce e Insigne, Immobile e Verratti al Pescara“.

Proprio a Pescara eri compagno di squadra di un giovanissimo Verratti. Già da allora (stagione 2008-09) si intravedevano le sue qualità?

“Aveva solo 16 anni e si vedeva che era un fenomeno. Era la stagione del suo esordio in Serie C. Ad ogni partita c’erano tantissimi procuratori al suo seguito che gli facevano la corte, però lui era un ragazzo umile e lo è tuttora, non si è mai montato la testa. Peccato che gioca all’estero. Il Napoli se l’è fatto scappare per pochi spicci e adesso per acquistarlo ci vogliono almeno 70 milioni”.

Ai tempi del Siena hai giocato insieme ad Enrico Chiesa. Secondo te, il figlio Federico potrebbe ripercorrere le orme del padre?

“Hanno due caratteristiche molto simili: la velocità ed entrambi sono devastanti nell’uno contro uno. Federico sta dimostrando di essere un buon giocatore ma deve lavorare ancora sodo. Anche se ha solo vent’anni e guadagna tanto, è un ragazzo che in campo aiuta i compagni ed è molto umile. E sicuramente Enrico gli saprà dare i giusti consigli”.

Il futuro di Camorani…

“Attualmente mi diverto ancora a giocare a calcio, a Saviano. Ho fondato una scuola calcio nel casertano e spero un giorno di lavorare come osservatore. Vorrei insegnare ai giovani i valori morali ed etici del calcio. So che è molto difficile entrare in questo settore e spero che qualcuno si ricordi di Camorani. Oggi il calcio in Italia è solo la Serie A, la B e la C sono categorie a parte. Fino a qualche anno fa chi disputava almeno dieci stagioni in cadetteria stava bene e si divertiva. Addirittura oggigiorno c’è chi per far giocare il proprio figlio in C è disposto anche a pagare e queste cose fanno male sopratutto ai ragazzi. Se Verratti a 16 anni esordiva in C era esclusivamente per merito delle sue qualità. Ciò che penalizza sono le regole relative al numero di Under da schierare tra i titolari: è penalizzante per i giovani ma anche per chi è più esperto. E’ una norma da cancellare”.

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Giornalista pubblicista dal luglio 2012, è il direttore responsabile di EuropaCalcio.it.

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