ESCLUSIVA EC – Berrettoni: “Inzaghi è l’arma in più di questa Lazio. Sulla sfida col Salisburgo…”

ESCLUSIVA EC – Berrettoni: “Inzaghi è l’arma in più di questa Lazio. Sulla sfida col Salisburgo…”

L'attaccante del Pordenone, con un lungo passato in biancoceleste, parla ai nostri microfoni

Berrettoni: “La squadra ha tutte le carte in regola per passare il turno di Europa League. Un plauso va fatto anche alla società che nonostante tutto è molto attiva e prende sempre giocatori funzionali. Per me è un motivo d’orgoglio aver fatto tutto il settore giovanile biancoceleste e aver esordito in prima squadra”

Giovedì sera la Lazio disputerà la gara d’andata dei quarti di finale di Europa League contro gli austriaci del Salisburgo. Nel turno precedente i ragazzi di Simone Inzaghi hanno eliminato la Dinamo Kiev: dopo il 2-2 all'”Olimpico” è arrivato il successo per 2-0 in Ucraina grazie ai gol di Leiva e de Vrij.

Mentre in campionato la lotta alla zona Champions – che vede coinvolte anche Roma, Inter e Milan – si fa sempre più viva. Sabato pomeriggio i biancocelesti hanno ottenuto il fondamentale successo casalingo per 6-2 contro il Benevento.

Per l’occasione della partita di dopodomani, “Europa Calcio” ha contattato Emanuele Berrettoni, 36 anni e attaccante esterno del Pordenone, squadra del Girone B di Lega Pro. Durante la sua lunga carriera ha vestito indossare numerose casacche – Perugia, Catania, Crotone, Napoli, SPAL, Grosseto, Bassano, Hellas Verona e Ascoli -, ma gli inizi sono stati alla Lazio, dove ha svolto la trafila del settore giovanile, vincendo anche il campionato Primavera nel 2001, ed esordito sia in Serie A che in Champions League, precisamente nella gara contro lo Sparta Praga del 7 novembre 2001, quando all’inizio del secondo tempo Sven-Goran Eriksson lo manda in campo al posto di Marcelo Salas.

In questa stagione, la sua terza tra le fila dei “ramarri“, ha collezionato 13 presenze e 1 gol, realizzato al Mestre quasi un mese fa.

Emanuele, come valuti questa stagione della Lazio?

Fino ad adesso è molto positiva. La squadra è in lotta per un posto in Champions, e in Europa League ha passato un turno molto difficile per come si erano messe le cose all’andata. In campionato può certamente arrivare tra le prime quattro“.

Qual è il segreto dei biancocelesti?

Ci sono giocatori molto buoni e si è creata la giusta alchimia con l’allenatore, che è molto bravo ed è l’arma in più per far sì che la Lazio sia a questi livelli. Ma un plauso va fatto anche alla società che nonostante tutto è molto attiva e prende sempre giocatori funzionali. La Lazio è come se avesse due squadre titolari, chiunque entra a gara in corso dà sempre il suo contributo come se partisse dal primo minuto“.

Hai accennato a Simone Inzaghi, con cui un periodo sei stato compagno di squadra. La sua figura di allenatore assomiglia a quella di giocatore?

No, per nulla (ride, ndr). Quando lui era alla Lazio io ero appena arrivato, ma mai avrei pensato che avrebbe intrapreso questo percorso. Credo che nel corso degli anni abbia affinato questa voglia di allenare, prima nelle giovanili e ora in prima squadra. Sta dimostrando di meritare quello che finora ha ottenuto“.

Prima del 6-2 di sabato sul Benevento, in campionato erano arrivati 8 punti in altrettante gare. A parte Caceres, credi che a gennaio sarebbe dovuto arrivare qualche altro rinforzo?

Col senno di poi anche gli infortuni hanno pesato. Ma un periodo di flessione non cancella quello che è stato fatto. La squadra ha passato un girone di Europa League molto difficile e in Coppa Italia è arrivata fino in semifinale dove, abbiamo visto tutti, è uscita ai rigori e anche con sfortuna. Ci può stare un periodo così quando dai la priorità a manifestazioni importanti come l’Europa League. Non dimentichiamo poi che chi vince questa competizione va in Champions“.

Eccetto Immobile e Milinkovic-Savic, dei quali si parla moltissimo, c’è un calciatore della rosa attuale che apprezzi in particolare?

Essendo un attaccante, dico Luis Alberto e Felipe Anderson, sono straordinari. Dico anche Leiva e Parolo. Di quest’ultimo si parla poco ma è un giocatore fantastico. Nel gioco della squadra vengono maggiormente in risalto le qualità di Immobile e Milinkovic-Savic, ma anche dietro c’è una bella ossatura. I senatori, penso a Lulic e Radu, sono fondamentali, sono loro che tengono su tutto“.

Giovedì c’è il Salisburgo. A cosa dovrà fare maggiore attenzione la Lazio?

La squadra ha tutte le carte in regola per passare il turno. Se gioca da Lazio non ci sono problemi. Va comunque fatta attenzione al Salisburgo perché agli ottavi ha eliminato il Borussia Dortmund. Ma c’è da essere fiduciosi“.

Conservi un ricordo indelebile del tuo passato in questo club?

Ce ne sono tanti. Ero arrivato che avevo dieci anni, poi ho esordito in Champions League e in campionato. Ne vado orgoglioso. Aver fatto tutto il settore giovanile ed esordire in prima squadra è un motivo d’orgoglio“.

C’è un giocatore di quel periodo a cui ti ispiravi o da cui hai imparato di più?

Era la Lazio di Cragnotti e dei grandi campioni. Ovunque ti giravi imparavi qualcosa. C’era il blocco degli italiani, tra cui Nesta e Favalli, e anche attaccanti come Crespo e Salas. Era bello solo arrivare al campo d’allenamento“.

 

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