BIANCHI PADOVA -Manca sempre meno alla grande sfida di domenica al Nereo Rocco tra Triestina e Padova, valida per la 10^ giornata del Girone B di Serie C. Entrambe le squadre sono reduci da un ko e cercano riscatto, soprattutto gli alabardati, che in settimana hanno ufficializzato il nuovo tecnico Carmine Gautieri.

BIANCHI PADOVA – Per la partita di domenica, “Europa Calcio” ha intervistato in esclusiva Mauro Bianchi, 39 anni ed ex difensore che durante la carriera ha vestito la casacca della Triestina dall’estate 2003 a gennaio 2005, quado venne ingaggiato proprio dal Padova.

Sul Padova: “Anzitutto leggevo del progetto biennale dei lavori all’Euganeo. Quell’impianto ha sicuramente una buonissima struttura, ma va rivista perché è troppo dispersiva, e il tifo ne risente: la tribune sono troppo distanti dal campo. Ed è un peccato perché i tifosi all’Euganeo sono sempre tanti. Quanto alla squadra attuale, il Padova ha cambiato quasi tutto ma la squadra è importante e competitiva, molto bravi Sogliano e Gatti. Chiaro che poi il cammino sarà difficile perché la Serie C riserva sempre delle sorprese. Due settimane fa ho visto in televisione il Vicenza nel posticipo contro il Cesena, anche loro hanno un’ottima rosa. Quanto alla Triestina, è vero che la partenza è stata lenta, ma l’organico è forte e mi piace, possono benissimo riprendersi e rientrare in lotta per il lotta per il primato“.

[df-subtitle]Mauro Bianchi, l’intervista al doppio ex di Padova e Triestina[/df-subtitle]

Sul periodo a Trieste e in biancoscudato: “Ho ricordi belli da entrambe le parti, erano due squadre e due società di alto livello. Alla Triestina mi allenava Tesser, che avevo già avuto ai tempi delle giovanili del Venezia, il quale è ancora sulla cresta dell’onda. E’ un tecnico che ottiene sempre risultati importanti. Quella Triestina aveva problemi simili a quella squadra attuale: un anno prima era arrivata appena sotto i primissimi, mentre in quell’annata concluse il torneo a metà classifica. A gennaio arrivai a Padova, e trovai una società che cercava di fare il salto di qualità. Ha impiegato forse più tempo a trovare la situazione giusta. Le premesse e le aspettative c’erno tutte, i biancoscudati erano una squadra di livello. Ricordo ancora La Grotteria, Maniero, De Francesco e Zecchin. Quest’ultimo è stato forse uno dei giocatori più forti che siano passati a Padova: aveva una qualità e un sinistro micidiale! A ogni modo, l’importante è stato aver superato quelle stagioni difficili. Importanti sono stati i tifosi, che sono stati sempre vicini alla squadra. Stesso discorso per quanto riguarda i sostenitori alabardati“.

Sul suo percorso post calcistico: “Alleno dei ragazzini a livello di scuola calcio, ma faccio altro. Lavoro in un’azienda a Cassino, in provincia di Frosinone. Non ho intrapreso la carriera di allenatore, ho fatto altre scelte, anche se comunque lo seguo il calcio, ma rimango un appassionato di questo sport. Fino a qualche anno fa giocavo nei dilettanti, ma al momento non voglio proseguire nel mondo del calcio, poi chissà…“.

 

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