BARAYE PADOVA – Dopo gli ultimi sei mesi della scorsa annata al Padova, con cui ha collezionato 14 presenze con 2 gol e 2 assist, dalla fine di agosto la carriera di Yves Baraye – esterno offensivo classe 1992 – prosegue in Portogallo, precisamente al Gil Vicente. Il Parma, proprietario del suo cartellino, lo ha infatti girato al club di Liga NOS con la formula del prestito. Fino a questo momento è sceso in campo in 3 occasioni.

BARAYE PADOVA – Da metà luglio, veste la maglia del Padova un altro Baraye, ossia Joel, esterno di 22 anni nonché fratello di Yves. La dirigenza bianscoscudata l’ha ingaggiato dai liguri della Virtus Entella. E in questa prima fetta di stagione si è rivelato uno dei migliori giocatori della rosa di Sullo, per il quale è ormai imprescindibile. Oltre ad essere una vera e propria freccia sulla fascia destra e ad aver fornito diversi assist ai compagni di squadra, quasi due settimane fa – nella gara che ha visto il Padova vincere in casa della Fermana – ha realizzato il suo primo gol con questa casacca.

“Europa Calcio” ha intervistato in esclusiva Yves Baraye per parlare della nuova esperienza lusitana e delle grandi performances del fratello.

[df-subtitle]Per prima cosa, come sta andando al Gil Vicente?[/df-subtitle]

Molto bene, sono contento e mi diverto. La squadra mi piace, inoltre ci sono tanti giocatori brasiliani che sono sempre allegri, quindi integrarmi è stato abbastanza facile. Qui poi c’è meno tattica rispetto all’Italia“.

[df-subtitle]Che realtà è questa di Barcelos?[/df-subtitle]

Mi trovo in una città tranquilla, e la squadra è come una grande famiglia. E’ chiaramente molto diversa da altre realtà come Porto, Benfica e Sporting Lisbona, ma l’ambiente è buono e si sta bene“.

[df-subtitle]A proposito, lo scorso 14 settembre lei ha giocato per 90 minuti al da Luz, fortino del Benfica. Che sensazioni trasmette quello stadio?[/df-subtitle]

E’ stato bellissimo. Giocare contro squadre di quel calibro, peraltro in uno stadio sempre pieno, ti dà sempre una motivazione in più. Gran bella esperienza“.

[df-subtitle]Prima del momentaneo ritorno al Parma, la sua ultima squadra in Italia è stata il Padova. Cosa conserva di quei mesi?[/df-subtitle]

Il Padova era una squadra in difficoltà, ma credevo nella salvezza e questa è stata la mia motivazione principale nella scelta di quella piazza. Poi, purtroppo, è andata come è andata, l’intenzione che avevo era aiutare la squadra: ho la coscienza pulita perché so che in campo ho sempre dato il massimo. Mi dispiace perché potevamo davvero salvarci, ma c’erano tanti problemi preesistenti“.

[df-subtitle]Ora invece a vestire il biancoscudo è suo fratello Joel, che in pochissimo tempo è divenuto una pedina indispensabile. Qual è la sua migliore qualità?[/df-subtitle]

Ho mandato io mio fratello al Padova: quando mi aveva detto che la dirigenza del club era interessata a lui, gli ho detto subito di andare lì, in quanto poteva fare bene. La sua migliore qulità tecnica è quella di essere molto fisico ed offensivo, farà tanti assist“.

[df-subtitle]E due domeniche fa ha anche segnato.[/df-subtitle]

Spesso Italia si guardano solo i gol, e questa cosa non mi piace. Bisogna considerare, indipendemente dal numero di reti, quanto un giocatore aiuta e si rende utile alla squadra. Auguro a Joel di continuare così“.

[df-subtitle]Si aspettava in ogni caso un inizio così positivo di Joel?[/df-subtitle]

Io non ho mai dubitato di lui. Tuttavia, adesso lo vedo molto più sciolto. Non so che cosa gli sia successo o cosa gli abbiano fatto, ma prima si preoccupava di più della tattica e di difendere, ora invece è disinvolto e tranquillo. Ma ripeto che non hai dubitato di lui, altrimenti non gli avrei detto di andare a Padova“.

FONTE IMMAGINE: www.ilmessaggero.it

 

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