Eleonora Goldoni è intervenuta ai nostri microfoni per la rubrica #DonnEcalcio ideata da Diego Marino. Tanti gli argomenti trattati con una persona umile e davvero simpatica. Di seguito trovate la nostra intervista con un suo video messaggio.

D: Correva l’anno 1996, nasceva una stella di nome Eleonora Goldoni. Ci parli innanzitutto un po di te?

E: Esatto, nasco in provincia di Ferrara il 16/02/1996, in una famiglia numerosa. Siamo 5 figli, io praticamente la terza. Abbiamo anche un altro fratellino che prendiamo in affido dalla Bielorussia che ogni anno viene qui sia in Estate che in Inverno. La mia passione per il calcio è nata in un modo molto particolare, fino a 13 – 14 anni sono stata sempre un po mascolina, mi piaceva tanto giocare con i bimbi e le bambole praticamente le facevo correre sulle macchine telecomandate. Adoravo anche fucili e inoltre c’era sempre un pallone che girava per casa e spesso e volentieri rompeva qualcosa. Mia madre non sapeva più che fare, mio fratello giocava anche lui a calcio ma all’età di cinque anni e praticando danza classica per la felicità di mia mamma ci fu un evento bellissimo. Mio padre mi porto a San Siro, essendo tutti interisti a vedere una partita  che non dimenticherò mai. Inter Reggina 6-0 e vedevo Martins fare le capriole e mi sono calcisticamente innamorata di questo calciatore. Fu così che dissi a mio padre: “Papà voglio diventare come lui”. Da li in poi a sette anni ho fatto il mio primo allenamento ma con dei maschietti perchè nel mio paese ero l’unica a giocare a calcio.

D: Tennessee Buccaners, la scelta la conoco, laurea in Scienze dell’Alimentazione. Com’è stata questa esperienza? Invece il ritorno in Italia?

E: Un’esperienza da sogno, unica e potrei scriverci un libro per tutto ciò che ho vissuto, le difficoltà superate e dei ricordi di quei momenti. Sono stati quattro anni bellissimi ma tutte le difficoltà incontrate sono state superate e mi hanno fatto da bagaglio di esperienza in questo lungo viaggio. Ero timida, paurosa e difficilmente approcciavo con le persone e chiedere il tutto. Ero da sola e venendo da una famiglia numerosa, facevo difficoltà a stare da sola. Nel corso dei quattro anni sono riuscita a maturare e diventare responsabile ed autonoma. Ho cambiato il mio carattere ed ho affrontato tutto con il sorriso. Un’avventura che ti fanno capire tante cose di te stessa che nemmeno pensassi esistessero. 

D: La Nazionale Italiana. Cosa si prova ad indossare quella maglietta? ci racconti le tue emozioni di quel 6 Aprile?

E: Un’emozione e una responsabilità enorme. Ogni volta che sono ad un ritiro della Nazionale mi sento grata e fortunata, so quante persone sognano di vivere questa esperienza e non hanno la possibilità. Mi sento onorata di indossare questa maglia e lo farò sempre con onore e gratitudine. Come ricordare quel sei Aprile? Un brivido che ti passa lungo la schiena, nello stadio del mio paese dove conoscevo quasi la metà degli spettatori presenti che erano li per noi e urlare i nostri nomi. Io quel giorno non ho giocato, mi è dispiaciuto molto ma è stata sempre una sensazione indimenticabile. Sapere che li c’erano amici e parenti che urlavano il mio nome ad una qualificazione dei mondiali è stato super.

D: Il calcio femminile sta prendendo sempre più piede nel nostro paese, cosa ne pensi?

E: Sono veramente contenta di questa crescita. Grazie anche alle società che stanno creando anche un vivaio femminile e anche i social che li risaltano. Tutte le partite del mondiale saranno trasmesse da Sky Sport quindi un bel risalto , ci saranno radio tv e tanti giornalisti. 

D: Squadre che ti corteggiano ci sono?

E: Si, ci sono squadre che mi corteggiano. Non è facile scegliere ho bisogno di valutare. Giocherò sicuramente in Italia e in Serie A, manca poco alla decisione.

D: Ritornando al calcio femminile, c’è molta differenza con quello maschile? Mi spiego meglio, preparazione e gioco in generale.

E: Differenza con il calcio maschile è l’eleganza mescolata alla grinta delle ragazze che giocano a calcio con tanta determinazione. Un vero spettacolo, con tecnica e precisione.

D: Uno sguardo al campionato maschile, possiamo sapere per che squadra tifi ? Inoltre, la classifica quest’anno rispecchia la realtà oppure secondo la tua opinione qualcosa poteva andare diversamente?

E: Sono Interista dalla nascita come d’altronde tutta la mia famiglia. Il campionato maschile è stato molto probabilmente giusto, mi hanno stupito Atalanta e Torino ma dispiace per la Fiorentina. Spero inoltre che la mia Inter si qualifichi alla Champions League

Grazie a Eleonora Goldoni

In Esclusiva le foto della Laurea di Eleonora Goldoni concesse ad EuropaCalcio

 

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