[df-subtitle]Acquisto del secolo, ma senza rivali credibili sul mercato. Scopriamo il perché [/df-subtitle]

L’acquisto di Cristiano Ronaldo da parte della Juventus ha lasciato tutti a bocca aperta e nessuno si aspettava tale colpo da parte dei bianconeri, ma l’approdo di CR7 a Torino era davvero così impensabile? Considerando il valore del calciatore – 5 Palloni d’Oro e un palmares leggendario – potremmo dire di si, ma la situazione di mercato – e non solo – ha favorito la dirigenza juventina all’acquisto dell’ex United e Real Madrid, giocatore che non ha bisogno di presentazioni. Cristiano Ronaldo è senza ombra di dubbio il miglior calciatore al mondo assieme a Lionel Messi, oramai da molti anni: lo dimostrano i numeri statistici, le sue giocate e il suo stato di forma, ancora integro nonostante i suoi 33 anni. L’ex Real Madrid oltre a essere un campione leggendario dal punto di vista tecnico, è anche una macchina da soldi non indifferente, la quale porterà alla Juventus un vantaggio economico di rilievo riguardo abbonamenti e magliette vendute in tutto il mondo. L’affare per i Campioni d’Italia è globale su tutti i fronti ma la domanda che ci poniamo è una sola: perché i bianconeri sono stati gli unici veri offerenti riguardo l’acquisto di tale campione? Le motivazioni ci sono e ora le analizzeremo.

[df-subtitle]Juventus unica squadra interessata seriamente, perché?[/df-subtitle]

La cifra sborsata dai bianconeri al Real Madrid per assicurarsi le prestazioni del talento di Funchal si aggira attorno ai 110 milioni di euro, prezzo assolutamente “abbordabile” per tutti i top club europei e non solo. Durante la trattativa che ha portato il calciatore a Torino, non ci sono state intromissioni convinte da parte di nessun top club per poter soffiare il fenomeno ad Allegri & co. L’unica intromissione vera è stata quella del suo oramai ex club, il Real Madrid, il quale ha tentato di aumentargli l’ingaggio dopo i tanti “mal di pancia” portoghesi degli ultimi anni. Tentativo andato vano.

Il mancato interessamento e le relative motivazioni da parte di squadre come PSG, Manchester United, Manchester City e pure lo stesso Barcellona ci sono e sono più che plausibili. In molti pensano che tali squadre non abbiano voluto intraprendere una trattativa per un giocatore di 33 anni, il quale pretende un ingaggio simile ai vari Lionel Messi o Neymar, ma non è così. Partiamo con ordine: il presidente del PSG, Al-Khelaifi, ha sempre ammirato Cristiano Ronaldo e negli anni passati ha tentato il grande colpo, specialmente dopo l’addio di Ibrahimovic, passato poi ai Los Angeles Galaxy. I problemi d’acquisto per i parigini sono piuttosto ingenti questa estate per via del fair play finanziario. Infatti, dopo l’acquisto faraonico di Neymar nella scorsa stagione (222 milioni di euro finiti nelle casse del Barcellona), il club è fortemente tenuto d’occhio da FIFA e UEFA e in questo momento, l’operazione CR7 sarebbe stata impossibile per loro dato che devono ancora sborsare ben 135 milioni – dopo i 35/40 versati lo scorso anno – al Monaco per Kylian Mbappe, preso la scorsa stagione con la formula del prestito, aggirando così le regole di mercato imposte dalla UEFA, mai accettate cordialmente da Al Khelaifi.

[df-subtitle]Ritorno in Premier? No grazie[/df-subtitle]

Se per il PSG la situazione era ardua perché data da motivi di regolamento di calciomercato e fair play finanziario, la situazione è assolutamente diversa per quanto riguardano le due squadre di Manchester. Sia United che City sono anch’esse ben controllate viste le grandi trattative milionarie degli ultimi anni, ma il mancato interessamento da parte dei due club inglesi è radicato dai rapporti che gli attuali tecnici delle due squadre hanno verso il calciatore lusitano. L’attuale allenatore dei Red Devils, Josè Mourinho, ha allenato CR7 ai tempi del Real Madrid. I rapporti tra i due non sono mai stati idilliaci: Mou ha sempre insinuato a Ronaldo di voler fare l’allenatore in campo, tanto che il giocatore criticò aspramente il tecnico dopo la semifinale di Champions League nel 2011, reo secondo CR7 di farlo giocare in una posizione a lui non congeniale. La risposta di Mourinho fu durissima, tanto da spedire il 5 volte Pallone d’Oro in tribuna in occasione della sfida casalinga del Bernabeu contro il Real Saragozza. Da li in poi, il rapporto tra lo Special One e Cristiano non si è più sanato, tanto che negli anni successivi dopo la rottura, Mou ha voluto rincarare la dose affermando di apprezzare solo un Ronaldo, ovvero il fenomeno brasiliano ex Inter, campione del mondo con il Brasile nel 2002. Tutto ciò potrebbe aver influito a un mancato ingresso in trattativa da parte degli inglesi, ex club di CR7 ma allenato ora dal suo “odiato” connazionale.

Situazione simile per certi aspetti anche nel City, dove anche tra Pep Guardiola e Cristiano Ronaldo non è mai corso buon sangue. Ci sono stati vari episodi che testimoniano tale tesi. L’allenatore catalano non ha mai amato i giocatori troppo “prime donne”, ovvero i calciatori caratterizzati da un spiccata personalità, capaci di oscurare l’allenatore stesso in certi casi prendendone le veci. Lo dimostrano i vari litigi con Zlatan Ibrahimovic quando era approdato nel Barcellona – poi finito in panchina per far spazio a Messi, schierato punta centrale – oppure le aspre discussioni con Yaya Toure, proseguite pure al City e non solo in blaugrana. La personalità di Cristiano Ronaldo è molto forte e ciò avrebbe potuto minare i suoi piani di gioco e spogliatoio nel City, data la macchina perfetta che è la squadra inglese ora dopo un anno di apprendistato in Inghilterra da parte del tecnico catalano. Tra le scaramucce trascorse tra i due, possiamo contare la spinta che il portoghese diede a Pep durante quel famoso 5-0 rifilato dal Barcellona al Real Madrid nel 2010\11: Guardiola stava tenendo il pallone in mano quando Cristiano lo spinse in maniera molto forte per recuperarlo e battere la rimessa laterale, facendo quasi cadere l’allora tecnico azulgrana. Un brutto episodio che a Guardiola non è mai andato giù, tanto da non stringere la mano a Cristiano durante un’evento calcistico (video presente in rete), testimonianza della mancata simpatia tra i due. Pep ha sempre preferito Messi a lui e di parole dolci da parte dello stesso allenatore nei confronti del portoghese, non se ne contano tante se non diplomatiche.

[df-subtitle]Trattativa impeccabile da parte della Juventus [/df-subtitle]

Infine c’è la destinazione davvero più impensabile: il Barcellona. I trascorsi madrileni dell’ex Sporting e United pesano come un macigno ma l’approdo di Luis Figo al Madrid tanti anni fa, testimonia come nel calcio tutto sia possibile. Ora come ora, l’arrivo di CR7 al Barcellona era – e rimarrà – assolutamente improbabile per la presenza in squadra di Lionel Messi, giocatore che non si integrerebbe al meglio con lui per tanti motivi che vanno dal punto di vista tecnico/tattico fino al ruolo di prima donna in squadra. Una coppia da fantascienza e plausibile solo nei videogiochi, ma sognare non costa nulla.

Insomma, onore alla Juventus per tale acquisto, assolutamente storico e che fa altro che bene al calcio italiano, riportato ora in voga dalla presenza di una star internazionale di questo calibro. Il Colpo del Secolo è arrivato al momento giusto per bianconeri, senza rivali sul mercato e con la volontà del calciatore guadagnata dalla storia del club e dal fair play dimostrato dai tifosi juventini verso di lui nella semifinale d’andata di Champions League. Certe standing ovation non si dimenticano e portano anche dei frutti. Una notte da incubo per la Juventus che ha fatto innamorare CR7, il giocatore più forte del mondo. Il sogno ora è realtà.

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1 commento

  1. Concordo pienamente su tutto, soprattutto sul finale, la standing ovation dello Stadium e la sportività del popolo bianconero ha convinto Ronaldo a prendere in considerazione la Corte della Juve, per sua stessa ammissione.
    È poi c’è chi sostiene che il fair play non serva a niente…
    Complimenti alla Juve e ai suoi dirigenti, complimenti a Ronaldo per una scelta azzardata ma furba e soprattutto complimenti al popolo juventino, da sempre uno dei più sportivi e corretti d’Italia e non solo…

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