Dybala Roma Arabia – La luce della Roma in una stagione complicata è Paulo Dybala. L’attaccante argentino arrivato nella scorsa stagione a parametro zero a Roma ha fatto la differenza soprattutto nel cammino europeo dei giallorossi, nonostante i vari infortuni che ne limitano l’immenso potenziale da anni.

Lo stesso Paulo ha rilasciato varie dichiarazioni sul proprio futuro e sulla stagione in corso, parlando anche della spiacevole sconfitta contro il Siviglia nella finale dell’ultima Europa League al quotidiano arabo Al Arabi Al Jadeed.

Su De Rossi – “Lui è stato un’icona della Roma da giocatore e ora è a pieno titolo impegnato nel suo nuovo ruolo. Sta trasmettendo le sue idee ed è davvero stimolante lavorare con lui. Voglio dare il massimo per questa squadra e per i tifosi che mi ha accolto in un modo incredibile. Vorrei ottenere un risultato positivo e raggiungere la Champions League quest’anno”.

Mou e Allegri – Lavorare con Mourinho è stato stimolante e ha rappresentato una crescita significativa per me. Parliamo di un allenatore che ha fatto tanto nella sua carriera senza dubbio mette in campo la sua esperienza e ti aiuta a crescere come calciatore. Onestamente, non so cosa gli riservi il futuro, ma sono sicuro che continuerà in un top club.

Allegri? Essere allenato da lui è stato fondamentale nella mia carriera in due momenti diversi. Quando sono arrivato alla Juventus dal Palermo ero molto giovane ed sono entrato in una squadra con giocatori straordinari come Buffon, Chiellini, e tanti altri campioni come Tevez, Higuain e poi Cristiano Ronaldo. Ero giovane ma maturai rapidamente e ho imparato molto da Allegri e dai miei compagni. Erano anni bellissimi, in cui abbiamo ottenuto molto. La seconda volta ero più maturo e abbiamo lavorato in modo diverso, ma sempre con quel valore aggiunto che Allegri porta con sé: voler sempre vincere e lavorare per la vittoria”.

Dybala si racconta: “Mi vedo alla Roma, sull’Arabia…

Dybala Roma Arabia – “La crescita della Lega araba negli ultimi due anni è stata incredibile, sia in termini di giocatori e club, ma anche in termini di qualità del gioco. Ho guardato diverse partite in tv e sono rimasto impressionato sia dal livello di gioco che dalla passione i tifosi, con gli stadi sempre pieni. Il calcio è davvero amato dai più giovani generazioni. Inoltre, molti dei miei compagni di squadra argentini giocano lì, e loro spesso ne parlano bene. 

Giocare la Supercoppa in Arabia Saudita (nel 2019, ndr) è stata chiaramente una nuova esperienza per me. Non ero mai stato in Arabia Saudita ed è stata un’esperienza molto positiva. Ero già colpito dalla passione dei tifosi per il calcio e dalla loro dedizione allo sport.  Ma in questo momento gioco nella Roma e mi immagino con la Roma.  Sicuramente il campionato arabo è uno dei più importanti, insieme a MLS e campionati europei”.

Messi o CR7? – “Da Ronaldo ho imparato la dedizione allo sport, questo atteggiamento verso la vittoria. Tuttavia, giocare con Lionel Messi era il mio sogno d’infanzia. Messi è una continua ispirazione, per noi che abbiamo la fortuna di vederlo al nostro fianco il campo. È una gioia che non dimenticherò mai di aver condiviso con lui la Coppa del Mondo. 

Quanto a Cristiano Ronaldo: è un campione. Giocare insieme lui è stato bellissimo per me, ma è stato anche un modo per imparare dalla sua dedizione e, soprattutto, la sua costante voglia di vincere e migliorarsi. Non mi sorprende che se la passi bene anche in Arabia Saudita. In ogni caso lui, Messi e Higuain sono stati i miei tre compagni preferiti”.

E il gol preferito? “Se dovessi sceglierne uno, direi il gol contro l’Inter nella stagione 2019/20,  con assist di Ramsey. E poi il rigore al Mondiale, quello è più importante di tutto”.

Dybala, sul finire dell’intervista, parla anche di come gli piacerebbe essere ricordato: “Come un giocatore di talento che ha sempre cercato di dare tutto in campo. Ma mi piacerebbe anche essere ricordato come un giocatore capace ispirare la bellezza del calcio alle generazioni più giovani, capaci di esserlo esempio da seguire dentro e fuori dal campo. Questa sarebbe la cosa più importante”.

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