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Juventus, Dybala: “Per lo Scudetto è ancora lunga. Lo scorso anno potevamo vincere la Champions”

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[df-subtitle]La Gazzetta dello Sport in vista di Udinese – Juventus ha intervistato anche l’altro numero 10 argentino e dopo De Paul è il turno di Dybala[/df-subtitle]

Queste le parole di Dybala alla “Gazzetta dello Sport” e trascritte da tuttojuve.com:

“Per la Champions avrei sacrificato lo scudetto. Oggi la mentalità è sempre la stessa: vincere tutto. Il Real  l’anno scorso non ha dimostrato di essere più forte,. avessimo passato il turno, sarebbe cambiato tutto e per me avremmo vinto la Champions. Non c’era una squadra più forte di noi.  La squadra è anda­ ta a vincere a Madrid con una cattiveria incredibile. I miei compagni mi hanno racconta­to che i giocatori del Real erano in difficoltà, si guardavano tra di loro perché poche volte gli è capitato di prendere tre gol in una situazione del gene­re. Io penso che quella partita abbia spinto Ronaldo verso la Juventus. Lì ha capito la no­stra forza e ha fatto la sua scel­ta: lui è molto intelligente e vede le cose prima degli altri.

Quando Barzagli è venuto a darmi la fascia di capitano mi sono detto: “Adesso sono uno dei senatori”.  Grazie ai compagni ho imparato come si deve parlare agli altri prima di una partita. Buffon, Chiellini, Dani Alves e molti altri in nazionale sono stati grandi maestri, poi devi avere il carattere e la personalità per farti ascoltare. Ora ci sono altri che devono farlo, io devo continuare a imparare.

Del Piero parla di me e Mbappé dopo Messi e Ronaldo? Loro sono fuori dalla normalità, il mio obiettivo è essere il primo tra gli umani.

Ronaldo? Se lo vedi sui social e in tv ti fai un’idea diversa, in realtà lui è come tutti noi. S’allena benis­simo, è concentrato al 100% in ogni allenamento, ma è molto tranquillo, fa scherzi e tratta tutti alla stessa manie­ra. Prende in giro Cancelo per la lingua, gli dice che parla già l’italiano meglio di lui, e ha cominciato a bere il mate co­me noi sudamericani.

Il mio ruolo ? Allegri mi dà libertà di muovermi. A seconda dei compagni mi chiede di stare più aperto, fare la mezzala o collegare i reparti. Io cerco di andare a prendere la palla e aiutare i compagni, perché al di là della tattica decidono le giocate. Con Allegri ci confrontiamo, in base a come si mettono gli avversari decidiamo dove posso trovare più spazi. In generale, le difficoltà dell’anno scorso e l’infortunio mi hanno aiutato a maturare: alla Juve ho fatto un balzo in avanti sotto tutti gli aspetti.  Come giocatori mi  piace Isco perché non perde mai la palla, ma anche Neymar e Mbappé sono grandissimi giocatori».

Scudetto? Troppo presto. Con il Napoli ci sarà battaglia fino alla fine, ma anche la Roma e l’Inter, che stanno facendo bene in Champions, crederanno di più nel loro gioco. Noi però sappiamo che, se vogliamo, lo scudetto sarà ancora nostro»

 

 

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