Diego Rosa, il “barril” che piace alla Juventus

Diego Rosa, il “barril” che piace alla Juventus

Diego Rosa Barril – I suoi compagni di squadra lo chiamano “Barril”, barile, adora Casemiro del quale ne imita in campo ruolo e movenze; la Città di Dio è il suo film preferito, non crede nella fortuna, ma crede in Dio, e se non fosse diventato un calciatore avrebbe scelto di fare l’insegnante di educazione fisica oppure il cantante.

Diego Bravo, classe 2002, numero 8 sulle spalle, ha già le idee chiare sul suo futuro: non solo su quello che sarà, ma anche su quello che sarebbe stato, come il personaggio di un racconto di fantascienza distopica che ha la possibilità di scegliere tra la pillola blu e quella rossa.

E se potesse scegliere, andrebbe a giocare al Real Madrid, questo è certo, ma quel ruolo, lui lo sa, è solido sulle spalle del suo idolo Casemiro. Tecnicamente è uno dei giocatori più interessanti del calcio brasiliano: volante davanti alla difesa, ma anche capace di districarsi in tutti i ruoli della mediana, Diego Rosa, tra Gremio e nazionale verdeoro, si è dimostrato anche capace di andare spesso a rete.

DIEGO ROSA BARRIL DOBRADO

«Il gol contro il Paraguay nel Sub15 è quello che ricordo con più più piacere», racconta ai microfoni di https://www.cbf.com.br/, il sito ufficiale della nazionale brasiliana. Il suo gol permise alla sua nazionale di arrivare in finale.

Ma sui taccuini di tutti gli scout è finito in particolare pochi mesi fa quando il giovane centrocampista attualmente al Gremio ha fatto faville nel sub17. Negli ottavi di finale contro il Cile il suo gol al 65′ è stato decisivo per passare il turno, sancendo il 3-2 finale.

La nazionale brasiliana vincerà poi quel torneo contro il fortissimo Messico dopo aver eliminato anche l’Italia ai quarti di finale. E soprattutto riporterà in Brasile quel titolo sedici anni dopo l’ultima volta, quando in Finlandia vinsero il titolo battendo in finale la Spagna.

El Barril Dobrado, come viene chiamato quando indossa la maglia della sua nazionale, di sé dice di essere molto timido. Chi non lo sarebbe alla sua età? Ma chissà se è arrossito di colpo quando gli avranno detto che la Juventus sarebbe molto interessata a portarla in Italia. Il prezzo è ancora da farsi, anche perché il giocatore non ha ancora esordito con la prima squadra; oltretutto il caos legato al Coronavirus ha frenato molti affari già avviati.

E quello per portarlo in Italia sembrava a buon punto. La Juventus, infatti, ha pensato di portarlo in Italia avvalendosi della sinergia, inizialmente, con il Benevento. I piani, però, sembrano essere cambiati e potrebbe essere il Sassuolo la squadra giusta per far crescere il ragazzo classe 2002. Chiamato “Barril”, perché, come raccontano in Brasile: «È la parola che si usa per definire uno molto bravo in qualcosa». Quale miglior biglietto da visita?

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