DIACONALE CELLINO – In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Arturo Diaconale, responsabile della comunicazione della Lazio.

DIACONALE CELLINO – Queste le sue parole.

Cellino ha fatto un’intervista al Giornale di Brescia in cui ha sparato a 0 con dichiarazioni che stupiscono per tono sprezzante, modo, l’aggressione a Lotito; la minaccia di non far giocare la sua squadra…

Rispetto alla sua battuta sull’asino, ho detto che oltre che ragliare, si è messo anche a scalciare e difficilmente la sua squadra resterà in A. Non so che intenzioni ha, forse non fa partecipare la squadra alle competizioni, non capisco; o meglio, si capisce perfettamente il suo obiettivo, ma non credo sia la strada migliore per conseguirlo.

Gazzetta dello Sport? Diciamo che il giornale rosa porta avanti una linea che è nelle corde del proprio editore che sostiene che il campionato deve essere bloccato e non riprendere.

Malagò? La preoccupazione per la salute è una preoccupazione che tutti poniamo al primo posto. Garantire la salute può essere fatto con accorgimenti adeguati, non capisco chi vuole impedire qualsiasi tipo di contatto, stare tutti chiusi in casa; ad un certo punto bisognerà anche riprendere.

Non parlo solo di calcio, ma anche di una ripresa alla vita normale, se facciamo saltare in aria l’economia del Paese, rischiamo veramente tanto. Oltre ad avere creato un clima che – da liberale – soffro molto. Accanto a questa limitazione, c’è un atteggiamento intollerante rispetto a chi, soffrendo questa cosa, vuole allentare un po’ e lo definiscono come sabotatore.

Se il luogo di lavoro è stato sanificato – esattamente come gli spogliatoi – se i giocatori sono sotto controllo perenne, quindi si riducono al massimo i pericoli; non vedo perché non si potrà tornare a giocare.

Il problema vero è che se non si trova una cura capace di contenere questa pandemia, ce la porteremo avanti per anni; nel frattempo avremmo rinunciato ad un modello di vita che per noi è stato il modello che ci ha fatto conseguire risultati incredibili.

Basket? Il motore principale dello sport nazionale è dato dal calcio. Fermare significa rischiare di danneggiare tutto il settore dello sport in generale.

Spadafora-Malagò? Gli abbracci politici sono imperscrutabili. Il CONI dipende dal Governo, quindi hanno necessità di essere governativi. Spadafora è stato un Ministro discutibile nei primi passi in cui è stato contraddittorio nei movimenti da adottare. Non capisco quale sia la motivazione di fondo che lo porta ad avere un atteggiamento simile nei confronti dello sport in generale e del calcio in particolare”.

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