[df-subtitle]Di Venanzio: “Quando ci sono tre cambi di allenatore qualcosa di sbagliato è stato fatto, adesso bisogna pensare partita dopo partita e cercare di fare un filotto di risultati utili. Ad Ascoli situazione difficile, i presupposti a inizio stagione erano altri”[/df-subtitle]

Domani sera è in programma il turno infrasettimanale del 31^ turno di Serie B. Tra le gare più importanti c’è Padova-Ascoli. Entrambe le squadre sono reduce da un pareggio: i veneti dall’1-1 in casa del Cittadella, mentre i bianconeri dal 2-2 contro il Benevento.

“Europa Calcio” ha contattato telefonicamente il grande doppio ex Fabio Di Venanzio, che ora vive proprio ad Ascoli e assieme a Mario Bonfiglio, suo compagno di squadra nelle Marche, ha aperto la scuola calcio “ASD Piccoli Diabolici”. Sia a Padova che nel club di Pulcinelli ha lasciato ottimi ricordi, in quanto con entrambe le squadre ha conquistato la promozione dalla vecchia Serie C1 alla cadetteria.

I biancoscudati sono penultimi e hanno cambiato ben tre volte l’allenatore. C’è una chiave di lettura a questa stagione così difficile?

Sicuramente quando ci sono tre cambi di tecnico qualcosa di sbagliato è stato fatto, perché le squadre più in alto, vedi quelle che puntano ai play-off, difficilmente cambiano allenatore. Quindi alcuni errori sono stati sena dubbio commessi, però dobbiamo essere positivi e guardare il bicchiere mezzo pieno. Bisogna pensare partita dopo partita e cercare di fare un filotto di risultati utili, anche se sappiamo che in Serie B non è facile, sperando che la squadra, più che fisicamente, stia bene mentalmente e che tutti credano in questa salvezza, anche tramite i play-out“.

Quindi su cosa dovrà lavorare di più Centurioni per questa volata finale?

Ha giocato tanti anni a calcio a livello professionistico e siamo stati compagni di squadra. Ero venuto un po’ di tempo fa a trovare il mio amico Giovannini e ci eravamo visti anche con Bovo. Quindi vuol dire che quell’anno non è stato dimenticato, tuttora ci si sente con i ragazzi, non con tutti ma con tanti sì. Ho avuto modo di fare una chiacchierata con il mister, che ancora non sapeva che sarebbe andato in prima squadra. Essendo stato un ex giocatore, io sono molto fiducioso in quanto saprà quali corde toccare. Però serve appunto che tutti ci credano, dai tifosi a voi addetti stampa“.

Dato che lei lo conosce bene, le chiedo: qual è un aspetto positivo di lui che noi dall’esterno non conosciamo?

Era un giocatore di una serietà encomiabile, prendeva sempre il lavoro in una maniera maniacale quindi sono sicuro che centrerà l’obiettivo. Poi è stato un difensore centrale, e le squadre che si devono salvare devono lavorare molto sulla testa dei difensori. Per cui credo che non avrà problemi da questo punto di vista“.

Quanto all’Ascoli, anche i bianconeri non stanno attraversando un’annata felice. Come si può spiegare?

La squadra era partita per fare un campionato di vertice e purtroppo non sempre la tabella di marcia viene rispettata in base ai programmi iniziali. Sono certamente cose che capitano, ma la situazione qui ad Ascoli non è di certo delle migliori. La scoppola che ha preso a Lecce (7-0, ndr) pesa molto, io poi vivo ad Ascoli e sono il primo a dire che è una città che vive di calcio. Dopo quella gara sono stati una settimana in ritiro. Non è un momento affatto semplice“.

Che tipo di gara sarà quella di domani?

Una partitaccia, perché si può dire che chi perde poi farà fatica ad andare avanti a livello mentale. Sarà come una finale per non retrocedere, ci sarà molto tatticismo con le squadre che si scopriranno pochissimo. La differenza la farà l’episodio“.

Da doppio ex, quali sono i suoi ricordi più nitidi degli anni trascorsi in queste due realtà?

Sono venuto a Padova e ho vinto un campionato, non il primo anno ma il secondo, quindi la gente si ricorda perché quando vinci le cose vanno sempre bene. Anche ad Ascoli ho avuto la fortuna di vincere un torneo, quindi sono due piazze si vive di calcio, sicuramente Ascoli è una cosa impressionante perché dal lunedì alla domenica si parla solo della squadra di calcio. Sia lì che in biancoscudato sono stato benissimo: vedere a Padova la gente festeggiare in piazza è stata una cosa che resterà nel cuore per tutta la vita“.

Da qualche anno ha aperto una scuola calcio chiamata “Piccoli Diabolici”. Perché questo nome così singolare?

Quando giocavo all’Ascoli i tifosi ci chiamavano “I Diabolici”. Il nome è nato da lì. Io e Bonfiglio abbiamo aperto la scuola nel 2011, e da quest’anno abbiamo deciso di creare una collaborazione importante con una società della zona dove il presidente, Graziano Giordani, è un grande appassionato di calcio, lavora nel ramo della moda e noi vorremmo che tutti i ragazzi del settore giovanile andranno a giocare in prima squadra, se non in lidi più importanti. Abbiamo dei ragazzi in giro in prova e i frutti si iniziano a raccogliere dopo alcuni anni, e infatti così è stato. Abbiamo 350 iscritti, quindi siamo siamo soddisfatti del lavoro che stiamo facendo. Quando si ha a che fare con i giovani bisogna dargli modo di crescere in un ambiente sano e dove si rispettano le regole. Questa è la cosa più importante“.

FONTE IMMAGINE: “picenotime.it”

 

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