[df-subtitle]Di Marzio scoprì Maradona, Ronaldo e Messi [/df-subtitle]

Gianni Di Marzio, la carriera da calciatore è stata interrotta presto a causa di un infortunio. Esordì come allenatore nel 1968 come vice dell’ Internapoli, nel 1969 allena le giovanili del Napoli per poi passare ad allenare le prime squadre di Nocerina, Juventus Stabia, Brindisi, Catanzaro, Napoli, Genoa, Lecce, Catania, Padova, Cosenza, Catanzaro, Cosenza e infine nel 1991 il Palermo.  Dal 1977 al 1979 inizia la sua esperienza al Napoli, dove ottiene il quinto posto in classifica, piazzamento UEFA, perdendo una finale di Coppa Italia a Roma contro l’Inter. È costretto a lasciare durante la seconda stagione per lasciare il posto a Luís Vinício e aprire una grande ferita con il Presidente Ferlaino. Riceve due “Seminatori D’oro” oggi attuale panchina d’oro, il primo durante l’esperienza alla Nocerina e poi al Catanzaro. Nel 2015 ad Amalfi ritira il Premio Saraceno durante Football Leader organizzata dall’ AIAC. Di Marzio ha esercitato la funzione di Dirigente con il Cosenza i il Venezia del presidente Maurizio Zamparini dal 1996 al 1998, che riconquistava la Serie A dopo oltre trent’anni. È stato responsabile dell’area estera della Juventus dal 2001 al 2006. Gianni di Marzio ora anche opinionista in TV, si lascia andare ad alcune dichiarazioni su Messi, Ronaldo e Maradona. Cristiano Ronaldo e Messi all’età di 17 anni furono segnalati alla Juventus proprio da Di Marzio, “Cristiano costava solo due milioni,convinsi la mamma a farlo trasferire in Italia, poi per colpa di Salas non firmò. Il papà di Leo voleva la serie A, ma la riconoscenza della famiglia per il Barcellona ha preso il sopravvento”. Durante il soggiorno sulla panchina azzurra i rapporti tra l’ex Presidente Ferlaino e Di Marzio si sono inclinati. Ormai è dal 9 ottobre 1978 quando Ferlaino, allora presidente del Napoli, esonerò il suo allenatore Di Marzio e consegnò la panchina azzurra a Luis Vinicio. In un’ intervista telefonica, ci fu un incontro a sorpresa tra i due, Di Marzio espresse il suo parere : “Piacere nel sentirlo? No, perché mi ha pugnalato dopo due partite di campionato e dopo che nella stagione precedente avevamo raggiunto la finale di Coppa Italia e ci eravamo qualificati in Coppa Uefa. Doveva capire cosa mi aveva fatto, nel momento più bello della mia carriera da allenatore”. Immediata la reazione di Ferlaino: “Non fa piacere neanche a me e quindi la chiudiamo qui”. La replica di Di Marzio: “Ha chiuso la chiamata perché di fronte a certe cose lui subito scappa via. Avevo vinto campionati di serie B, poi arrivo a Napoli e ottengo risultati anche con giocatori di categorie inferiori. Poi perché mandarmi via dopo due giornate nella seconda stagione? Forse perché aveva già il contratto firmato con Vinicio, che aveva un nome. Non mi sembra che si sia comportato bene con me. Fui l’unico che gli suggerii, come ammise lui stesso, Diego Armando Maradona”.

Di Marzio lei è stato l’uomo che ha scoperto Maradona, ci spiega come andò a finire?

“Ero a Buenos Aires per i mondiali del 1978, da poco allenatore del Napoli. Durante l’arrivo in hotel, il Don Carlos, ricevo la telefonata di Aloisio, ingegnere che viveva in Argentina da un ventennio, responsabili della polisportiva Argentinos Juniors, mi disse: “Ti devo fare vedere un ragazzo fenomenale che abbiamo, non ha ancora 18 anni ed è stato anche tra i 40 pre-convocati per i Mondiali, solo che Menotti alla fine ha preferito gente di maggiore esperienza. Lo devi assolutamente vedere”. Non ho accettato i suoi inviti per diverse volte, essendo allenatore del Napoli volevo prendere calciatori che giocavano quel mondiale. Dopo qualche giorno andai a bere qualcosa con lui, e mi lasciai convincere, con me vennero Pesciaroli e Giubilo del Corriere delle Sport, arrivammo al campo ma Diego non c’era e andammo a Villa Fiorito nella sia abitazione. Riuscimmo a convincerlo a venire con noi, gli feci firmare un contratto in bianco. Avevo paura che Pesciaroli, tifoso della Lazio, potesse farmelo soffiare. Era nostro per 220.000 dollari, 300 milioni di lire dell’epoca”.

Ma Eravamo nel 1978, Maradona arrivò al Napoli solo nel 1984 come mai?

“L’Argentina vinse il Mondiale. Maradona venne in Europa a giocare due amichevoli, lo andai a trovare in albergo visto il nostro rapporto. Ferlaino voleva giocatori esperti e abbandonammo la pista, non lo proposi più a nessuno, addirittura un noto assicuratore voleva comprarlo di tasca propria, ma io non sono uomo a cui piacciono queste situazioni. I ricordi con Diego sono bellissimi, era eccezionale in tutto. Purtroppo è stato mal consigliato. Ma soprattutto sfruttato mediaticamente. Dal punto vista calcistico, IL MIGLIORE DI SEMPRE”.

Grazie a Gianni Di Marzio

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