Angelo Di Livio è intervenuto in esclusiva ai microfoni di EuropaCalcio. Tanti i temi affrontati durante l’intervista con Diego Marino.

Di Livio, vista l’attuale situazione cosa pensa che sia giusto fare per riprendere a giocare?

Ci vuole la certezza e la sicurezza per non ricadere in determinate situazioni, sia per i giocatori e tutto ciò che si muove con il calcio. Se ci sono questi presupposti è possibile ricominciare.

Una domanda d’obbligo, qual è il giocatore più forte con cui ha giocato?

Ho avuto la fortuna di giocare con tantissimi calciatori forti, però secondo me il giocatore che mi ha veramente sorpreso è stato Zinedine Zidane.

Foto Juventus.com

Di Livio invece il suo rapporto con Del Piero?

Con Alex c’è un rapporto che va oltre l’aspetto professionale. Una stima reciproca e un rapporto di amicizia fin dai tempi del Padova quando giocavamo in serie B. Ancora oggi la nostra amicizia è forte e sicuramente sarà così anche negli anni a venire.

Dopo tutti questi anni cosa prova quando ripensa a quella partita con la Corea del Sud del 2002? Visto che fu anche l’ultima partita in nazionale?

Provo tanta rabbia e rammarico, purtroppo abbiamo incontrato un arbitro che ce ne ha combinate di tutti i colori come Moreno e dobbiamo accettarlo. Non nascondo che comunque non appena rivedo quella partita c’è anche un pizzico di rammarico seppur non per colpa nostra, perché quella squadra poteva dare molto di più.

Juventus e Fiorentina, due amori diversi ma tanto simili. Ci racconta un po’ le gioie e i dolori di quegli anni?

Juventus e Fiorentina sono le due squadre di Serie A che mi hanno completato, ma ce ne sono altre che sono state fondamentali per arrivare in Serie A. Tutti sanno che la Juventus è un grande club ma la vera sorpresa è stata la Fiorentina perché non credevo di trovarmi bene e di affezionarmi così alla gente. La rinascita della Florentia Viola la racconterò sempre a tutti.

La Coppa con le grandi orecchie, la Champions League. Cosa si prova ad alzare quel trofeo, ad oggi ricordo quella foto con Vialli e Conte.

La coppa con le grandi orecchie è obbiettivo di tutti, io l’ho vinta nella mia città a Roma, è una coppa che ti da emozioni veramente forti.

Di Livio, oggi chi rispecchia di più le sue caratteristiche?

Credo che Florenzi e Lazzari siano due calciatori che mi somigliano molto.

Ci accenna anche di Lorenzo, figlio d’arte che gioca al Catanzaro?

Mio figlio sta facendo le sue esperienze, ora è a Catanzaro. Le cose andavano discretamente bene fino a che non si è fermato il calcio. Dovrà lavorare molto perché il calcio è sacrificio e vedremo dove possa arrivare.

Di Livio, ultima domanda ma non per importanza. Il soprannome Soldatino come le è stato accreditato?

Il soprannome Soldatino me lo mise Roberto Baggio, mentre ci allenavamo. Mi disse corri come un soldatino, sapendo che ho avuto sempre problemi alle spalle. Correvo come Masha da soldato e da li mi battezzò “soldatino”.

Grazie ad Angelo Di Livio per l’intervista

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