DERBY VIERI IBRA LUKAKU – Si avvicina il derby e chi meglio dell’ex bomber di Inter e Milan, Christian Vieri, poteva parlare di uno dei match più sentiti di tutto il campionato? Bobo ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello sport in cui racconta le sue sensazioni in vista del derby di sabato pomeriggio. Tra i temi toccati ci sono Hakimi, Conte, Ibra e non solo.

 

DERBY VIERI IBRA LUKAKU

Sugli stadi vuoti: “Giocare in uno stadio vuoto? Per fortuna mai: sicuramente il mio voto sarebbe stato fra il 3 e il 4. Io un derby così strano, così condizionato da fattori esterni, non me lo ricordo. I tifosi allo stadio? Non credo lo pensi solo Mancini: il Covid e la salute vanno rispettati, ma riaprire un po’, piano piano e nel modo giusto, si può fare”.

DERBY VIERI IBRA LUKAKU – Sulle due squadre e su Ibra: “Ci vuole un po’ di esperienza ma anche gioventù, ed entrambe le squadre in realtà le mescolano. All’Inter gente come Nainggolan e Vidal farà bene, ma si è aggiunta anche la freschezza di Hakimi. Il Milan è giovane, ma ha un numero uno, il ‘vecchio’ Ibra: ribadisco, farà più di venti gol. Ibrahimovic è l’esperienza che non ha eguali e racchiude tutto: tecnica, visione di gioco, il suo segnare, il far segnare e pure far giocare bene la sua squadra, perché alza il livello della qualità di tutti​”.

Su Theo Hernandez e Hakimi: “Fortissimi tutti e due, la foto della qualità che sta tornando anche all’Inter e al Milan, non solo sulle fasce. Però Hakimi in questo momento è il miglior esterno destro del mondo: devastante”.

DERBY VIERI IBRA LUKAKU – Su Lukaku: “Non dormirei comunque tranquillo. Lukaku è ‘unstoppable’, il treno del film con Denzel Washington: una forza della natura. Gli dai cinquanta metri di campo e lui ti sbrana, palla addosso il difensore non riesce ad anticiparlo mai. Cosa rivedo in me di lui? Il sinistro e i chili, ma lui è anche più grosso di me. E come gioca per la squadra: mi capita di guardarlo e dire ‘Ah, quella giocata l’avrei fatta anch’io così’, soprattutto quando cerca l’uno-due per mandare dentro gli altri. Per quello lui e Lautaro sono perfetti, insieme”.

Su Conte: “Mai pensato che Conte lasciasse l’Inter e comunque sarebbe stato un grande errore. Antonio è uno che chiede tanto, ma dà tanto: in pochi sanno cambiare una squadra in pochi mesi come lui. E ora ha l’Inter per vincere il campionato, sicuramente per giocarsela. Fascia o non fascia, da dietro rompeva le palle. Sentivi in continuazione: ‘Vai, vai, sali a pressare, vai a prenderli’. Lo ascoltate in tv? In questo non è cambiato di una virgola. Antonio è così, se lo prendi sai chi prendi: se vuoi un pupazzo scegli un pupazzo, e si sa chi sono. Se vuoi Mourinho o Conte, li prendi, sai che avrai un allenatore di personalità e, però, poi non ti devi meravigliare se ogni tanto sbotta. Quando prendevi Vieri era lo stesso: sapevi che io non sarei stato zitto”.

Su Ragninck e Maldini: “Di scelta sbagliata ce n’era già stata una: andare a parlare con un altro allenatore senza dirlo ai tuoi dirigenti, Maldini e Boban. E il tempo ha detto che Paolo è una persona chiara, con lui non ci sono mai equivoci, e che sa lavorare: ha comprato bene e ha anche venduto bene. Pioli era arrivato in un momento non facile e siccome le cose non cambiano da un giorno all’altro e lui le ha cambiate, ha strameritato la conferma”.

Sugli esuberi: “Nainggolan, Eriksen, forse Brozovic: troppi giocatori non titolari ‘ingombranti’? Faccio cinque nomi in attacco: Vieri, Ronaldo, Baggio, Zamorano, Recoba. Tutti insieme, ma nessuno si sentiva ingombrante: alle grandi squadre per vincere servono tanti giocatori importanti. E tanta pazienza. Se vai all’Inter devi mettere in conto un rischio: forse non giocherai”.

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