Ai microfoni di Radio Musica Television è intervenuto mister Luigi Delneri, il quale, durante il programma “Taca La Marca”, si è soffermato sulla situazione d’emergenza del calcio italiano.

Ecco quanto emerso.

Bonaventura: “Jack lo ritengo un giocatore importante, con grandi qualità. Se il Milan crede ancora nelle sue potenzialità devono tenerlo, in caso contrario il ragazzo deve trovare l’ambiente giusto dove mostrare al meglio le sue qualità; considerato che può diventare importante anche per la Nazionale”.

Contatti con il Napoli: “Non sono mai stato vicino alla panchina partenopea, ho avuto qualche contatto quando era in Serie C ma niente di più. Era il periodo di Ventura, per i partenopei un periodo di grandi stimoli per crescere; con il passare del tempo hanno raggiunto obiettivi importanti”.

De Paul: “È un giocatore molto forte e di grande qualità; ha fatto tanta esperienza considerato che per essere titolare nella nazionale argentina bisogna possedere determinati attributi. È un leader – prosegue Delneri – si dà da fare per la squadra ed è quasi sempre protagonista nelle partite importanti. Secondo me è pronto per una big e deve andare via per vedere quanto ancora può migliorare e se può imporsi anche nel calcio che conta”.

Dalla Sampdoria alla Juventus: “Con la Sampdoria facemmo un anno stratosferico, 46 punti nel girone di ritorno e qualificazione al preliminare di Champions League, però le occasioni nella vita quando passano bisogna prenderle. La Juventus per me è stata una grande opportunità che ho preso al volo consapevole dei rischi. Quella squadra se non fosse stata colpita da qualche infortunio sarebbe potuta arrivare tranquillamente in zona Champions”.

Bergamo: “Il primo pensiero va a Bergamo, città che amo sia per il fattore calcistico ma anche per la loro accoglienza; parliamo di gente molto forte che ama l’Atalanta. Mi hanno fatto capire il senso d’appartenenza e l’amore per la squadra. Un pensiero va anche alla città di Brescia che è l’altra zona molto colpita da questo virus.

La vittoria per 3-1 contro l’Inter fu la dimostrazione di quello che ho fatto anni prima con il Chievo – sottolinea Delneri – ovvero di esprimere in campo la propria idea di calcio. Quell’anno battemmo anche il Milan, il Napoli e la Lazio. Diversi giocatori di quella compagine hanno poi realizzato una buonissima carriera, penso a Zaza, Bonaventura e Consigli”.

Il Chievo di Delneri: “In quel momento per noi la Serie A era un mondo inesplorato e la partita di Firenze determinò il nostro essere durante la stagione. Affrontare la Fiorentina con un atteggiamento molto aggressivo è stata la spinta per proseguire in quella direzione; se avessimo preso 2-3 gol allora il campionato avrebbe preso una piega diversa. Applicammo la nostra idea di calcio e ci siamo tolti tante soddisfazioni, con la nostra spensieratezza abbiamo dato una svolta al futuro.

Il nostro modo di giocare ha portato le provinciali ad avere coraggio e la consapevolezza di poter affrontare chiunque. Quel Chievo nel primo anno di Serie A ha tracciato una strada importante, raggiungendo il quinto posto e qualificandosi per l’Europa; per questo devo ringraziare i miei giocatori e la società del presidente Campedelli”.

La ripresa del calcio giocato: “Bisogna preservare la salute che è la cosa più importante. Personalmente reputo necessario proiettarsi alla prossima stagione; è molto complicato riprendere l’attività agonistica visto che il calcio è aggregazione e c’è contatto tra gli atleti e non solo. Non sappiamo quale sia il futuro fino a quando non troveranno il vaccino, quindi sarebbe meglio evitare situazioni drammatiche. Cercare una soluzione mi pare utopistico”.

Questione stipendi: “Bisogna fare distinzioni tra le categorie, perché ovviamente ci sono delle differenze di salari importanti. La Serie A può aiutare a sviluppare questa soluzione rispetto alle altre leghe. Secondo me alla fine i calciatori troveranno la formula giusta sia per l’ambiente che per la società”.

Offerte per allenare: “Si c’è stata qualche offerta ma non era il momento adatto per riprendere. Sono alla ricerca di una squadra da allenare da inizio stagione per inculcare la mia idea di calcio e non da subentrante. Vediamo accadrà in futuro”.

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