Cala il sipario, De Rossi saluta Roma

Cala il sipario, De Rossi saluta Roma

De Rossi saluta Roma e la Roma. Cala il sipario, è il momento degli applausi. E' durato tanto, ma sempre troppo poco.

De Rossi saluta Roma – 26 maggio, non una data troppo felice per chi tifa Roma. Senza rievocare fastidiosi ricordi, ci limitiamo a pensare a ieri. 26.05.19. Daniele De Rossi saluta Roma e la Roma, ma è solo un arrivederci, come ha detto lui stesso. Tornerà. Intanto però bisognerà abituarsi alla sua assenza visto che per 18 anni è stata una costante presenza. Ha chiuso contro il Parma, non una squadra qualsiasi. La stessa squadra contro la quale, nel 2001, ha vinto il suo primo e unico Scudetto, pur senza mai scendere in campo.

La sua storia cominciò li, in quella stagione, per poi, piano piano, prendere forma e sostanza negli anni successivi fino a diventare magia. Passavano gli allenatori, passavano i giocatori ma De Rossi era sempre lì. Unica certezza (insieme, ovviamente, a Totti) in un mare di dubbi. Punto di riferimento in mezzo al caos. E’ diventato simbolo, leader, capitano. E’ diventato storia. Ha scelto sempre la Roma anche quando era la scelta più difficile. Anche quando poteva andarsene, lui è rimasto. Perché i capitani fanno così e lui è stato capitano ben prima di ereditare realmente la fascia.

L’ha sognata, l’ha desiderata, l’ha bramata stando, però, sempre al suo posto. Al suo posto perché davanti a lui c’era un signore che di nome faceva Francesco Totti. E poi, nel maggio del 2017 dopo il ritiro del Re di Roma, ecco che la fascia arriva sul suo braccio. Su quel braccio sopra il quale comunque negli ultimi anni era stata molto spesso. E da lì ci si attendeva l’inizio di un’altra era. Un’era che, vista l’età del protagonista in questione, per forza di cose non poteva essere troppo lunga ma che nessuno si aspettava sarebbe stata così corta.

Già, perché il 12 maggio 2019, praticamente a due anni esatti dall’addio del numero 10, che tutti però si aspettavano, arriva la notizia che Daniele De Rossi non sarà più un giocatore della Roma a partire dalla prossima stagione. E questo è davvero un fulmine a ciel sereno. Nessuno se lo sarebbe immaginato. Non ora. Non così. Il capitano viene accompagnato alla porta. Forse, anzi, spinto. Sì perché lui avrebbe non solo voluto ma anche tranquillamente potuto giocare ancora. Lo avrebbe voluto perché si sentiva ancora importante.

Un ragazzino che ha varcato i cancelli di Trigoria 18 anni fa, quel ragazzino che ha vinto lo Scudetto da comparsa e due Coppe Italia e una Supercoppa italiana da protagonista. Quel ragazzino che la maglia della Roma non se l’è tolta mai, indossandola e onorandola per 616 volte con il numero 16 sulle spalle (all’inizio in realtà usava il numero 4, ndr). Continuerà a giocare, farà male vederlo con un’altra maglia, ma è giusto così.

De Rossi ha più volte detto che avrebbe giocato anche gratis, forse è vero, forse no. Alla fine, come ha detto lui stesso in conferenza stampa, qualcuno un punto doveva metterlo e la società ha pensato fosse arrivato il momento per farlo. Questioni societarie quindi, che con quelle di cuore coincidono poco. Resta il pensiero che questo punto sia stato messo troppo presto.

De Rossi non sarà più il capitano della Roma. E la Roma andrà avanti come ha già dimostrato di saper fare in passato. In vista di una rivoluzione estiva, però, il futuro dei giallorossi appare complicato, complesso. Ecco, forse, con De Rossi tutto questo sarebbe stato un pochino più facile. Cala, quindi, il sipario. E’ il momento degli applausi. Il gladiatore esce di scena con gli occhi lucidi acclamato dalla sua gente. E’ durato tanto, ma sempre troppo poco.

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