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De Laurentiis: “Ho rifiutato 900 milioni per il Napoli. Rivoglio Quagliarella”

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In occasione dei suoi 70 anni, compiuti oggi, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha rilasciato una lunga intervista a “Il Corriere dello Sport“.

Così il patron azzurro: “Io penso che soddisfazioni ne siano state colte e il nostro status internazionale è evidente: mai, a parte l’epoca dei successi di Maradona, il Napoli ha avuto un ruolo internazionale così autorevole. E le indagini a cui abbiamo sottoposto il mercato ci dicono che con l’approdo in Australia e in Oriente siamo arrivati a ottanta milioni di tifosi. E’ un esercito e anche una responsabilità. Lo scudetto di un anno fa? Moralmente lo abbiamo vinto noi. Io so che quel titolo è nostro, ci eravamo arrivati con un gioco meraviglioso e unanimemente riconosciuto. Però so anche che nel calcio esistono agenti esterni – non i calciatori, non gli allenatori – che finiscono per essere condizionanti: e quando questi fattori verranno sconfitti e si potrà parlare di credibilità, allora certe cose non accadranno“.

Di seguito: “Ancelotti è l’allenatore del Napoli, con un triennale, per ora. C’è chi ha pensato di sparare nel mucchio, aprendo a chissà quale irrealizzabile prospettiva. Io sono contentissimo di lui e lui è felice di stare qua, il 31 ci vedremo a Capri, festeggeremo il suo compleanno. Quagliarella può tornare? Credo che meriterebbe questa occasione. Io penso che non sia una questione economica né per noi e neanche per lui, ma una soluzione romantica per chiudere la propria carriera in quella Napoli che lui, per quello che gli è successo, non ha potuto vivere come avrebbe voluto, e cioè gioiosamente“.

Poi: “Ilicic e Castagne? Ma noi abbiamo una gradualità di interventi: ci sono calciatori in organico di qualità e anche giovani, penso a Ounas, a Verdi, a Diawara, e ce ne sono altri in giro, e penso a Inglese e a Rog ma non solo a loro, da valutare. Bisogna innanzitutto verificare certe situazioni. Ma siamo consapevoli di dover intervenire, ad esempio, in difesa, sulle fasce…A centrocampo non sarà semplice, ma aspettiamo; e in attacco, onestamente, abbiamo l’ira di Dio“.

Infine su Insigne: “Ha vissuto un periodo di appannamento, che ha inciso nella sua psicologia. Quando ritroverà la condizione, si sentirà più libero nelle sue giocate. E dopo quell’appuntamento a casa di Ancelotti, presente Raiola, il caso non è più esistito“.

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