Daniele Morante, da Zaniolo a Sarri e la sua amicizia con Paratici: “Sto aspettando l’occasione giusta” – ESCLUSIVA EC

Daniele Morante, da Zaniolo a Sarri e la sua amicizia con Paratici: “Sto aspettando l’occasione giusta” – ESCLUSIVA EC

Cresciuto calcisticamente nelle giovanili della Lazio e romano di nascita, Daniele Morante si autodefinisce un po’ un misto: genitori nati in Abruzzo e Marche, da 7 anni Daniele risiede a Campobasso insieme alla famiglia. La sua carriera da girovago gli ha permesso di coltivare amicizie importanti. Ex attaccante tra le altre di Cosenza, Verona, Sambenedettese e Lanciano, Daniele Morante si è raccontato in esclusiva ai microfoni di EuropaCalcio.it.

SULL’EMERGENZA CORONAVIRUS – “E’ una situazione sicuramente non bella che coinvolge purtroppo tutti e speriamo termini il prima possibile. Andare avanti con questa situazione non è bello per niente. Purtroppo è fermo tutto, dai campionati all’economia, i problemi sono per tutti; ho paura che si protrarrà ancora la quarantena, la quale mette a disagio milioni di persone ma soprattutto sta mettendo a dura prova l’economia del Paese.

Riguardo il discorso calcio, credo che lo stop generale sia la soluzione più logica. La salute viene prima di tutto. Spero che i campionati vengano conclusi; visto che gli Europei sono stati slittati di un anno, si è data la possibilità alle squadre di terminare i campionati, anche per un discorso economico e di immagine. In tal senso sono state spostate anche le finali di Champions League e Europa League”. 

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Daniele Morante in azione con la maglia del Verona. Sullo sfondo si intravede un giovanissimo Davide Astori ai tempi della Cremonese

SU ZANIOLO – “Mi ricordo che con Igor (il padre, ndr) lo portavamo a spasso, Nicolò aveva due anni. Io e Igor eravamo compagni di stanza nel ritiro ai tempi del Cosenza. Adesso Nicolò è cresciuto, si sta affermando nella Roma ed è normale che il rinvio degli Europei possa giovare a suo favore – sottolinea Daniele Morante – ha un anno in più recuperare; è uno dei giovani più emergenti in Italia, forse il migliore al momento.

Un peccato quell’infortunio – che purtroppo nel calcio ci può stare – speriamo che si riprenda al più presto. Sicuramente sarà uno dei protagonisti con la maglia dell’Italia ai prossimi Europei”.

SU SARRI, SUO TECNICO AI TEMPI DEL VERONA – “La stagione di Verona fu molto negativa sia per me che per tutti i miei ex compagni e anche per gli allenatori che sono passati, compreso Sarri. Il mister fu sfortunato perché già ad inizio stagione era partito in ritiro con l’Avellino e dopo poco aveva rescisso il contratto per problemi societari; veniva da annate importanti, era un allenatore emergente, forse uno dei migliori in quel momento: già in quel periodo aveva la nomea del “mister dei 33 schemi”.

Entrato in corsa a Verona, però, non è riuscito a far capir bene le sue idee; Verona è una piazza particolare, importante, esigente. Il Presidente, il conte Arvedi – morto l’anno successivo in un incidente stradale – decise di esonerarlo dopo 5 sconfitte e un pareggio.

Fa un bell’effetto vederlo sulla panchina della Juventus; Sarri l’ho rincontrato a San Benedetto ai quarti di finale dei playoff Sambenedettese-Cosenza e fui ben felice di vederlo in tribuna. Siamo stati insieme, ci siamo salutati, abbracciati, abbiamo parlato tanto: è stato un vero piacere. Ogni tanto gli mando un messaggio.

Tra l’altro uno dei suoi collaboratori è un mio grandissimo amico: sto parlando di Marco Ianni, che è stato con lui anche a Napoli. Lo staff che Sarri aveva a Napoli è lo stesso di quello di Verona”.

SU ANDREA CONSIGLI, SUO COMPAGNO DI SQUADRA NELLA SAMBENEDETTESE – “Sono andato a trovare Andrea nel ritiro del Sassuolo quando giocò contro la Roma lo scorso anno, era il periodo natalizio. Tra l’altro conosco tutto lo staff del Sassuolo, sono presenti tutti allenatori che ho avuto in carriera. Fu un piacere salutare anche De Zerbi, ci avevo giocato contro nelle giovanili.

Con Andrea ho un ottimo rapporto, fu un’annata magica per tutti; si vedeva già che Consigli aveva delle potenzialità importanti per emergere, infatti la carriera che ha fatto lo ha dimostrato; se lo merita, è un ragazzo splendido. In quella squadra lì c’era anche Alessandro Matri; insieme abbiamo giocato nel Prato, colsi l’occasione per salutare entrambi”.daniele morante 1

SU ROBERTO D’AVERSA, SUO COMPAGNO DI SQUADRA NEL LANCIANO – “L’anno in cui Roby arrivò a Lanciano io purtroppo ero fuori squadra a causa di problemi con la società. Mi allenavo con loro ma non venivo utilizzato la domenica. Però posso solo parlarne bene di D’Aversa: i risultati e la carriera che sta facendo lo dimostrano. Roberto era già un allenatore in campo, aveva le idee ben chiare”.

SULLE SUE AMICIZIE NEL CALCIO – Paratici? Siamo molto amici, abbiamo giocato insieme a Lecco; ci conosciamo da anni ormai. Conosco un po’ tutti in giro. Con Andrea Barzagli abbiamo giocato in Nazionale insieme, ogni tanto ci scambiamo qualche messaggio”.

SUL SUO FUTURO – “Al momento non sono rimasto nell’ambiente calcio; sto aspettando l’occasione giusta, mi piacerebbe entrare in uno staff organizzativo anche da osservatore, da collaboratore tecnico. Adesso studio, prendo appunti, vado a vedere partite, sono in continuo aggiornamento”.

SULLA LOTTA SCUDETTO – “Penso che alla fine la Juventus possa avere la meglio nei confronti della Lazio; è qualitativamente la squadra più completa, può disporre di ricambi all’altezza dei titolari. Possiede due squadre”.

SULL’ATALANTA – “Da italiano sono contento che sta facendo bene. Nello staff dirigenziale dell’Atalanta ci sono persone che avevo all’Albinoleffe, tipo il braccio destro di Percassi, il dott. Roberto Spagnolo con cui ho vinto il campionato di C1; poi c’è il direttore sportivo Gabriele Zamagna che ho avuto a Rimini insieme al responsabile dell’area tecnica Giovanni Sartori che all’epoca era il direttore al Chievo Verona quando mi fu fatto il contratto.

Mi dispiace che adesso Bergamo sta soffrendo per via dell’emergenza Coronavirus; per quanto riguarda il discorso calcistico sono molto contento che stia facendo questo percorso in Champions. Non so fino a dove potrà arrivare, mi auguro il più lontano possibile. Attualmente l’Atalanta è la squadra più europea di tutte in Italia, può vincere e perdere con chiunque anche in Champions“.

 

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Cristiano Abbruzzese
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Giornalista pubblicista dal luglio 2012, è il direttore di EuropaCalcio.it.

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