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Criscitiello: ”Juve imbattibile? Ancelotti si sta prendendo il Napoli, i paragoni con Sarri non reggono”

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[df-subtitle]Criscitiello: la cosa più triste che non te la puoi prendere con la Juventus, ma neanche puoi rimproverare qualcosa a Inter, Napoli o Milan[/df-subtitle]

Michele Criscitiello nel suo editoriale per Tuttomercatoweb.com, scrive sul campionato di serie A, su Juventus, Napoli, Udinese, sul frequente paragone che molti fanno tra Sarri ed Ancelotti e su altri argomenti

Questo quanto scritto dal giornalista:

[df-subtitle]IL VERO PROBLEMA STA DIVENTANDO LA JUVENTUS CHE RISCHIA DI DIVENTARE IMBATTIBILE[/df-subtitle]

“Il problema della serie A non sono gli stadi, i diritti tv, il mercato o il marketing. Il vero problema sta diventando la Juventus. E non è una battuta. Vuole essere un’analisi semiseria. La, quasi, ossessione dei bianconeri di vincere questa maledetta Champions sta aumentando il divario con le altre che hanno il torto di andare forte ma di non essere imbattibili. La Juventus, invece, rischia davvero di diventare imbattibile e te ne accorgi quando guardi una partita della squadra di Allegri e sai bene che tanto, prima o poi, la sblocca e la vince. Tutti a casa. Bene così.

E’ successo con il Chievo all’esordio e a Frosinone, dove con le piccole ha sofferto paradossalmente di più. Non possiamo farne una colpa alla Juve. Ci mancherebbe. E’ stata distrutta da calciopoli, è ripartita dalla serie B e ha saputo ricostruire dalle macerie. Tanto di cappello ad Andrea Agnelli e ai suoi uomini. Sta di fatto che la serie A diventa noiosa se a settembre sai già chi ha vinto e ad ottobre hai la certezza che non cambia nulla neanche quest’anno. La cosa più triste che non te la puoi prendere con la Juventus ma neanche puoi rimproverare qualcosa a Inter, Napoli o Milan.

Loro fanno un campionato a parte, con sconfitte e pareggi da essere umani, ma tanto già tutti sanno che il grande obiettivo è sfumato prima di averlo sognato. A Torino sono stati bravi a gestire l’impero. Dallo stadio al mercato, dal fatturato alle due finali di Champions. Sta di fatto che giocare contro di loro, gli alieni, è diventata una passerella e anche se perdi, vedi Udine, gli avversari comunque fanno festa perché quella partita l’hai messa in conto che è finita prima del fischio iniziale. Peccato perché il calcio deve sempre riservare sorprese.

[df-subtitle]…SULLE MAGLIE DELL’UDINESE[/df-subtitle]

A proposito di Udine: ci fanno sempre un pippotto gigantesco con le divise ufficiali, la seconda, la terza e la quarta maglia. Se giochiamo sotto casa mettiamo le pettorine per riconoscerci, poi ad Udine consentono di far giocare Udinese e Juventus in bianconero e grigio. A casa non si capiva nulla e dal vivo dovevi impegnarti per capire se Cristiano Ronaldo fosse un colpo dei Pozzo che sotto il diluvio di Udine si è mischiato tra le 20 maglie uguali in campo. Basta Juve, tanto non c’è nulla da raccontare. E neanche leggerete una riga sulle accuse a Cristiano Ronaldo. Purtroppo fama, popolarità e ricchezza fanno uscire troppe volte galli e galline fuori dal pollaio. (…) Siamo contenti anche per il Maestro di Gattuso, Carlo Ancelotti, che si sta prendendo settimana dopo settimana il Napoli.

[df-subtitle]CALCIO GIOCO INFAME[/df-subtitle]

Il calcio è un gioco infame. Puoi costruire, programmare, pianificare ma devi avere sempre pazienza ed equilibrio. Dopo che hai contato fino a 3, poi, è giusto prendere la decisione migliore. Ancelotti stava per passare come un brocco, nelle prime settimane di Napoli.

[df-subtitle]I PARAGONI TRA ANCELOTTI E SARRI NON REGGONO[/df-subtitle]

Signori, parliamo di Ancelotti. Ora, invece, con il lavoro quotidiano sta raccogliendo i primi frutti; consapevole che probabilmente si gioca solo per due obiettivi: restare in Champions e andare avanti più possibile in Europa.

Poco per i sogni dei napoletani che, un anno fa, hanno quasi toccato il cielo con un dito e avevano rispolverato gli striscioni da mettere sui balconi. Ancelotti sta lavorando bene e i paragoni con Sarri non reggono. Né a favore di uno, né a favore dell’altro. Sono due allenatori completamente diversi con gestione del gruppo agli antipodi”. Conclude Criscitiello.

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