Covid Genoa Preziosi – Le 14 positività al Coronavirus trovate nel Genoa ha gettato dubbi sulla Serie A. Molti, infatti, si chiedono cosa prevede il protocollo in questi casi. A parlare della situazione è lo stesso Presidente del Genoa Preziosi in un’intervista a La Gazzetta dello Sport. Di seguito le sue dichiarazioni riportate da calciomercato.com:

“Mi sento un po’ mortificato. Ditemi, chi mai se lo sarebbe aspettato? Siamo sempre stati attenti e scrupolosi nell’applicazione delle norme, non avevamo avuto alcuna positività, e adesso sta succedendo tutto questo”.

E ancora:
“È qualcosa che ci fa pensare, ma il mio primo pensiero, e ciò che ora più di ogni altro aspetto mi sta a cuore, è che i giocatori del Genoa restino asintomatici e che nessuno abbia conseguenze, così come è successo e accade per tante persone, siano sportivi e non. Adesso si deve osservare la quarantena, ed è ciò che stiamo facendo e faremo”.

Adesso, inoltre, c’è il rischio che lo stesso capiti ad altri.
“Spero che quanto accaduto rimanga un episodio limitato a noi. La mia preoccupazione è che se invece dovesse estendersi ad altri prenderebbe ovviamente tutto una forma diversa. Noi abbiamo dieci giocatori positivi, ma casi isolati si erano già verificati pure in altre società. Purtroppo questa vicenda ci insegna che pure gli atleti, nonostante controlli scrupolosi, possono contrarre il virus”.

Attualmente non è previsto il rinvio della prossima partita.
“Sappiamo che sopra ogni cosa esiste la regola del buon senso e che in queste condizioni la partita non si può giocare. Anche perché ai più sinora è sfuggito un aspetto che reputo invece fondamentale: a parte l’elevato numero di giocatori del Genoa positivi, noi non possiamo neppure allenarci con quanti sono invece negativi. Vedremo poi di trovare una data del recupero che possa stare bene a tutti”.

Covid Genoa Preziosi – Il protocollo.
“Qui stiamo facendo riferimento ad un fatto straordinario, con quattordici tesserati, di cui dieci giocatori, che sono positivi. Andiamo oltre quello che può essere previsto da un protocollo. Intendo dire che se pure fossimo in Germania, e faccio un esempio a caso, questa partita non si potrebbe giocare. E’ impossibile sostituire dieci giocatori di cui nove sono titolari. Per evitare di correre rischi forse bisognerebbe giocare in un monastero e non uscire mai…”

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