Cotroneo Padova: “Piazza e tifosi sempre nel cuore, Mandorlini esperto e carismatico” – ESCLUSIVA EC

Cotroneo Padova: “Piazza e tifosi sempre nel cuore, Mandorlini esperto e carismatico” – ESCLUSIVA EC

COTRONEO PADOVA – Archviato l’1-1 di domenica in casa del Cesena, il Padova è proiettato alla prossima sfida di campionato, che vedrà Hallfredsson e compagni sfidare la Fermana, reduce dalla vittoria per 2-1 sul Sudtirol.

COTRONEO PADOVA – Per l’occasione, “Europa Calcio” ha contattato telefonicamente il doppio ex Paolo Cotroneo, 36 anni e con alle spalle una lunga carriera da difensore centrale.

Per ben cinque anni ha vestito la maglia biancoscudata: nell’estate 2005 il club di Cestaro lo aveva ingaggiato proprio dalla Fermana. E a marzo 2006, con una semirovesciata, decise proprio uno dei diversi precedenti all’Euganeo tra queste due squadre. La partita finì 1-0 per il Padova, allenato in quella stagione da Maurizio Pellegrino.

COTRONEO PADOVA – Attualmente ricopre il ruolo di responsabile del settore giovanile della Polisportiva Nuova Fulginium, squadra di Foligno, paese nel perugino.

Pensando alla partita di domenica, Cotroneo esordisce così: “Sono due realtà che ricordo con immenso affetto. E’ normale che sia più legato al Padova, in quanto a Fermo sono stato solo un anno. Sono due piazze che porto dentro di me. Poi essere stato capitano del Padova e aver ottenuto una promozione dalla C alla B è tuttora emozionante. Seguo i risultati della squadra e ho sempre augurato alla piazza ogni bene“.

Un momento indimenticabile di quei cinque anni?

Dico semplicemente l’amore e il calore che i tifosi mi hanno mostrato in più occasioni. A parte gli obiettivi calcistici, ho sempre percepito nel pubblico l’affetto e la stima nei miei confronti, e mi hanno sempre riconosciuto di aver dato il massimo. Sentire cori e apprezzamenti è quello che in assoluto porto con me e mi riempie il cuore“.

Come valuta l’attuale stagione dei biancoscudati?

Molti alti e bassi, forse più bassi che alti. Però sono sicuro che con Mandorlini, che ha grande esperienza, può risollvarsi e ne verrà fuori, ottenendo i risultati che la città e questa maglia meritano“.

L’attuale tecnico è Mandorlini, che lo allenò proprio a Padova poco più di dieci anni fa. Come lo ricorda?

E’ un tecnico di temperamento e con grandissimo carisma e personalità. Io mi sono trovato bene, la sfortuna è che poco dopo il suo arrivo mi ero gravemente infortunato. Ero stato costretto a operarmi e quindi non riuscii a dare un grande contributo con lui in panchina. Ma posso parlarne solo bene: ha esperienza ed è preparitissimo“.

Da ex difensore le chiedo un parere, considerando tutti gli aspetti del caso: come valuta l’operazione che ha il visto il Padova cedere Lovato al Verona già a gennaio?

Se la società ha fatto questa scelta, ci sarà sicuramente un motivo, non tanto legato ai soldi, ma forse perché le prospettive del ragazzo sono superiori a quelle che il Padova gli potrebbe dare in questo momento. Va visto il lato positivo, cioè il fatto di aver dato la possibilità al ragazzo di andare a giocare in categorie superiori. Quindi onore al Padova che ha fatto una scelta del genere. Chiaro che poi dipende anche dalla volontà del ragazzo, ma la scelta del club sarà stata sicuramente ponderata. A volte capita che questi ragazzi vengano invece frenati da certi giochini…“.

E se le dico Fermana, invece, cosa le viene in mente?

Fermo è un posto meraviglioso, e con la Fermana ho fatto la prima stagione in una prima squadra, è indimenticabile anche questo. Eravamo dei giovanissimi che lottavamo per salvarci e ci salvammo ai play-out. Anche quella è una piazza che porterò sempre con me. Anche poi c’è un pubblico caldo e molto attaccato alla squadra“.

Lei ora lavora per la Nuova Fulginium. Come procede questo suo nuovo percorso?

Esperienza meravigliosa. Ho allenato per tre anni gli allievi regionali, è stato bellissimo e spero a breve di riprendere. Poi ora, soprattutto per esigenze societarie, mi sto dedicando alla scrivania, e anche questo è un ruolo bellissimo: organizzo le squadre e gli allenatori, e cerco talenti da portare nella nostra realtà. Poi nella prima squadra del Foligno ci sono sei-sette fuoriquota che ho allenato io, e se oggi sono lì è anche merito mio. Sono contento e soddisfatto di quello che sto facendo in questi tre anni. Inoltre siamo affiliati alla Juve, è un onore perché mensilmente ci confrontiamo con loro e una volta all’anno andiamo a Vinovo, e ho a che fare con personaggi molto importanti come Federico Cherubini, prima nella dirigenza del Foligno e oggi braccio destro di Paratici“.

 

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