Coronavirus Galliani: “Campionato può riprendere a maggio. Prima la salute”

Coronavirus Galliani: “Campionato può riprendere a maggio. Prima la salute”

L'intervista dell'ex rossonero alle pagine del Corriere dello Sport

Coronavirus Galliani – In questo periodo di emergenza tutto il calcio si è fermato. L’invito del Governo e non solo è quello di rimanere in casa, in modo tale da poter riprendere quanto prima la quotidiana routine. Tra le società ferme vi è il Monza di Berlusconi e Galliani. Ed è proprio quest’ultimo il protagonista di un’intervista al Corriere dello Sport. Di seguito le sue dichiarazioni:

“Come sto? Chiuso in casa, a Milano. Io e la signora filippina che segue la casa, è una casa grande. Purtroppo è una gran cuoca, avrò messo su un chilo e mezzo due in una settimana. Ho settantacinque anni, anche se ho uno stile di vita giovanilistico (lo dice sorridendo, nda), appartengo alla categoria più a rischio e non mi muovo, non esco”.

Siamo in un periodo di emergenza.
“La priorità è la salute. ​Ho la sensazione che la gente abbia ritrovato il gusto della chiacchierata, il virus ha cambiato la psiche delle persone. C’è un prima-Coronavirus e ci sarà un dopo. Ci stiamo anche accorgendo di quanto lavoro si possa svolgere da casa. Una volta superata la fase critica dovremo guardare in faccia una realtà modificata radicalmente”.

La UEFA ha deciso di rinviare gli Europei.
“Ha fatto benissimo e la Fifa si è adeguata con la Coppa America, anche se da quelle parti il problema è meno avvertito. Il campionato potrebbe riprendere a maggio, così ci sarebbero i tempi per concluderli”.

Coronavirus Galliani – Cosa ne pensa dell’idea playoff?
“Bisogna rispettare il regolamento. Siamo partiti in un modo e in quel modo dobbiamo finire. Se non si dovessero completare tutte e 38 le giornate sarebbe giusto cristallizzare la classifica al momento dell’ultimo turno disputato, come in altri sport, la F.1, la moto. Mi auguro che non ci sia bisogno di questo e che tutto si risolva nel migliore dei modi. Ghirelli è stato il primo a istituire un comitato di crisi che assicura assistenza sotto tutti i punti di vista ai club attraverso una società di revisione. Il calcio non è soltanto Ronaldo, Ibra e Messi, è fatto di giocatori che nelle categorie inferiori che guadagnano poco più della gente comune. Calciatori, tecnici, staff e direttori sportivi sono lavoratori a tempo determinato, per questo hanno bisogno di misure di sostegno”.

Come ci si dovrebbe comportare con gli stipendi dei calciatori?
“Mi lasci dire che non ci siamo. Dieci, quindici, venti per cento: ma che senso ha indicare numeri a capocchia? Mi assumo la paternità della proposta e lascio che sia un giornale autorevole come il suo a diffonderla: ci si affidi alla migliore società di revisione del mondo, autonoma e indipendente, e le si chieda nei tempi corretti di fare la conta dei danni. Sulla base delle sue conclusioni si potrà stabilire il taglio dei compensi, magari prevedendo dei premi sulle stagioni successive. Il calcio perderà alla fine il 5, il 10, il 15? E il taglio dovrà essere del 5, del 10 o del 15”.

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