Coronavirus, Cairo tuona: “Non è il momento di fare i furbi. Situazione seria”

Coronavirus, Cairo tuona: “Non è il momento di fare i furbi. Situazione seria”

L'intervista del presidente granata alle pagine de La Stampa

Coronavirus Cairo – Sebbene il campionato di Serie A sia bloccato a causa dell’emergenza Covid-19, i presidenti delle squadre continuano a scontrarsi anche fuori dal campo. Al momento i bersagli sono Lotito e De Laurentiis, colpevoli di voler riprendere gli allenamenti nonostante il monito dei medici. Se Cellino si è sfogato sul Corriere dello Sport, il presidente del Torino Cairo ha rilasciato un’intervista a La Stampa. Di seguito le sue dichiarazioni riportate da gianlucadimarzio.com :

“Se penso che nell’assemblea di Lega del 10 marzo c’era ancora chi parlava di allenarsi e di tornare a giocare, è logico che si sia perso tempo.Quei discorsi,a risentirli ora,sembrano lunari. Io lo dissi subito, “se non prendiamo decisioni drastiche, anche spostare i tifosi contribuirà ad aumentare esponenzialmente i contagiati”.

C’è coesione tra le società?
“Questa emergenza ci ha compattato, c’è più unità di prima. Molti falchi sono diventate colombe, anche se è rimasto qualcuno che vuole fare il fenomeno, che rompe il fronte per avere vantaggi. Furbizie, atteggiamenti di piccolo cabotaggio. Non è il momento”.

Coronavirus Cairo – Per caso, si riferisce a Lotito e De Laurentiis?
“Chiedetelo a loro. Mi sembra una follia sostenere una tesi sulla base dei dati del contagio. Dire “la mia regione non ha problemi” con una situazione così in evoluzione, è una frase infelice. Poi esplode il virus a Fondi e allora… le altre società non la pensano così. Perché lo fanno? Immagino per interessi sportivi, forse per avvantaggiarsi nella preparazione”.

Il campionato finirà?
“Inutile avventurarsi in previsioni, davanti a una pandemia noi non possiamo che navigare a vista. Fissare un inizio o una fine ora è senza senso, ma nel caso riprendessimo l’ipotesi porte chiuse è la più probabile”.

Molti invocano il taglio degli stipendi dei calciatori.
“Tagli degli stipendi? Sarà inevitabile. Siamo di fronte a un problema di sistema che rischia di implodere senza degli accorgimenti importanti. Credo che i calciatori siano i primi a non volerlo, sono ragazzi che hanno testa. Qui bisogna limitare i danni, poi si penserà alla ricostruzione economica. Del calcio come di tutti gli altri settori”.

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