Due stagioni fa finì ai supplementari e la spuntò il Milan con una rete di Cutrone. Questa volta c’è voluto un mini supplementare perché l’Inter avesse la meglio: i dieci minuti di recupero concessi in parte per la sostituzione del direttore di gara, servono ai nerazzurri per confezionare la stoccata decisiva che elimina il Milan e proietta la squadra di Conte in semifinale di Coppa Italia.

INTER MILAN – SCINTILLE TRA I DUE GIGANTI

Conte che è in panchina poiché sconterà i due turni di squalifica in campionato, e rinuncia almeno dall’inizio a Lautaro Martinez preferendo Sanchez come partner d’attacco di Lukaku. Pioli lascia fuori Calabria e Tonali e mette Meité a centrocampo al fianco a Kessiè con Brahim Diaz, Salemekers e Leao nei tre alle spalle della punta, Ibrahimovic ovviamente. La contesa è combattuta e vibrante, e San Siro deserto permette come di consueto di sentire il gran vociare di sottofondo.

Il Milan parte bene nella prima metà della prima frazione, poi perde Kjaer per l’ennesimo infortunio (esordio per Tomori, neo acquisto dal Chelsea), e deve rifugiarsi nelle mani (e nei piedi, nel caso di un rasoterra del centravanti belga) di Tatarusanu, che in Coppa Italia si sta ritagliando le sue ore di gloria dopo aver respinto il rigore decisivo nel turno precedente contro il Torino. I due terminali offensivi ingaggiano un duello a distanza, ma nel momento migliore dei nerazzurri è Ibrahimovic a colpire, trovando la buca d’angolo con l’aiuto del palo davanti a uno stuolo di nerazzurri.

Sul finire del tempo la contesa tra i due giganti però non è solo a distanza: su un calcio piazzato per l’Inter Lukaku e Ibrahimovic arrivano testa a testa e poi si lasciano andare a un lungo diverbio a distanza, che continua anche nella marcia verso gli spogliatoi al fischio finale della prima frazione. Valeri mostra il giallo a entrambi, e Lukaku, diffidato, salterà l’eventuale semifinale. E devono intervenire quasi tutti gli effettivi in campo per evitare che le promesse di incontri nel tunnel degli spogliatoi tra i due, diventino realtà.

ROSSO PER IBRA

La mannaia dei cartellini però si abbatte anche su Zlatan: fallo su Kolarov, anche se Brahim Diaz era già in pressione sull’avversario; secondo giallo che toglie anche a lui la possibile semifinale. E’ l’Inter che macina gioco e il Milan che soffre; senza il suo puntero e in dieci uomini, si prospetta una ripresa di passione per gli uomini di Pioli. E il frutto di tanta spinta nerazzurra, arriva: fallo di Leao su Barella, Valeri concede il penalty dopo aver visionato tutto al Var.

Lukaku trasforma con l’aiuto della traversa, e l’Inter a venti dalla fine ha centrato l’obbiettivo più importante, riportare in parità la faccenda. Alla mezz’ora c’è un cambio non previsto: Chiffi, il quarto uomo, toglie la tuta e sostituisce Valeri vittima di uno stiramento. Il Milan è ormai nella sua metà campo lasciando licenza al solo Leao di approfittare di eventuali ripartenze, cosa che non accadrà praticamente mai fin quando Krunic non gli subentra.

Ma l’Inter a dire il vero, nonostante abbia il predominio per la superiorità numerica, non è che crei granché, all’infuori di qualche palla insidiosa in area. Castillejo rileva Saelemaekers, Hakimi subentrato a Darmian prova a tenere sottopressione Hernandez, e a tre dal termine c’è spazio anche per Eriksen regista nel 4-3-1-2.

Subito dopo la frittata la fa Kessié, ma Tatarusanu chiude la porta a Lautaro Martinez lanciato verso la rete. Ancor più miracoloso è l’intervento dell’estremo difensore rossonero poco dopo su Lukaku, praticamente in area piccola.

Dieci minuti di recupero sono praticamente un supplementare in più. Ma è lì che l’Inter trova il colpo del ko; ed è proprio Eriksen che trova finalmente il suo minuto di redenzione calciando su punizione aggirando la barriera e bucando Tatarusanu dal limite dell’area. L’Inter non segnava su punizione dall’aprile del 2018. Ha scelto di farlo nella serata giusta. Ad aspettare Conte ora ci sarà la vincente di Juventus-Spal.

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