Genoa, conferenza Prandelli: “Sono un aziendalista, peccato non aver iniziato fin da subito”

Genoa, conferenza Prandelli: “Sono un aziendalista, peccato non aver iniziato fin da subito”

CONFERENZA PRANDELLI  – Lo avevamo anticipato ieri, così è stato ed in serata si è tenuta la conferenza stampa di Prandelli, come promesso dall’ex ct della nazionale prima di Fiorentina Genoa. Prandelli dopo quasi un mese dalla fine del campionato ha voluto ripercorre la sua avventura qui al Genoa, ma senza rimpianti, come riportato da Tmw:

“Assolutamente no, nessun rimpianto. Era una sfida difficile ma la piazza è straordinaria. Continuerò a ripeterlo ma bisogna ripartire da lì. Il tifoso è un tifoso particolare che va preso per mano. Questa è una piazza dove chi scende in campo deve essere un guerriero e se riesci ad unire queste forze puoi fare qualcosa di importante. Di solito non amo molto parlare però in questo contesto era giusto farlo perché volevo assolutamente ringraziare tutte le persone che hanno collaborato con me, persone serie molto capaci ma da parte mia non ci sarà nessun tipo di polemica. Voi farete le domande, a certe risponderò ad altre no perchè volevo lasciare questa società e questa città nel miglior modo possibile”.

Prandelli ha fatto capire che sarebbe rimasto ben volentieri, per costruire un qualcosa di importante:

“Ci credevo, perché pensavamo di costruire qualcosa di importante e forse ci stavamo riuscendo perchè qui ci sono persone capaci e serie ma soprattutto hanno la maglia del Genoa tatuata sulla pelle. Volevamo condividere un progetto, una gestione”.

CONFERENZA PRANDELLI  – Inevitabile un commento sulla cessione di Piatek che ha fatto rischiare grosso il Genoa e messo in difficoltà l’attacco di Prandelli:

“Una squadra che deve cercare di salvarsi deve avere la certezza di quei giocatori che in area di rigore ti possono dare un aiuto. In quel momento però bisogna pensare a qualcosa di diverso però quando si parla di bilanci l’allenatore deve fare un passo indietro. Quando una società parla di bilanci l’allenatore non può obiettare. Io ho detto di poterlo sostituire con un giocatore che conosce il campionato italiano. Poi io sono stato un aziendalista assoluto, ho ereditato una situazione decisa da altri. L’unico rimpianto è forse non aver iniziato una stagione dall’inizio”.

Infine una battuta sul suo futuro:

“Voglio ritrovare un po’ di serenità e vedere il calcio in maniera un po’ distaccata perchè tante volte ci prendiamo troppo sul serio. Alla fine è un gioco e le cose serie sono altre. Il mio sarà un divorzio consensuale”

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