Commisso Chiesa – Ad oggi, non sono ancora note le modalità con cui si farà calciomercato, ma le strategie delle società non si fermano. Sotto la lente di ingrandimento ci saranno diversi affari, tra cui il possibile trasferimento di Federico Chiesa. A parlare di questo, e non solo, è stato il patron della Fiorentina Rocco Commisso. Di seguito una parte della sua intervista al Corriere dello Sport:

Prima della Fiorentina ci sono state altre possibilità di vederla nel calcio italiano.
“Sì, mi avevano cercato altre volte. La prima nel 2000. I proprietari della Sampdoria erano venuti a chiedermi se fossi interessato a comprare la società. Poi ci aveva provato Di Benedetto per la Roma. Ma non era il momento giusto: avevo altre priorità, altre responsabilità, delle enormi responsabilità. Nel 2011 avevo trasformato la mia compagnia da pubblica a privata, acquisendo il 100 per cento delle azioni. Per farlo mi ero indebitato per 3,7 miliardi di dollari, dovevo e volevo concentrarmi esclusivamente su Mediacom. Quattro anni fa, nel 2016, Della Valle aveva dato il mandato a vendere a Credit Suisse. Lo stesso nel 2017, ma il prezzo era ancora troppo alto. A gennaio avevo peraltro preso la maggioranza dei New York Cosmos. Un anno dopo mi hanno avvicinato per il Milan, e sai bene quello che è successo”.

Come ripartirebbe dopo la Pandemia?
“L’eccessiva burocrazia è la rovina dell’Italia. Ma anche nel calcio,  troppi i passaggi. Oggi ci sono la Lega, Gravina, Malagò, Spadafora e Conte. Se voglio fare uno stadio, e lo voglio costruire perché è la base per il rilancio e la stabilità, sportiva e finanziaria, di un club, incontro la burocrazia regionale, quella dello Stato, le varie – come si dice? – sovr…”.

Sovrintendenze.
“Nella mia azienda si prendono decisioni in pochi minuti, you know. Rapidità, sintesi, evitiamo i passaggi più inutili, le lentezze, i ritardi. Se una cosa è buona, si fa… Bisognerebbe dare più potere a Dal Pino, io non sono ancora andato a una riunione, ma appena sarà possibile mi troveranno fuori dalla porta”.

Commisso Chiesa – Federico Chiesa.
“L’ho trattato come un figlio, sono uno che coccola i calciatori. E non vendo i migliori che ho per prendere giocatori che non conosco. Due sono le condizioni per farlo andare via: la prima è che Federico me lo chieda e a oggi non l’ha fatto. La seconda, che l’offerta sia in linea con la valutazione che la società gli attribuisce. Potrei accontentarlo solo se le due cose si verificassero, ma, come ho spiegato, Chiesa non ha mai detto a me, né a Joe, né a Pradé, che se ne vuole andare. Manco da Firenze da due mesi, quando tornerò il futuro di Chiesa e Castrovilli non saranno il primo problema da affrontare, ma il secondo”.

Vi è un momento di stallo tra la Roma e Friedkin. Ha avuto modo di sentirlo?
“No, lui sta al Sud. Ma so che i legali della mia banca sono andati da lui. Così mi è stato detto. Lo studio Chiomenti è il più importante per business del genere, you know?”.

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