Come valutare la stagione del Milan? Nel focus odierno analizzeremo l’annata del Milan, conclusasi con la qualificazione matematica in Champions League ad una giornata dal termine del campionato.

Valutare la stagione rossonera risulta complicato. Le aspettative, onestamente, erano tutt’altre. Una squadra con lo scudetto cucito sul petto che ha mollato la corsa allo stesso nel mese di gennaio, subito dopo la pausa per i Mondiali. La classifica dopo 15 giornate iniziava a delinearsi: un Napoli inafferrabile a 41 punti con il Milan secondo a 33. Con ancora 23 partite disponibili, i rossoneri erano ovviamente in corsa per il primato. In molti dubitavano della costanza di un Napoli che negli ultimi anni ha dato il peggio di sé in primavera, perdendo molti punti. E’ anche vero che il Milan, fino a quel momento, aveva espresso un gioco abbastanza buono, seppur non avesse toccato i picchi dell’annata precedente.

Inizio 2023: I mesi di gennaio e febbraio si sono rivelati cruciali in negativo per i meneghini. L’uscita dalla Coppa Italia per mano del Torino, il derby di Supercoppa perso per 3-0 e le prestazioni deludenti del campionato (2-5 contro il Sassuolo), avevano portato il Milan in un tunnel senza fine. Il caos regnava anche nella testa di Pioli che, seppur cambiando modulo e trovando qualche vittoria, non riusciva più a risolvere la questione delle belle prestazioni che avevano contraddistinto la sua squadra dal dopo lockdown del 2020.

Champions League: Il cammino europeo, invece, dimostrava un Milan solido difensivamente e concreto in quelle poche occasioni offensive create a partita. Alle grandi prestazioni contro Tottenham e Napoli dobbiamo abbinare anche le due partite senza idee e la retroguardia dubbia contro l’Inter. Nonostante l’uscita in semifinale, i rossoneri hanno ritrovato qualche vittoria e la qualificazione alla prossima Champions (grazie alla penalizzazione di 10 punti inflitta alla Juventus)

Mercato: I colpi estivi non hanno rispettato le aspettative. De Ketalaere non è riuscito a imporsi nel ruolo di trequartista ed è sembrato per la maggior parte delle volte sfiduciato. Origi ha dimostrato ben poco della concretezza con cui aveva deliziato i tifosi del Liverpool. Thiaw è riuscito a colpire il mister, guadagnando un ruolo di alternanza con Kjaer. Altri acquisti, invece, sono stati dei veri e propri misteri, con le responsabilità che vanno divise tra dirigenza e allenatore. Vranckx e Adli hanno giocato pochissimo, nonostante l’invocazione dei tifosi rossoneri all’utilizzo di entrambi. Il mistero più grande resta il francese, autore di un precampionato entusiasmante e poi finito nel dimenticatoio, addirittura escluso dalla lista Champions.

Come valutare la stagione del Milan? Partendo dal fatto che il mercato, a conti fatti, è stato insufficiente, la stagione è stata tutto sommato positiva. Non sicuramente da detentrice del titolo, poiché ricordiamo ancora una volta che la posizione effettiva del Milan sarebbe stata la quinta, con qualificazione all’Europa League. Il cammino europeo è stato degno di questa squadra, anche se l’uscita cocente contro l’Inter non sarà digerita per un bel po’ di tempo.

Le valutazioni da fare per il futuro sono tante. La squadra ha bisogno dell’arrivo di qualche campione e di capire il destino di alcuni giovani. Per il web girano già voci di addii di Rebic e Origi, con il Milan che andrà a cercare una vera punta da alternare a Giroud. Le intenzioni di Pioli sono chiare: “se vogliamo provare a vincere il campionato e provare ad arrivare tra le prime 4, la squadra va migliorata. Ci vogliono giocatori forti e son contento se sono giovani”.

 

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