Champions League, Roma-Porto, De Rossi: “Futuro? Se starò bene fisicamente, non smetterò”

Champions League, Roma-Porto, De Rossi: “Futuro? Se starò bene fisicamente, non smetterò”

E sul caso Kolarov lancia un appello ai tifosi: “Alex è un professionista, fidatevi di me”.

Domani sera alle 21, la Roma di Eusebio Di Francesco scenderà in campo contro il Porto in occasione degli ottavi di finale di Champions League. Oggi, l’allenatore giallorosso e il capitano Daniele De Rossi hanno risposto alle domande dei giornalisti, durante la conferenza stampa.
Queste le parole del capitano della Roma:

I tifosi stanno vivendo un momento di rottura con Kolarov.
“Se si dovesse ricomporre questa frattura sarei il più contento del mondo. Io voglio bene ai tifosi della Roma e considero Alex un fratello. Dico ai tifosi di fidarsi di me, e lui è un professionista e attaccato a quello che sta facendo. Preferisco quelli così a quelli che baciano la maglia, fanno dichiarazioni al miele e poi al primo dolorino si fermano o quando gli chiedono di giocare in un altro ruolo non sono contenti. Alex è un professionista, il tifoso va rispettato e capito quando mostra insofferenza ma se si dovesse ricomporre questa frattura sarei più felice di tutti”.

Che Champions sarà?
“L’anno scorso è un valore aggiunto, ci fa arrivare più pronti a partite delicate, lo abbiamo detto tante volte contro altri che gli avversari sono più abituati di noi. Anche per noi può essere un motivo di sicurezza rispetto al passato. Si racchiude tutto nella parola esperienza, ci permettiamo di dire anche che siamo stati sfortunati. E’ un altro campionato e torneo e non possiamo pensare quello che è stato: dobbiamo preparare bene la partita di domani”.

Impressioni positive e negative durante la tua assenza.
“Negativamente i risultati che non sono stati sempre brillanti e non hanno rispecchiato i valori in campo. Abbiamo fatto partite buone e non abbiamo portato a casa i punti che meritavamo e di negativo quello che ci dice il mister e da fuori, si notava che quando prendevamo un gol magari non riuscivamo a tirar fuori la testa, cosa che ultimamente, al di là di Firenze, le prestazioni sono state positive”.

Hai già pensato al futuro? E’ solo una questione fisica?
“Sì, l’ho sempre detto se starò bene continuerò a giocare. L’importanza che mi danno i miei compagni è perché loro non si rendono conto quanto lo sono per me. In questi tre anni mi sono sentito come mai in carriera, ringrazio loro e mi accorgo che le prestazioni sono buone. Io posso solo ringraziare loro per quanto mi hanno fatto sentire desiderato in questi tre mesi quando ero spettatore”.

Senti qualcosa di diverso quando entri in campo?
Mi sono sempre sentito a casa mia, sento grande affetto ultimamente, una percentuale più alta di tifosi che mi vuole bene. Penso che è stato lo stesso percorso di Francesco, ha avuto qualche critica, ma poi un sacco di gente gli ha voluto bene. Lo sento, ma devo pensare che devo giocare bene a pallone. Non posso pensare ad altro, ci sta il rumore positivo quando fai le cose giuste e rumore negativo quando le fai meno giuste”.

Quando le cose vanno male, il mister come si comporta?
“Ha un’idea di calcio e quello non cambia se le cose vanno bene o male, riesce a riconoscere se le cose vanno bene. Un allenatore che mette 10 attaccanti e difensori se le cose vanno male scuoterebbe anche noi, gli umori degli allenatori sono ricchi di alti e bassi più dei calciatori ma ha sempre tenuto la barra dritta, non ha mai perso la trebisonda in una città dove non è facile restare dritti di testa. Ci sono stati momenti negativi, in cui si è parlato del suo futuro. Quarti o quinti in classifica, per me l’orlo del baratro è un’altra cosa: sono stato anche quart’ultimo e fuori da ogni competizione”.

Pensavi di aver finito di giocare?
“No, io sono realista, era un punto interrogativo. Non aver mai pensato di smettere, ho fatto 3 mesi da calciatore serio ho fatto tutto quello che dovevo fare per rientrare nella maniera giusta e rientrare. Il punto di domanda è quanto reggerà il ginocchio, se continuerà a rispondere bene come sta facendo non vedo perché debba smettere o farmi domande che po il campo smentisce. Se io sto bene, poi con la gestione dell’allenatore e il giusto minutaggio, potrei continuare a giocare”.

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