CESS NIGNAMA – Poche settimane fa ha festeggiato la promozione in Serie D con la Sancataldese, club siciliano che ha vinto il campionato di Eccellenza. Il tutto da titolare inamovibile. Stiamo parlando di Serge Rene Cess Nignama, centrocampista ivoriano classe 1997.

Cresciuto nelle giovanili del Legnago, il giocatore ha parlato in esclusiva a “Europa Calcio“, dal trionfo di quest’anno alla molto amara esperienza tra le fila del Treviso di due stagioni fa.

CESS NIGNAMA

Che esperienza è stata questa grande stagione a San Cataldo?

Annata bellissima: abbiamo vinto il campionato e io ho anche rinnovato il contratto. Sono in un club serio e con un progetto a lungo termine. Il gruppo è bellissimo, mentre a livello personale posso dire di aver vinto da protagonista. Ho giocato quasi tutte le partite da titolare, mi sono trovate bene sin da subito e sono cresciuto sia tecnicamente che tatticamente. Un anno fa per venire qui ho rifiutato proposte dalla Serie D, ora vogliamo continuare a far bene e confermarci in questa categoria“.

Di San Cataldo invece cosa le è piaciuto di più?

La gente mi ha accolto benissimo sin dal primo momento. Quando andavo a fare colazione al bar non pagavo mai perché me la offrivano sempre. Qui si vive davvero bene“.

Prima della Sancataldese, un periodo al Ragusa. Mentre prima ancora otto mesi difficilissimi a Treviso in una società di fatto inesistente.

Per come ho vissuto quei mesi, preferisco non parlare della società, sono stato molto male. In campo mi trovavo bene, eravamo una squadra di quasi tutti giovani, quelle difficoltà societarie ci avevano uniti. Eravamo come una famiglia, e posso assicurare che sul terreno di gioco abbiamo sempre cercato di dare il massimo. Tutti qui e miei compagni di squadra li sento ancora, proprio a breve mi devo vedere a Bologna con Fallou Cissè“.

Lei firmò con i biancocelesti a dicembre 2018. Cosa la convinse ad accettare?

Un anno prima ero in Serie C con il Sudtirol, ma avevo pochissimo spazio. Quindi d’estate ero tornato al Legnago in Serie D per mettermi in gioco. Ma purtroppo ebbi un infortunio che non mi fece far bene la preparazione estiva. Quindi alcuni mesi dopo la chiamata del Treviso: parlai con Capuzzo, il quale mi aveva spiegato che l’obiettivo della squadra era intanto salvarsi finendo bene il campionato, per poi ripartire l’anno dopo. Dissi quindi di sì, anche perché il Treviso è una società con una grande storia alle spalle. E solo otto mesi prima aveva vinto un trofeo“.

Diciamo che fu una presa in giro…

Infatti. Poi io e Capuzzo abbiamo chiuso ogni tipo di rapporto“.

Tralasciando l’aspetto societario e parlando di calcio giocato, c’è un momento che le è rimasto dentro?

Sicuramente i miei 2 gol, di cui uno in quella sfida-salvezza contro il Tombolo Vigontina. E poi anche il derby in casa del Mestre. E’ vero, fu un derby anomalo per tutta quella serie di motivi, ma l’atmosfera la percepivamo lo stesso. Sono cose che ti rimangono“.

E’ vero che, ad agosto 2019 con la nuova società, aveva la possibilità di firmare con il Treviso Academy?

Confermo che era tutto vero. A chiamarmi fu il nuovo direttore sportivo, ma dopo quei mesi che avevo appena vissuto, non me la sentivo di restare a Treviso. Era una questione mentale, dovevo ancora superare il tutto“.

Ma se in futuro, ovviamente in un contesto completamente diverso da quello dei primi mesi del 2019, ci fosse una possibilità di tornare a Treviso?

Beh, in quel caso non ci penserei due volte. Se la squadra dovesse salire di categoria e ci fosse nuovamente l’opportunità, sarei molto contento. Parliamo di una grande piazza, e io con i tifosi mi ero sempre trovato bene“.

 

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