Carlo Zotti e il suo amore per la Roma, una squadra che non dimenticherà mai: “La Roma per me ha rappresentato il massimo a livello calcistico e sono fiero di aver indossato questa maglia”, ha raccontato Carlo Zotti in esclusiva ai microfoni di EuropaCalcio.it.

L’ex portiere giallorosso non ha nascosto qualche rimorso: “Da calciatore, lo sanno anche i muri, potevo e dovevo fare molto di più; non ho sfruttato a meglio le mie qualità, soprattutto so di aver mollato quando sapevo che non avrei giocato, anche i gravi infortuni hanno influito”, ha sottolineato Zotti, che ha raccontato un aneddoto di mercato davvero interessante: “Mi voleva il Milan, venne Braida a Roma e mi offrì 5 anni di contratto ma io rinnovai con la Roma“.

Questi i temi trattati da Carlo Zotti in esclusiva ai microfoni di EuropaCalcio.it.

Emergenza Coronavirus: quando si potrà tornare a giocare?

“Quello che sento dire da tutti gli addetti ai lavori è che la priorità è portare a termine la stagione, ripartire ma solo in sicurezza. Io mi chiedo: chi ti da la sicurezza? Con un virus così aggressivo? Parlano di super ritiri, di giocare solo al Sud e di fare i tamponi a tutti, ma io la vedo dura; non tutti i club dispongono di centri sportivi propri o di risorse economiche per garantire i test e i tamponi a tutti i tesserati.

C’è da considerare che ci sono le trasferte, gli spostamenti saranno inevitabili. Fosse per me cercherei di riprendere la stagione verso agosto o settembre, di non forzare la cosa in piena emergenza; mi rendo conto che non è facile prendere una decisione, ma il rischio di un nuovo stop è altissimo”.

Decurtazione degli stipendi: si arriverà ad un’intesa collettiva oppure le società procederanno in accordo con i propri tesserati?

“La sensazione è che si voglia procedere singolarmente, già molti club hanno trovato un accordo “interno” (la Juventus in primis). L’AIC, solitamente, svolge un ruolo importante in questo tipo di situazioni, ma di fronte a questo evento “eccezionale” sembra faccia fatica a mettere tutti d’accordo.

E’ difficile trovare un’unità di intenti perché la differenza fra ingaggi cambia da club a club, da categoria a categoria e da giocatore a giocatore; ricordiamo che in Lega Pro la media degli stipendi è di 2000 euro mensili. Comunque non trovo sbagliato che un club raggiunga un accordo con i propri tesserati, segno anche di reciproca fiducia”.

Cosa rappresenta per te la Roma?

“Per me rappresenta molto, sono cresciuto nelle giovanili della Roma andando via da casa a 13 anni, ho vissuto per 7 anni a Trigoria e sono diventato tifoso di questo club. La Roma per me ha rappresentato il massimo a livello calcistico e sono fiero di aver indossato questa maglia; i tifosi della Roma sono tra i migliori nel calcio inoltre sono innamorato della città: per me Roma è la più bella di tutte”.

Ricordi il tuo esordio in Serie A?

“Sì certo: Roma-Torino un’emozione bellissima, ricordo tutto il mio paese in festa e la notte seguente non riuscii a dormire dalla gioia”.

Cosa hai provato al tuo esordio in Champions?

“Ero molto emozionato, soprattutto durante l’inno, da brividi! Per un calciatore la Champions è il massimo, è una competizione diversa da tutte le altre. Sono orgoglioso di aver disputato delle gare in questa competizione, già con Capello l’avevo assaporata, seppur in panchina, contro Ajax, Barcellona e Liverpool“.

Hai mai ricevuto offerte da altre squadre negli anni in cui eri alla Roma?

“Molte, la più importante fu quella del Milan, venne Braida a Roma e mi offrì 5 anni di contratto ma io rinnovai con la Roma. Quando ero più giovane ed ero nel giro della Nazionale U21 avevo molte richieste”.

Perché non sei riuscito a ritagliarti uno spazio importante in Serie A?

“Per diversi motivi; ad esempio, quando andai ad Ascoli per giocare, mister Giampaolo fece iniziare Fernando Coppola dicendomi che il titolare ero io, ma avevo bisogno di un paio di settimane per la condizione e per alcuni meccanismi di gioco. Coppola non sbagliò una partita, di fatti poi lo prese il Milan e io stetti un anno senza giocare.

carlo zotti 1
Carlo Zotti con la maglia della Roma.

La stagione successiva feci il ritiro con la Roma d’accordo però che sarei andato via. Gli ultimi giorni di mercato Curci si procurò uno strappo e Spalletti mi disse che non potevo andare via almeno fino a gennaio. Restai fermo un altro anno, da lì qualcosa in me si è spento a livello di motivazioni; il mio rimorso è quello di non aver sfruttato a meglio le mie qualità, soprattutto di aver mollato quando sapevo che non avrei giocato, anche i gravi infortuni hanno influito, mi sono operato 6 volte in carriera”.

Che rapporto hai con Francesco Totti?

“Un buon rapporto da ex compagni. Quando si giocò Benevento-Roma andai a trovarlo e fu bello ritrovarsi; da lì poi sono tornato a Trigoria durante il suo ultimo anno da dirigente e pranzammo insieme. Totti è una persona disponibile è un grandissimo”.

Qual è stata la Roma più forte nella quale hai giocato?

“Quella del 2002, perché nell’annata dello Scudetto giocavo in Primavera, a parte qualche allenamento in prima squadra. Aldair, Cafu, Candela, Samuel, Panucci, Emerson, Cassano, Totti, Montella, Batistuta, che campioni!”

Secondo te De Rossi potrà diventare un buon allenatore?

“Sì, assolutamente. Daniele può diventare grande in qualsiasi ruolo, personalmente lo vedo come allenatore, ci sentiamo spesso, ho un ottimo rapporto con lui, gli ho detto che deve studiare e abilitarsi. Il nome non basta, ma lui lo sa!”.

Presente e futuro di Carlo Zotti

“Sono il preparatore dei portieri del Lecco, sono giovane e voglio crescere in questo ruolo e diventare uno dei migliori; lavoro anche con i giovani, sono stato in Cina 2 volte ad allenare i giovani portieri e a formare i loro allenatori. Collaboro con diverse Accademie, ho preso i patentini per allenare.

Nella mia carriera ho avuto grandissimi maestri: Negrisolo, Tancredi, Filippi, Bonaiuti, solo per citarne alcuni. Mi aggiorno costantemente e cerco sempre di migliorarmi. Da calciatore, lo sanno anche i muri, potevo e dovevo fare molto di più; questa è la mia seconda occasione e la sfrutterò dando il massimo!”.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA – La riproduzione dell’articolo è consentita previa citazione della fonte EUROPACALCIO.

Articolo precedenteMercato Juventus, chi va e chi resta: il ballo dei brasiliani
Articolo successivoAssemblea Serie A, all’unanimità la volontà di concludere la stagione

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui