Cardenas Caicedo Lazio: “Era un ragazzo povero ma pieno di sogni, al Rocafuerte impressionava tutti” – ESCLUSIVA EC

Cardenas Caicedo Lazio: “Era un ragazzo povero ma pieno di sogni, al Rocafuerte impressionava tutti” – ESCLUSIVA EC

CARDENAS CAICEDO LAZIO – E’ l’uomo del momento in casa Lazio. Nonostante le continue voci estive di un suo possibile addio dopo tre stagioni, Felipe Caicedo è sempre più decisivo con la maglia biancoceleste. Dopo le reti decisive in casa del Torino e in Champions sul difficile campo dello Zenit, anche nel lunch match di domenica l’attaccante ecuadoregno ha lasciato il segno contro la Juventus, segnando al 95′ il gol del definitivo 1-1. Nei minuti finali è sempre più letale.

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CARDENAS CAICEDO LAZIO – Per conoscere ancora meglio il centravanti di 32 anni, “Europa Calcio” ha contattato in esclusiva Jesus Juche Cardenas, ex giocatore nonché bandiera dell’Emelec e uno dei primissimi allenatori di Caicedo. Proprio con lui il calciatore laziale ha mosso i primissimi passi nelle giovanili del Rocafuerte.

Queste le sue dichiarazioni: “Conosco Felipe da quando aveva 14 anni, era un ragazzino di quartiere povero ma pieno di sogni, felicissimo di imparare a giocare calcio; mi chiedeva di aiutarlo e seguirlo. Sin da subito desiderava giocare in Europa perché il calcio in Ecuador non lo attirava molto. Mi parlava già della Champions League e conosceva quasi tutti i calciatori più importanti del Vecchio Continente. Dal canto mio, gli dicevo sempre che per arrivare a certi livelli non bastava il talento, ma ci volevano anche responsabilità, disciplina e carattere“.

CADENAS CAICEDO LAZIO – Prosegue: “Era dotato di una buona gestione e manovra della palla. Questo gli ha permesso di andare con l’Under-16 del Rocafuerte, con cui poco dopo impressionò tanti scout per il suo gioco semplice, l’ottimo dribbling e la facilità nel segnare. Quando aveva 18 anni stavamo giocando in Venezuela e fece una grandissima giocata, e con la sua forza fisica sembrava un uragano.

Convincemmo i dirigenti del Rocafuerte affinché Felipe andasse in Svizzera. In Sudamerica c’erano già tanti procuratori che lo volevano sotto la loro scuderia e ci facevano molte domande su di lui. Ma alla fine andò al Basilea, c’erano degli scout svizzeri che lo stavano seguendo da molto più tempo, circa due anni. Fu la scelta migliore“.

Infine: “Ovunque ha giocato ha sempre lasciato il segno, anche al Manchester City. Non dimenticherò mai quando mi diceva che voleva arrivare in Europa, il suo sogno si è avverato. Allo stesso modo è molto spesso decisivo tutt’ora con la Lazio, cosa per nulla facile se consideriamo che in quella squadra c’è un capocannoniere nato come Ciro Immobile. Si vede che il tecnico Inzaghi ha imparato a conoscere molto bene le qualità di Caicedo, lo ha reso un jolly vincente“.

 

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