Simon Kjaer: il primo a soccorrere Christian Eriksen, l’amico di sempre

Nei momenti di panico e di paura, la lucidità e il sangue freddo sono doti degne di nota, specie se si tratta di salvare una vita o di contribuire a farlo. E non è per tutti. In momenti delicati come quello di ieri, quando Christian Eriksen è caduto a terra in seguito a un malore durante Danimarca-Finlandia, le reazioni dei presenti sono state di svariato tipo.

Abbiamo visto piangere Andreas Christensen, pregare Martin Brathwaite, ma abbiamo anche visto mantenere la calma Kasper Schmeichel e Simon Kjaer. Il giocatore del Milan è il capitano della nazionale danese, ed è anche notoriamente grande amico proprio del centrocampista dell’Inter. I due, amici da dodici anni, da quando si sono ritrovati a Milano trascorrono molto tempo insieme tra cene e pomeriggi in città, come lo stesso difensore ha sottolineato diverse volte nelle interviste. In più, condividono lo stesso numero di maglia nelle proprie squadre di club.

SIMON KJAER: LEADER IN CAMPO E FUORI

Questo preambolo però poco importa. Quello che davvero conta è l’ammirevole lucidità mantenuta da Kjaer nel momento più importante. E’ stato lui infatti il primo a prestare soccorso ad Eriksen, aprendogli la bocca e ponendolo nella corretta posizione. E’ stato lui il primo a iniziare il massaggio cardiaco in attesa dei soccorsi. Proprio Simon ha tranquillizzato i suoi compagni di squadra, nel più totale stato di confusione e disperazione. Insieme al portiere Schmeichel, è stato lui ad andare da Sabrina, compagna di Christian, a consolarla e spiegarle la situazione. Kjaer è stato il primo ad aiutare il suo amico e l’ultimo ad abbandonarlo all’uscita dal campo.

Il responsabile medico della Danimarca Morten Boesen, in una conferenza stampa organizzata a Copenaghen, ha spiegato che la rapidità di Simon Kjaer è stata determinante per la vita di Eriksen. Grazie alla sua lucidità Christian ora è in ospedale in condizioni stabili.

Nel bellissimo scudo organizzato dai calciatori danesi per difendere la privacy del centrocampista, Simon monitora la situazione, offre il suo supporto ai più scossi e si comporta da vero Capitano. Lui che per i compagni è un leader, dentro e fuori dal campo.

Un gesto che solo un eroe compie, si può pensare. E invece no. Perché Kjaer è un uomo come tutti, anche lui soffre per un amico in gravi condizioni, anche lui in quei momenti dentro di sé ha pregato e sperato di riabbracciare il suo amico, nonostante la notevole lucidità e prontezza nell’affrontare una tragedia (per fortuna) evitata. Infatti, dopo che l’UEFA ha annunciato la ripresa del gioco, Simon ha guidato la squadra al nuovo ingresso in campo. Ma non riesce a giocare, ha la testa altrove, ha la testa piena di pensieri ed emozioni forti accumulate fino a poco prima. E infatti lui, umano, capitano e leader, chiede il cambio. Va in panchina e scoppia in lacrime.

Simon Kjaer

Simon Kjaer è il perfetto esempio di come ci si dovrebbe comportare in una situazione così critica, ma è anche il ritratto di come un Capitano si comporta in campo e nella vita. Grazie a Simon, il suo amico Christian è salvo.

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