CAOS TAMPONI LAZIO LABORATORIO – Non accenna a placarsi il caos attorno alla Lazio e ai dubbi casi di positività che riguardano in particolare Strakosha, Luca Leiva e Immobile. I giocatori biancocelesti erano risultati positivi o comunque non certi di essere negativi ed erano stati quindi isolati prima della gara contro il Bruges alla quale non avevano potuto partecipare. Poi ecco la negatività che ha permesso a Inzaghi di averli (tranne il portiere, rimasto in panchina) e schierarli contro il Torino. Infine, ecco la nuova positività che ne ha bloccato la partenza per la Russia in vista della gara di stasera contro lo Zenit.

 

CAOS TAMPONI LAZIO LABORATORIO

Sorgono ovviamente molte domande. Com’è possibile che per la Uefa siano positivi se pochi giorni prima per la Serie A erano negativi? E’ un giallo sul quale sta provando a fare luce anche la Procura della Figc. Il fatto è che i tamponi Uefa possono essere leggermente differenti da quelli della Lazio, aveva dichiarato il medico sociale Ivo Pulcini. Per quale motivo? Lo screening dei tamponi Uefa si base su tre geni, quello del campionato su due.

CAOS TAMPONI LAZIO LABORATORIO – A fare chiarezza è stato Massimiliano Taccone, figlio di Walter, presidente del Cda della Futura Diagnostica di Avellino, il laboratorio che processa i tamponi della Lazio per le gare nazionali. In campo Uefa, infatti, tutti i club italiani fanno riferimento alla Synlab. Ecco le sue parole a ilciriaco.it.

CAOS TAMPONI LAZIO LABORATORIO – Le differenze con gli altri laboratori: “A differenza della stragrande maggioranza dei laboratori noi analizziamo 3 geni e non soltanto i 2 geni classici. Tra questi 3, c’è un gene della famiglia coronavirus che non è però specifico del Covid-19. Dunque, con i nostri laboratori, segnalammo il gene positivo, ma questo non è un gene che infetta. Non vogliamo entrare nel merito, abbiamo specificato la positività di questo gene e cosa comporta, poi se far giocare un calciatore o meno non dipende da noi ma dallo staff medico della società in questione. Di certo alla Lazio non sono sprovveduti, sanno quel che fanno”.

Ora, non resta che attendere gli sviluppi.

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