Caos tamponi Gravina – Nella giornata odierna si è tenuto il Consiglio Federale della FIGC. Tanti i temi di cui discutere, a partire dal blocco di alcuni nazionali da parte dell’Asl. Sino ad arrivare al caos tamponi degli ultimi giorni. Al termine dell’incontro, il Presidente Gravina ha rilasciato alcune dichiarazioni. Di seguito le sue parole riportate dal sito di Sky Sport:

Alcune Asl hanno bloccato i giocatori della Nazionale.
“Sono preoccupato per il mancato coordinamento di alcune Asl, perché la mancata disponibilità di calciatori a livello internazionale comporta delle sanzioni. Ci siamo mossi con i ministri competenti. L’Italia da questo punto di vista non sta facendo una bella figura internazionale. Siamo l’unica federazione in Europa che ha problemi di questo tipo”.

Caos tamponi Gravina – Negli ultimi giorni ci sono stati alcuni problemi con i tamponi.
“Condividiamo l’idea della centralità dei tamponi. L’avevo già proposta in precedenza e l’abbiamo già approvata in presidenza venerdì. Non entro nel merito dell’autodeterminazione delle singole leghe. Sarà fatto. L’auspicio è che ci sia una centralità da parte di tutte le leghe, se questo non dovesse avvenire sarà la Federazione a farsene carico”.

Il Presidente, poi, ha continuato:
“Quella di ricorrere a un’unica struttura per uniformare le analisi dei tamponi è una mia proposta che risale a qualche mese fa. E’ stata rispedita al mittente, anche se ora sono contento che sia tornata in auge. Ne abbiamo parlato anche oggi in Consiglio federale e dalle leghe ci è stato garantito che sarà fatta”.

Il Covid potrebbe fermare il campionato. Avete pensato al piano B?
“Esiste un piano B e anche un piano C. Li teniamo per noi, ci sono confronti costanti e continui con le diverse leghe e ipotesi alternative in base alle possibilità che ci presenterebbe il calendario. Siamo in emergenza, la riflessione che bisogna fare è cercare di essere preparati a fronteggiare momenti più critici che si potrebbero prospettare all’orizzonte, anche se l’ottimismo deve esserci sempre nella nostra programmazione. Il problema a quel punto non sarebbe solo il calcio”. 

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