Fabio Cannavaro, storico ex centrale e capitano della Nazionale Campione del Mondo, ha auspicato un ritorno in panchina

Fabio Cannavaro attende il proprio momento con pazienza e abnegazione, proseguendo con gli studi, in attesa di una chiamata per una nuova avventura in panchina dopo l’ultima negativa esperienza vissuta a Benevento, coincisa con l’esonero dopo 17 partite alla guida della squadra campana, in Serie B. Reduce da esperienze in oriente più che formative e, soprattutto, vincenti, grazie ai due Campionati cinesi conquistati con il Guangzhou Evergrande e con il Tianjin, l’ex Pallone d’Oro è attualmente sulla lista degli allenatori svincolati.

Una sua presenza al fianco di De Laurentiis, nel corso dell’ultimo match del Napoli e, di conseguenza, di Rudi Garcia prima del l’esonero, aveva fatto presagire un possibile discorso in atto tra la società azzurra e l’ex capitano della Nazionale italiana per rilevare le sorti del tecnico francese sulla panchina partenopea. Ipotesi, poi, scongiurata dall’accordo tra la società azzurra e Walter Mazzarri per il ritorno del tecnico toscano alla guida del Napoli.

Intervenuto ai microfoni di Sportmediaset, Fabio Cannavaro ha commentato quella giornata nel corso della quale pareva erede designato di Garcia: “Occupavo i posti accanto al Presidente per una gentilissima concessione dello stesso: ero stato invitato a seguire la partita e, De Laurentiis, mi ha chiesto di prendere quel posto. Era impossibile valutare una proposta per allenare il Napoli, semplicemente perché non c’è mai stata”.

Cannavaro: “Studio. Sulla presenza in tribuna per Napoli-Empoli…”

“Sto aspettando una proposta, indipendentemente dal luogo in cui arriverà: bisogna allargare gli orizzonti e non aver nessun tipo di preclusione né, tantomeno, pensare si tratti di esperienze meno formative. Nel frattempo, studio e continuo ad aggiornarmi in attesa che arrivi qualche proposta. Non sono svincolato per mia stessa volontà, ma per volontà altrui. Vorrei non venisse giudicata la mia sola esperienza vissuta a Benevento, ma anche in altri contesti. Altri allenatori, tipo Xavi, sono partiti dall’Arabia Saudita per poi arrivare in top club. Valgono le idee, non i posti in cui le hai sviluppate: sono secondari”.

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