CALCIO NEL MONDO FURLANI – EuropaCalcio.it ha intervistato in esclusiva Fabio Furlani, collaboratore dell’agenzia D’Alessandro Scouting, esperto di calcio americano.

Infatti, per la D’Alessandro Scouting, Furlani segue con attenzione le vicissitudini della MLS.

Il calcio americano sta seguendo una lunga traiettoria ascendente. Il livello sale e di conseguenza l’appeal del campionato nel mercato mondiale. Come ci puoi descrivere il movimento calcistico americano rispetto a quello europeo? A che punto è?

“Credo che siano passati i giorni in cui il campionato nordamericano veniva etichettato solamente come un luogo dove i calciatori andavano per terminare le loro carriere e aumentare i propri conti in banca.

Oggi il mercato nordamericano viene attenzionato molto, soprattutto per cercare giovani di talento, basti pensare ad alcuni degli ultimi trasferimenti avvenuti nel calcio europeo:

  • Jhon Duran e Gaga Slonina, due giovani del Chicago Fire trasferiti in Premier League per una cifra complessiva di circa 37 milioni di dollari. Il primo all’Aston Villa il secondo al Chelsea.
  • Ismael Kone trasferito al Watford dal Montréal.
  • Paxten Aaronson trasferito all’Eintracht Francoforte dal Philadelphia Union.
  • Julian Araujo trasferito al Barcellona dai Los Angeles Galaxy.

Tutti calciatori da me attenzionati da tempo.
Ci tengo inoltre a sottolineare la prova positiva degli USA durante il Mondiale 2022 in Qatar, che sebbene ci sia ancora da lavorare su alcuni aspetti, uno fra tutti la concretezza sotto porta, sono arrivati fino agli ottavi di finale contro l’Olanda schierando la formazione titolare più giovane degli ultimi 12 anni.

Calcio nel mondo, Furlani: “L’evoluzione del calcio negli USA…”

I prossimi anni saranno molto importanti per gli USA in cui verrà disputata la Copa America del 2024 e i Mondiali 2026, oltre che in Canada e Messico.

Il calcio nordamericano si differenzia molto rispetto a quello europeo. La Major League Soccer, ovvero il campionato principale, ha una formula completamente differente. Le squadre vengono divise in due gruppi, Western Conference e Eastern Conference, in base alla loro posizione geografica.

Lo svolgimento del torneo avviene in due fasi. La prima fase riguarda la stagione regolare, dove non è prevista alcuna retrocessione né promozione e dove ogni squadra incontra gli avversari un numero variabile di volte in base alla stagione. Alla sua conclusione la squadra con più punti vince la Supporters’ Shield.

La seconda fase riguarda i play-off per aggiudicarsi il trofeo più ambito, la MLS Cup, dove vengono qualificate le prime sette franchigie della Western e della Eastern Conference. Il fattore campo va a vantaggio della squadra meglio piazzata nella classifica generale”.

Ci sapresti fare dei nomi di giocatori che secondo te varrebbe la pena portare in Europa?

Alan Velasco è un giocatore di talento che porterei assolutamente in Europa. Parliamo di un classe 2002, esterno argentino con qualità atletiche importanti, pecca solamente in altezza che non gli consente di reggere bene lo scontro fisico con l’avversario. Tecnica elevata, abile nel servire i compagni e a concretizzare le azioni di gioco. Grande grinta e spirito combattivo, la “garra” come dicono i sudamericani.

Ma stiamo parlando di un ragazzo con un prezzo di mercato già elevato e quindi mi piacerebbe fare il nome di un altro giovane che è ancora poco attenzionato.

Calcio nel mondo, Furlani: “L’evoluzione del calcio negli USA…”

Aidan Morris, classe 2001 che nella stagione 2020 è stato il giocatore più giovane della storia, prima di lui solo Landon Donovan, ad aver iniziato una finale di MLS Cup riuscendo anche a vincerla con i Columbus Crew.

Nella stagione 2021 sfortunatamente ha avuto un infortunio al legamento crociato anteriore che gli è costato l’intera annata. Questo ovviamente ha bloccato la sua crescita, ma è un bravo ragazzo con la mentalità giusta, disciplinato e altamente professionale che ha fatto una stagione da protagonista l’anno scorso lasciando alle spalle quel brutto momento e guadagnandosi di recente la convocazione in nazionale maggiore.

Parliamo di un centrocampista che può giocare sia come mediano che come interno di contenimento, non solo perché risulta essere prestante a livello atletico, con una grande intensità, fisicità ed abilità nel sradicare il pallone dai piedi dell’avversario. Ma perché è bravo tecnicamente con la palla tra i piedi, nella sua trasmissione e nel districarsi tra gli avversari in situazioni scomode. Ovviamente deve ancora completarsi migliorando alcuni aspetti, ma la strada è quella giusta”.

Parlaci di te, come inizia la tua carriera nel calcio?

“Fin da quando ero molto giovane ho sempre amato scoprire il talento, è la mia più grande passione insieme a quella di costruire una squadra e portarla al raggiungimento dei propri obiettivi.

Mi approcciavo ai giovani calciatori che mi trasmettevano qualcosa dandogli suggerimenti, consigli, andavo a vedere i loro allenamenti e molti di loro mi hanno dato grandi soddisfazioni.

Le società calcistiche dovrebbero puntare molto su un dipartimento scouting efficace, quanti giocatori ho seguito che ora valgono decine di milioni di euro, lo scouting non è un costo è investimento e quindi una fonte di guadagno.

Non smetto mai di studiare, di apprendere, di formarmi, studio a 360° il calcio in tutti i suoi aspetti, perché il calcio non è solo calcio anzi, come molto spesso viene citato “chi sa solo di calcio non sa niente di calcio” ed è vero. Bisogna essere in grado di affrontare qualsiasi situazione che si presenti. Sia dentro che fuori dal campo, calcistica che extra calcistica.

Negli ultimi anni mi sono sviluppato sulla conoscenza del calcio americano, del calcio del mio paese quello italiano e di quello francese che mi ha sempre affascinato molto. Io e la D’Alessandro Scouting ci siamo trovati sulla stessa ideologia, un’ideologia molto similare, ovvero scavare in profondità dove gli altri non riescono ad arrivare per avere una piena conoscenza del calciatore da noi identificato”.

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