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Buffon: “Mi sento più forte di cinque anni fa. Sulla Juventus…”

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[df-subtitle]Buffon: “PSG-Juventus a Madrid come finale di Champions? No, perché non voglio che la mia eventuale gioia sia condizionata dalle lacrime dei miei ex compagni e dei miei ex tifosi”[/df-subtitle]

Gianluigi Buffon, da luglio al Paris Saint-Germain, ripercorre questo suo primo periodo in Francia e parla anche del futuro, in occasione di un’intervista rilasciata a “La Gazzetta dello Sport“.

Così l’estremo difensore: “Mi sento più forte di cinque anni fa. Dopo una settimana hanno capito che non era arrivato uno che stava invecchiando, ma che voleva ritagliarsi spazi importanti e se li sta guadagnando. Senza perdere di vista il focus: far crescere la squadra. Ho conquistato il ruolo che volevo e per il quale sono stato scelto: mettere a disposizione le mie conoscenze per fare crescere l’ambiente e dimostrare che ci sono ancora e ci sono bene. Già innamorato di Parigi? Sì, ma non di un posto particolare. Mi piace l’onda di energia e di positività che trasmette la quotidianità della città. Da turista non la percepisci“.

Prosegue sulla Juventus: “Nessun rimpianto e nessuna delusione. Io e la Juventus abbiamo programmato insieme, da molto lontano, un percorso d’addio che ha chiuso il cerchio in modo perfetto. Questa settimana ero in Italia, ho telefonato ad Andrea e mi ha dato il permesso di allenarmi tre giorni alla Continassa. PSG-Juventus a Madrid come finale di Champions? No, perché non voglio che la mia eventuale gioia sia condizionata dalle lacrime dei miei ex compagni e dei miei ex tifosi. Ne abbiamo già piante troppe insieme. Mi merito una gioia piena. Se proprio devo affrontare la Juventus, meglio prima della finale“.

Sulla Nazionale: “Dopo la Svezia, Gigi Di Biagio mi telefona e mi dice che ha bisogno di me per le due amichevoli. Anche se era un momento difficile, per amicizia e senso di responsabilità io ho risposto di sì. Ma a quel punto sono state dette cose vergognose, mi hanno fatto passare per l’imbucato alla festa, per il vecchio che si aggrappa alla poltrona. Per vincere servono esperienza, personalità, carisma. E allora, per orgoglio e dignità, anche a costo di sembrare superbo, mi sono fatto da parte.  A Mancini, molto carino, che mi ha chiamato per chiedermi una disponibilità in caso di grande emergenza, ho detto sì, ma non ce ne sarà bisogno. Dietro a Donnarumma ci sono Perin, Sirigu, c’è Cragno che sta crescendo, tornerà Meret. Possibilità remota quindi quella di rivederla in azzurro? Possibilità nulla“.

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