[df-subtitle]La deludente spedizione in Russia ha screditato ulteriormente il calcio brasiliano, ma una luce in fondo al tunnel forse c’è[/df-subtitle]

Il calcio brasiliano fa ancora paura come un tempo? No, non molto. Potrà tornare a imporsi in futuro? Si, no, forse. Il Mineirazo del 2014 e l’accanimento mediatico contro Neymarnell’ultimo Mondiale 2018 hanno screditato il calcio brasilero in lungo e in largo, diventando oggetto di scherno nei social e non solo, ma una luce in fondo al tunnel potrebbe esserci: ci sono i giocatori attuali, eccelsi e vincenti con i propri club, poi ci sono i giovani talenti. “I talenti?” diranno in molti. Quali? Quel Vinicius Junior pagato dal Real Madrid 50 milioni e poi finito nel Castilla, dove a suon di skills si sta imponendo in un campionato di serie c europeo? Scelta sbagliata quella di Lopetegui? Chissà. Il bambino d’oro del Flamengo ha talento, ma come mai è finito nel Castilla dopo un pre-campionato sopra le righe con il Madrid? Scelta tecnica. Una volta a un talento brasiliano non si rinunciava mai e si cercava di esaltarne le qualità fin da subito, specialmente se lo hai pagato 50 milioni. Non bruscolini per un classe 2000. Vuoi per la crescita del giocatore o per altro, Vinicius Júnior gioca in questo momento nella Segunda Division. Questa è la triste realtà.

Tanti dubbi e tante incognite verso questo tipo di calcio, troppo “umiliante” per gli avversari per alcuni, troppo “irritante” per altri, oppure tatticamente impreparato e immaturo per gli addetti ai lavori. Insomma, il calcio brasiliano può tornare a sfornare campioni in serie come un tempo? Campioni capaci di imporsi in poco tempo in Europa senza passare per il Castilla di turno? Sarà possibile rivedere in campo – o in rosa – giocatori tipo Ronaldo,Ronaldinho, Rivaldo e Kakà come nel 2002? Quattro palloni d’oro nella stessa squadra. Tanta roba eh? Per non parlare dei restanti interpreti di quella compagine targata Scolari, tecnico da croce e delizia per i verdeoro. Neymar – giudicato dal polemico ex calciatore inglese Barton“la Kim Kardashian” del calcio- ha ancora 26 anni e può dare ancora molto, ma il futuro oltre lui? Incerto.

C’è Gabriel Jesus– paragonato da qualche pazzo a Ronaldo il fenomeno – ectoplasma a Russia 2018 e ridimensionato da Aguero nel City, dove il brasiliano tentò inizialmente di rubargli il posto godendo della stima di Guardiola. Peccato che il tecnico catalano si sia ricreduto e lo abbia spedito in panchina in questo inizio di stagione, concedendo all’ex Palmeiras solo qualche stralcio di partita qua e là. Però “qualcosa è sopravvissuto” nel parco calciatori brasiliano. Giocatori interessanti in Brasile ci sono, non fenomeni alla Mbappe per intenderci ma qualche potenziale “wonder kid” potrebbe esserci. Ma si, qualcosa c’è. Stiamo pur sempre parlando del Brasile. I nomi balzati alle cronache nell’ultimo periodo sono diversi.

[df-subtitle]I futuri wonder kids brasiliani seguiti dai grossi club e cliccatissimi in rete[/df-subtitle]

I più cliccati sono i vari Vinicius Junior (di cui si è parlato abbastanza nei giornali), Paquetá del Flamengo – trequartista che ha già esordito contro USA e El Salvador in amichevole – oppure Rodrygo Goes, già acquistato dal Real Madrid per 45 milioni di euro. Un classe 2001 da tenere d’occhio, non solo dal punto di vista tecnico che sta dimostrando sul campo con il Santos, ma anche da quello caratteriale (punto a suo sfavore). D’altronde ha solamente 17 anni ma a capitolare per le bizze di gioventù prolungate nel tempo, si fa presto. Poi c’è Pedro Guilherme Abreu dos Santos della Fluminense, scoperto da Levir Culpi ma maturato grazie al tecnico Abel Braga: il più atipico dei brasiliani potremmo dire viste le sue doti fisiche. Attaccante alto, potente e bravo tecnicamente. Abile nel destreggiarsi con il pallone tra i piedi, agile nonostante la struttura fisica e spietato in zona gol. Dotato anche di un gran tiro, Pedro è entrato nel mirino di squadre importanti tra le quali figurano Milan e Roma. Anche il solito Real Madrid – che ha già investito un centinaio di milioni sul mercato brasiliano – lo segue con interesse. Le caratteristiche di Pedro rimandano molto a quelle di Lewandowski, acquisto sfumato dalle merengues per volontà di Niko Kovac, tecnico del Bayern Monaco. Banalmente potremmo dire che questo centravanti di 21 anni è il “più europeo” dei brasiliani che stiamo citando, ma si diceva la stessa cosa di Gabriel Barbosa alias Gabigol. E sappiamo tutti com’è andata. Possiamo pure citare Everton del Gremio e Pedrinho del Corinthians, due esterni “joga bonito”, come piace affermare ai brasiliani: il primo è un classe 1996 che si sta mettendo in mostra da diverso tempo e che ha ben figurato nell’amichevole contro El Salvador, andando varie volte al tiro ma senza successo. Pedrinho ha caratteristiche per certi versi simili ma ha due anni in meno. Ancora molto fumoso ma estroso e seguito da club come Barcellona e PSG, determinati a pescare il nuovo Neymar per il futuro.

I tifosi carioca sperano in una esplosione di questi calciatori per poter tornare a esultare nelle piazze, senza più piangere in mondo visione o festeggiare per una mediocre – è il caso di dirlo – Olimpiade o Confederations Cup. Un barlume di speranza per una vera e propria rinascita futura c’è e poi nel 2019 andrà di scena la Copa America. In Brasile. Un’altro Mineirazo non sarebbe accettabile per i 5 volte campioni del Mondo. Tite avvisato.

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