[df-subtitle]Bonazzoli: “Credo che con il terzo cambio in panchina le cose si facciano sempre più difficili. E sono fattori che mettono in difficoltà anche i giocatori e tutto ciò che gira attorno. Centurioni? Ho visto una sua partita quando allenava la Primavera del Padova, e me ne hanno parlato bene, come un tecnico preparato e come una persona positiva sotto il profilo umano”[/df-subtitle]

Sabato pomeriggio, allo stadio Tombolato, si giocherà il derby tra Cittadella e Padova. Le squadre arrivano alla partita con due stati d’animi opposti: se la squadra di Venturato è sempre più lanciata verso la zona play-off, i biancoscudati sono reduci dal ko interno contro il Perugia per 1-0, risultato che ha portato al terzo cambio in panchina, con Centurioni – promosso dalla Primavera – che è subentrato a Bisoli.

“Europa Calcio” ha contattato telefonicamente Emiliano Bonazzoli. Ora allenatore del ChievoVerona Valpo – ossia la squadra femminile del club di  Campedelli -, durante la sua lunga carriera – che lo ha visto in club importanti come Parma, Sampdoria e Fiorentina – da prima punta ha vestito anche le maglie di Padova (da gennaio a luglio 2013) e Cittadella (da dicembre 2015 a luglio 2016).

Bonazzoli, coma valuta la stagione del Cittadella?

E’ sulla stessa linea degli anni passati. E’ sempre arrivato ai play-off, e questo penso sia il loro obiettivo principale, ossia fare un bel campionato e arrivare agli spareggi. La società e lo staff sono professionali e riescono sempre a fare un buonissimo mercato, comprando giocatori dalla C e facendogli poi fare un torneo importante senza particolari difficoltà. Riescono a trasformarli in giocatori da Serie B. Sotto questo profilo sono davvero molto bravi“.

Se i granata dovessero andare ai play-off, potrebbero essere la mina vagante?

Sicuramente il Cittadella sarebbe l’outsider. I play-off sono un mini campionato dove chi sta meglio fisicamente può dire la sua, anche se sulla carta è meno forte rispetto ad altre squadre. Però, ripeto, l’aspetto della condizione fisica è molto importante“.

Tatticamente parlando, qual è la miglior dote di Venturato?

Sotto il profilo tattico è un allenatore il quale – anche in quei mesi in cui io sono stato lì – ha sempre impostato la squadra con lo stesso modulo e ha affrontato squadre più forti con lo stesso sistema di gioco. Non ha mai stravolto tatticismi ma ha sempre usato la sua impostazione di gioco senza trasformare la squadra cambiando moduli. Ha sempre tenuto la linea di calcio che vuole. I giocatori si trovano quindi meno in difficoltà, e in questo modo possono sviluppare automatismi importanti. Dico poi che a Cittadella non c’è una grande pressione, ti lasciano lavorare in tranquillità. E questo è un fattore aggiunto per far bene“.

A gennaio è arrivato Moncini che in 8 presenze ha già segnato 6 gol. Si aspettava un suo impatto così importante?

Non lo conosco molto bene perché il Cittadella cambia ogni anno molti giocatori. Però Venturato lavora molto bene con gli attaccanti sapendo trasmettere e inculcare le sue idee, e così per loro è più facile applicarle sul campo“.

Quanto al Padova, cosa pensa di questo terzo cambio di allenatore?

Dispiace per la situazione del Padova, col terzo esonero credo non ci sia molta chiarezza per il futuro. Chi in società ha fatto queste scelte conoscerà molto meglio di me la situazione, ma penso che al terzo cambio di panchina le cose si facciano sempre più difficili. E sono cose che mettono in difficoltà anche i giocatori e tutto ciò che gira attorno“.

Sotto quale aspetto dovrà lavorare di più Centurioni?

Bella domanda. Prima del cambio il Padova aveva ottenuto una grande vittoria in casa dello Spezia, però non riesce a dare continuità a risultati positivi. Non dico per forza a vittorie, ma a risultati positivi. Purtroppo è dura, bisognerà sull’inserimento dei giocatori, ora sono loro che devono tirare fuori qualcosa in più per fare punti“.

Curiosità: ha mai avuto modo di conoscerlo durante la sua carriera da centravanti?

Ci ho giocato contro quando era a Novara e quando era a Treviso, però personalmente non l’ho mai conosciuto, siamo stati solo avversari sul campo. Ho visto una sua partita quando allenava la Primavera del Padova, e me ne hanno parlato bene, come un tecnico preparato e come una persona positiva sotto il profilo umano. Speriamo che queste due componenti possano dare una mano ai giocatori per fare bene in questo momento“.

Prima parlavamo di risultati positivi, che tipo di partita dovrà giocare il Padova al Tombolato?

Partendo dal presupposto che il derby è una gara a sé e che la squadra è reduce da una sconfitta e da un conseguente esonero, credo che per il Padova sarà la partita della vita. I biancoscudati dovranno per forza vincere, e fare sicuramente uno sforzo in più per non perdere il treno della salvezza. Devono pensare che si tratterà dell’ultima spiaggia“.

Lei in passato ha giocato in entrambe le squadre. Quali sono i suoi ricordi principali in queste due piazze?

A Padova ero in Serie B, venivo da un anno un po’ tribolato con la Reggina e ho aspettato sei mesi per far parte della prima squadra e comunque mi hanno accolto subito benissimo, sia la società e giocatori che, e soprattutto, la tifoseria. Tra l’altro io vivo a Padova da sette anni e ho anche amici ultras del Padova. E’ stato quindi un legame che si è sviluppato anche fuori dal campo. Nonostante un ottimo organico facemmo un campionato normale. Quanto al Cittadella, in granata ho sicuramente un bel ricordo perché avevamo vinto il campionato di Lega Pro passando in Serie B. Non ho mai segnato in quei sei mesi ma il mio contributo l’ho dato“.

Attualmente è l’allenatore del ChievoVerona Valpo. Come procede questa sua nuova esperienza?

E’ un’esperienza positiva, perché non conoscevo il calcio femminile e quindi per me era un mondo nuovo. Anche le ragazze sono brave tecnicamente e tatticamente, inoltre vogliono sempre lavorare anche più rispetto a quello che gli viene proposto. E questa è sicuramente una cosa molto positiva. Purtroppo abbiamo avuto un calo di risultati, non di prestazioni, nelle ultime due partite e adesso stiamo lottando per la salvezza. Non siamo messi male ma dobbiamo fare altri passi in avanti per raggiungere l’obiettivo finale. Però è un’esperienza che mi sta piacendo“.

 

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