Bologna Tomiyasu: “Mihajlovic un grande, sogno l’Europa”

BOLOGNA TOMIYASU – Intervistato da “La Gazzetta dello Sport“, Takehiro Tomiyasu ha ripercorso questa sua prima annata, ancora da concludere, con la maglia del Bologna.

Così il terzino destro giapponese: “Sono stato davvero in difficoltà nel primo mese, l’inserimento non è stato immediato e ho passato un periodo in cui ho patito la tattica e la preparazione intensa. Poi, grazie al Bologna, tutto molto bene, sono cresciuto anche come persona e mi sono ambientato alla perfezione. L’anno prossimo centrale? In verità mi sento molto terzino destro, sto giocando così da un anno, ho appreso movimenti e posizioni. Non avrei comunque nessun problema a spostarmi al centro“.

Continua: “I miei fan giapponesi sono molto curiosi sull’Italia, mi chiedono del cibo, di come sono le donne italiane. Sono curiosi delle usanze europee e dei modi di fare degli italiani. Personalmente degli italiani mi piace la capacità di fare subito amicizia, siete un popolo accogliente, con cui si trova subito sinfonia. Cosa dovreste imparare dai giapponesi? La modestia. Noi siamo meno simpatici di voi ma più tranquilli e umili. Prima di venire a Bologna ho parlato a lungo con Nagatomo, ci conosciamo benissimo e mi ha spiegato tutto quello che poi ho riscontrato qui. Miura: è stato assolutamente il più forte di tutti“.

BOLOGNA TOMIYASU – Poi: “Due giorni dopo il mio arrivo Sinisa fece l’annuncio shock. Rimanemmo colpiti, fu un momento stranissimo. Ma fu incredibile soprattutto a Verona, prima di campionato. Lui arrivò a sorpresa: io come tutti gli altri volevo vincere per lui, per lo sforzo che stava facendo. Fu un peccato non riuscirci. Dopo la trasferta di Brescia, quando tornammo in pullman e ci presentammo sotto la sua finestra dell’ospedale, lì siamo diventati Bologna United. Fu bellissimo. Abbiamo dimostrato di essere una vera famiglia. Mihajlovic ama quello che fa, mi ha insegnato a fare tutto con passion: un uomo forte. A livello tattico, a sapermi adattare anche da laterale del 4, coordinando i movimenti col mio compagno di fascia, spesso Orsolini“.

Infine: “A me interessa, in queste 12 partite, diventare un giocatore ancora più importante per il Bologna. E le voglio vivere come sempre: da guerriero. Perché lo devo al club e per l’obiettivo che vogliamo, l’Europa. Scegliere tra l’Europa col Bologna o una medaglia col Giappone? Perdonatemi ma scelgo entrambi. Sono obiettivi veri e di enorme importanza“.

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