Biagio Pagano, da Simone Inzaghi ad Handanovic e la mancata affermazione in Serie A: “Se non avessi litigato con Novellino…” – ESCLUSIVA EC

Biagio Pagano, da Simone Inzaghi ad Handanovic e la mancata affermazione in Serie A: “Se non avessi litigato con Novellino…” – ESCLUSIVA EC

Biagio Pagano, pisano di adozione ma napoletano di nascita e col cuore azzurro. “Tifo sempre per la squadra della mia città”, ha dichiarato in esclusiva ai microfoni di EuropaCalcio.it.

Se non avessi litigato con Novellino alla Sampdoria, forse ora potrei raccontare una carriera diversa. Tutta colpa del mio caratteraccio”, ha aggiunto Pagano, che elogia l’Atalanta: “I risultati sono frutto di un’ottima programmazione” e Simone Inzaghi: “Uno dei migliori allenatori che ci sono in Italia”; inoltre, esalta le qualità di Lucas Leiva: “E’ devastante, non perde una palla!”.

E oggi cosa fa Biagio Pagano? “Lavoro in ufficio in un’azienda che rifornisce sanitari e ortopedia in tutta Italia e giochicchio ancora nelle categorie dilettantistiche. Il calcio però mi ha un po’ nauseato. Per il 70% è business. Se pensiamo soltanto che gli orari delle partite sono decisi dalle televisioni, ci siamo detti già tutto”.

Questi i temi trattati da Biagio Pagano in esclusiva ai microfoni di EuropaCalcio.it.

SUL CORONAVIRUS – “Se si tornerà a giocare non lo so. Ho letto l’intervista di Cannavaro in cui ammette che noi Italiani non ci siamo resi ancora conto della gravità di quello che sta accadendo. Loro ci sono passati prima, in Cina, dove tutto è scoppiato. Mi sembra che in Italia, all’inizio, l’abbiamo preso un po’ sottogamba, perché sembrava che non ci toccasse; invece poi alla fine è arrivato e ha fatto più danni a noi che in Cina. Speriamo di uscire presto da questa situazione molto critica”.

SULLE PAROLE DI GRAVINA – “Secondo me è inutile dare delle date fin quando non sai di preciso quanto può durare questa cosa. Le scuole, se ho ben capito, resteranno chiuse fino agli inizi di maggio; credo che il calcio non può partire. Cosa fai? Parti e poi? Questo è un virus e sappiamo bene che lo si può anche riprendere. Finché le cose non sono chiuse al 100% è inutile rischiare, non ha senso. Si rischia la salute delle persone per cosa? Per lo spettacolo del calcio? Può aspettare. Non succede niente se un campionato non finisce. Ci saranno delle perdite economiche ma pace. Meglio la vita che la perdita economica.

Taglio degli stipendi? Purtroppo il calcio per il 70% è business. Se pensiamo soltanto che gli orari delle partite sono decisi dalle televisioni, ci siamo detti già tutto. E’ una cosa che non esiste. Quando ci sono gli interessi economici si mettono in secondo piano tante cose anche più importanti”.

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Biagio Pagano con la maglia della Sampdoria

SULLA SAMPDORIA – “Mi dispiace che sia una delle squadre più colpite dal Coronavirus. Ho dei ricordi bellissimi della mia esperienza in maglia blucerchiata. E’ stata la mia prima volta in Serie A. La maglia della Sampdoria credo che sia una delle più belle al mondo; poi giocare a Marassi, in quello stadio, è una bolgia, è piccolino, sono tutti attaccati. Emozioni bellissime e sensazioni spettacolari”.

SU SIMONE INZAGHI, SUO COMPAGNO DI SQUADRA ALLA SAMPDORIA – “Attualmente credo che Simone Inzaghi sia tra gli allenatori italiani più forti che ci siano in circolazione. Gli va dato atto che ha saputo costruire una macchina quasi perfetta – sottolinea Biagio Pagano – perché la Lazio è veramente bella da veder giocare. Checché se ne dica che utilizza il 3-5-2 ma gioca con due interni di metà campo che sono due trequartisti, quindi l’atteggiamento non è poi così tanto difensivo, anzi, è un 3-5-2 molto offensivo.

Il calciatore che più mi ha colpito nella Lazio? Al di là di Immobile che sta facendo un campionato strepitoso, secondo me Lucas Leiva è uno dei giocatori più importanti nell’economia della Lazio. Dà un equilibrio alla squadra che è devastante, non perde una palla, è impressionante”.

SULL’ATALANTA – “Le cose non vengono per caso. C’è una tradizione di settore giovanile che è stata per tantissimi anni il top in Italia e penso tra i primi 5 club al mondo; ed io ho avuto la fortuna di uscire da quel settore giovanile. Inoltre c’è una programmazione, una voglia continua di migliorarsi partendo dalle strutture fino ad arrivare al centro di allenamento. I risultati odierni , quindi, sono una conseguenza”.

SU GASPERINI – “Adotta un ottimo gioco; anche in Europa l’Atalanta ti mette in difficoltà, perché non ti aspetti che una squadra giochi uomo contro uomo a tutto campo. Non ti dà tempo e spazio per provare la giocata. Tutti vanno a 2000 e la qualità dei giocatori importanti fa la differenza”.

SU HANDANOVIC, SUO COMPAGNO DI SQUADRA AL RIMINI – “Già quando giocavamo insieme a Rimini, Samir era una forza della natura; a parte la personalità molto decisa, già a quei tempi era davvero forte. Mi ricordo il match a Torino contro la Juve: potevamo giocare fino a mezzanotte, non avrebbero mai fatto gol perché parò di tutto e di più. Impressionante

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Biagio Pagano con la maglia del Rimini

Musso o Meret come possibili suoi sostituti all’Inter? Sono due portieri secondo me molto forti, ma non hanno ancora dimostrato quel salto di qualità che magari ha fatto Samir”.

SULLO SCUDETTO – “E’ una bella sfida. Con questa sosta non dico che si azzera tutto, però quasi. Le squadre per un periodo non si son potute allenare e quando si ricomincerà bisognerà vedere anche il livello atletico oltre a quello mentale. L’Inter però non la farei fuori del tutto perché quando riparti così ci son sempre delle sorprese. La Juventus è sicuramente la squadra più attrezzata, ha la rosa molto più ampia rispetto alla Lazio, però mi piacerebbe vedere i biancocelesti primi in classifica, se lo meritano”.

SU MATRI, SUO COMPAGNO DI SQUADRA AL RIMINI – “Spero che riesca a trovare squadra al più presto (attualmente è svincolato dopo l’esperienza al Brescia, ndr). Quando abbiamo giocato insieme a Rimini, Alessandro veniva dal settore giovanile del Milan e da un’annata in C al Lumezzane. Non ha giocato proprio tantissimo al Rimini, però si vedeva già che aveva delle doti per diventare poi quello che è diventato. E’ un bravissimo ragazzo oltre che un grandissimo attaccante”.

UN ANEDDOTO CHE BIAGIO PAGANO RICORDA CON PIACERE – “A parte il gol in Serie A con la Sampdoria all’Olimpico contro la Roma (QUI), forse tra i più ricordi anche la doppietta quando ero a Bari contro il Torino: sono entrato nel secondo tempo, perdevamo 2-0, ho fatto doppietta e alla fine abbiamo pareggiato 2-2. Bari mi è rimasta nel cuore perché lì disputai il mio primo anno di Serie B; fu una stagione molto positiva”.

COSA E’ MANCATO A BIAGIO PAGANO PER CONFERMARSI IN SERIE A? – “Il caratteraccio. Quando ero alla Sampdoria litigai con Novellino e quel litigio mi ha segnato un po’ nella storia della Sampdoria perché poi il tecnico rimase e non mi ha più voluto in squadra. Da lì è cominciata la mia carriera in B, molto positiva, ma i rimpianti un po’ ci sono. Avevo 21 anni e la testa “stupida”. Mi son lasciato sfuggire un’opportunità importante. Successivamente Novellino l’ho riavuto come allenatore; ma alla Sampdoria fu colpa mia perché ero giovane e quindi non dovevo mai permettermi di rispondere in malo modo ad un allenatore che, tra l’altro, in quel periodo era tra i più vincenti che c’erano in circolazione”.

PRESENTE E FUTURO DI BIAGIO PAGANO – “Adesso lavoro in ufficio in un’azienda che rifornisce sanitari e ortopedia in tutta Italia. Continuo a giochicchiare in categorie dilettantistiche, per divertirmi. Il futuro? Vediamo, non lo so. Il mondo del calcio mi ha un po’ nauseato, però mai dire mai”.

 

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Cristiano Abbruzzese
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Giornalista pubblicista dal luglio 2012, è il direttore di EuropaCalcio.it.

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